Bambini picchiati in un asilo, tre suore e due maestre indagate. I genitori: “Vogliamo giustizia”
- La Redazione

- 7 ore fa
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Schiaffi, insulti e immobilizzazioni, tra le cinque donne coinvolte anche tre suore. L’inchiesta partita dopo una denuncia e confermata da intercettazioni...

Ancora “asili degli orrori”: questa volta è accaduto a Benevento, dove alcuni bambini sarebbero stati schiaffeggiati, insultati e immobilizzati da cinque maestre, tre delle quali suore. Ora le donne dovranno rispondere di concorso in maltrattamenti aggravati ai danni di minori.
È stato il Tribunale di Benevento a disporre il provvedimento nei confronti delle cinque donne, a seguito delle indagini condotte dagli inquirenti. Secondo quanto emerso, nei confronti delle indagate sarebbe stato disposto il divieto di dimora, in attesa delle decisioni del giudice per le indagini preliminari. Tutto è partito da una denuncia presentata dal rappresentante di una cooperativa impegnata in attività socio-educative all’interno dell’istituto. I carabinieri, da quel momento, hanno deciso di monitorare ciò che accadeva quotidianamente nella struttura e, dalle intercettazioni audio e video, hanno potuto constatare quanto affermato dal rappresentante.
Le immagini e le registrazioni avrebbero documentato comportamenti ritenuti incompatibili con qualsiasi attività educativa. Tutti i minori coinvolti erano di età compresa tra i 10 mesi e i 3 anni, alcuni dei quali ancora non deambulanti. Sul caso si è espressa anche una madre di due gemelli frequentanti entrambi l’asilo. Queste le sue parole:
“I miei gemelli di un anno e mezzo hanno frequentato l’asilo nido fino a ieri. Ho trovato anche dei lividi sul loro corpo. Dall’asilo nido mi hanno raccontato che se li erano procurati gattonando, ma ho pensato: come hanno fatto a procurarseli, se sul pavimento dell’asilo ci sono i tappeti?”
Continua la donna: “Ho notato che i miei figli rifiutano le cinture allacciate nei passeggini. Non ho certezze, ma temo che siano stati anche loro vittime di queste violenze. Sulle costrizioni per mangiare, a me hanno sempre detto che i miei figli mangiassero tutto, ma una volta portati a casa, alle 13:30, facevano un pasto completo. Quindi non mangiavano. È un incubo. Vogliamo giustizia”.
Nel frattempo la struttura è stata chiusa e sul caso è intervenuta anche l’amministrazione comunale. Ora non resta che attendere la decisione del giudice sulle sorti delle cinque donne. Sul caso seguiranno aggiornamenti.
Per te, lettore che ci segui,questa notizia interroga tutti: genitori, educatori, istituzioni. Come si tutelano davvero i più piccoli? Come si riconoscono i segnali che qualcosa non va?
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di NATALIA SESSA






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