Maria Rita Parsi: "Mai ostacolare o forzare un figlio. Solo genitori attenti fanno rifiorire passioni ed ambizioni”
- La Redazione

- 4 feb
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 6 feb
Alla vigilia dell’ultimo saluto, le parole di Maria Rita Parsi tornano a parlare di educazione, libertà e ascolto: un’eredità che resta...

Domani si aprirà a Roma la camera ardente per Maria Rita Parsi, psicologa e voce instancabile dell’infanzia. In queste ore che precedono l’ultimo saluto, il pensiero va a una donna che ha dedicato la vita ad ascoltare i bambini, a difenderne i diritti, a ricordarci che crescere non significa mai smettere di avere un’anima da proteggere. La redazione di AScuolaOggi ha scelto di riproporre un altro tra gli articoli più letti e più amati a lei dedicati: parole che continuano a parlarci, non come un ricordo, ma come un’eredità educativa e umana che resta. Ci si chiede spesso, in qualità di genitori, come si faccia a riconoscere e valorizzare il talento dei nostri figli, dei giovani in generale, ed alle volte non è così semplice rispondere a tale interrogativo.
A tal fine Maria Rita Parsi, psicologa e psicoterapeuta italiana, già presidente della Fondazione Movimento Bambino Onlus ed ex membro del Comitato ONU per i diritti del fanciullo, in merito si è così espressa: “Ogni genitore deve guardare ai propri figli con lo sguardo libero, incondizionato. È assolutamente sconsigliato cercare in loro quel talento che non si è riusciti a realizzare o che si è sempre sognato di avere. Non siamo rabdomanti con l’arte di scoprire tesori nascosti: il ruolo di un educatore è osservare, incoraggiare e stimolare le tendenze, le risorse e le caratteristiche che il bambino esprime spontaneamente attraverso il gioco, il corpo e la mente.”
La funzione di educatore, infatti, presuppone una grande responsabilità: occorre essere presenti ma al contempo non eccessivamente invadenti, così preservando l’autonomia e la capacità di autodeterminazione dei nostri figli, che impareranno a cavarsela da soli anche quando la vita metterà loro a dura prova.
Dunque lo sguardo di un genitore nei confronti del figlio dovrà essere libero ed incondizionato, permettendo a quest’ultimo di esprimere al meglio le proprie attitudini ed inclinazioni. Ed allora come facciamo a non investire i ragazzi con le nostre aspettative?
A rispondere a tale interrogativo è proprio Maria Rita Parsi, che ha dichiarato espressamente:
“Il segreto, forse, è tornare indietro nel tempo, pensando a come, e a se, i talenti che si avevano da piccoli sono stati riconosciuti e compresi. Perché se si trasforma una predisposizione in un dovere, questa diventa schiavitù. Si deve anche evitare di spronare i ragazzi ad una malsana competizione. Il mito del vincitore racchiude spesso la delusione, una sconfitta a cui i ragazzi di oggi spesso non sono abituati.”
Ogni bambino, infatti, ha un suo talento speciale e non è vero che solo alcuni bambini siano dotati di particolari abilità: per tale ragione è importante che "i genitori lascino i figli liberi di coltivare i propri talenti, riconoscendo la loro libertà di espressione ed incoraggiando, senza mai forzare, le loro inclinazioni”.
Solo genitori attenti e presenti, capaci di ascoltare i propri figli, saranno in grado di scorgere nei loro occhi una particolare luce, contribuendo nel far rifiorire le loro passioni ed ambizioni, senza mai ostacolarli o forzarli.
Ogni talento, infatti, ha bisogno di un terreno fertile per poter emergere: è importante, dunque, che i genitori non riversino sui figli grandi aspettative ma anzi permettano a questi ultimi di esprimersi liberamente così da realizzare se stessi pienamente.
di VALENTINA TROPEA



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Ci mancherai tantissimo R.I.P.
Una grande perdita per l'educazione e la formazione. I suoi insegnamenti e i suoi metodi rimarranno, come rimarranno questi articoli...