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Riscatto laurea a 900 euro annui? La realtà oggi, quando conviene davvero e perché spesso non basta (esempi e Tabella dei costi)

"Il riscatto della laurea permette di coprire, a spese dell’interessato, gli anni di studi universitari nei quali non risultano versati contributi. Il titolo naturalmente deve essere... "


In attesa di una possibile riforma che potrebbe rendere il riscatto della laurea molto più accessibile, con un costo ipotizzato di circa 900 euro per ogni anno di studi, come illustrato in una proposta di legge discussa negli ultimi mesi e approfondita in un nostro precedente articolo ( CLICCA QUI ). La realtà, ad oggi, dal punto di vista dei costi è molto diversa. In questo articolo tratteremo soprattutto quando può convenire riscattare uno o più anni ( esempi pratici ).

Il riscatto della laurea, in alcune circostanze, può essere una procedura realmente vantaggiosa perché permette di coprire, a spese dell’interessato, gli anni di studi universitari durante i quali non risultano versati contributi. Il titolo deve essere stato effettivamente conseguito e il riscatto riguarda, in genere, solo gli anni di durata legale del corso. È possibile riscattare l’intero percorso universitario oppure solo una parte, e in alcuni casi anche più titoli di studio. 

Esistono due modalità diverse oggi

  • RISCATTO ORDINARIO: Con costo basato sulla retribuzione attuale, più costoso ma interamente deducibile dal reddito. In questo caso l’onere può addirittura azzerare o comunque ridurre in maniera significativa l’IRPEF; 

  • RISCATTO AGEVOLATO: Con un costo fisso per anno di laurea calcolato sul minimale contributivo, più vantaggioso ma con recupero fiscale solo parziale. L’onere viene frammentato su più anni oppure, se pagano i genitori, c’è la possibilità di detrarre il 19% delle somme versate.

Parliamo di somme di denaro, quanto viene a costare il riscatto della laurea? 

Anche per quanto riguarda il costo è importante sottolineare le differenze tra agevolato e ordinario:

  • Nel riscatto agevolato: 

In questo caso il costo per ogni anno di studio è legato al minimale contributivo Inps, che si traduce economicamente in poco più di 6.000 euro lordi per anno riscattato, rateizzabili fino a 120 rate in dieci anni.

  • Nel riscatto ordinario: per chi ha redditi medio‑alti, può arrivare a costare anche 4/5  volte tanto per ogni anno, ma con un forte effetto sulla futura pensione grazie al montante contributivo più elevato. 


Quando conviene adottare la procedura del riscatto della laurea? 

  • Conviene per chi ha una carriera stabile e ha iniziato ad accumulare contributi prima del 1996: poiché il riscatto aumenta gli anni utili per le pensioni anticipate e può far scattare l’uscita con un margine di anticipo superiore agli anni riscattati;

  • Conviene per i laureati che restano nel sistema contributivo ma con redditi medio‑alti: la procedura ordinaria anche se costosa permette di far crescere sensibilmente la pensione, anche grazie alla piena deducibilità fiscale;

  •  Conviene per i giovani che intendono usarlo come una sicurezza previdenziale: approfittando del costo fisso relativamente contenuto, della lunga rateizzazione e della possibilità di farsi aiutare dai genitori. In questo caso l’obiettivo è aumentare il montante contributivo e quindi l’importo dell’assegno, in un sistema che resterà contributivo puro per tutta la carriera.

Quando non conviene adottare la procedura del riscatto della laurea? 

Certamente è una procedura sconsigliabile per chi ha carriere discontinue, lunghi periodi di disoccupazione, anni di  contributi vacanti e un orizzonte pensionistico già oltre i 67 anni. 

In questi casi il riscatto può essere utile solo a ricostruire la carriera contributiva e far salire di poco l’importo della pensione ma non permette l’uscita anticipata. 

ESEMPI PRATICI, QUANDO CONVIENE RISCATTARE E QUANDO NO

Esempio 1

Pensiamo al caso di un lavoratore prossimo alla pensione a cui manca un solo anno di contributi per raggiungere il requisito necessario. In questa situazione, riscattare un solo anno di laurea può significare andare subito in pensione, evitando un ulteriore anno di lavoro. Qui il vantaggio non è solo economico: è tempo guadagnato, è qualità della vita, è la possibilità di smettere quando si è stanchi, magari provati fisicamente o mentalmente.

Esempio 2

Lo stesso vale se gli anni mancanti sono due o tre. Se il riscatto consente di colmare esattamente quel vuoto contributivo e anticipare l’uscita, la scelta può essere razionale anche a fronte di un costo elevato. Per molti lavoratori, soprattutto negli ultimi anni di carriera, il tema non è più quanto guadagneranno di pensione, ma quanto riescono ancora a reggere il lavoro. In questi casi, pagare per uscire prima non è uno spreco, ma una decisione consapevole.

Esempio 3

Diverso è il caso di chi ha una carriera discontinua, con lunghi periodi di disoccupazione e molti anni scoperti. Qui il riscatto della laurea rischia di non sbloccare alcuna uscita anticipata e di incidere solo marginalmente sull’importo finale della pensione. In situazioni del genere, l’investimento può rivelarsi poco efficace, se non addirittura inutile.

Esempio 4

Lo stesso vale per chi ha un orizzonte pensionistico ormai legato quasi esclusivamente all’età di vecchiaia. Se l’uscita è comunque fissata oltre i 67 anni e il riscatto non consente di anticiparla, l’effetto reale può ridursi a un lieve aumento dell’assegno, spesso non proporzionato alla spesa sostenuta.

Il riscatto della laurea, quindi, non va valutato solo con un calcolo matematico. Conta il tipo di carriera, conta il reddito, ma conta anche lo stato personale del lavoratore. La stanchezza accumulata, la sostenibilità del lavoro negli ultimi anni, il bisogno di fermarsi prima. In alcuni casi, il vero vantaggio del riscatto non è quanto si prende in più, ma quando si smette di lavorare.

La domanda può essere presentata online sul portale INPS oppure tramite Patronati. Prima di procedere, però, è fondamentale chiarire l’obiettivo: serve per uscire prima o solo per aumentare l’assegno? È da questa risposta che dipende se il riscatto della laurea è una scelta intelligente o solo una spesa che non cambia davvero il finale.


Tabella riepilogativa dei costi attuali e ipotizzati

Anni riscattati

Costi attuali (agevolato)

Costi attuali (ordinario, indicativo)

Proposto dalla legge Bucalo

1 anno

~6.123 €

~10.500–11.000 €

~900 € (proposta)

2 anni

~12.246 €

~21.000–22.000 €*

~1.800 €

3 anni

~18.369 €

~31.500–33.000 €*

~2.700 €

4 anni

~24.492 €

~42.000–44.000 €*

~3.600 €

5 anni

~30.615 €

~52.500–55.000 €*

~4.500 €


di LA REDAZIONE




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