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Recalcati: “La vera felicità è realizzare i nostri desideri, non i desideri degli altri, mettendo a frutto il nostro talento”. Ecco perché per essere felici dobbiamo imparare a guardarci dentro

Solo coltivando i nostri desideri potremo essere davvero felici perché “il desiderio è realizzare quello che siamo…”

Ci si chiede spesso se esista un segreto per essere felici così da vivere armoniosamente e serenamente la propria vita, rendendola degna di essere vissuta. Per rispondere congruamente a questa domanda appare utile richiamare alla mente le parole utilizzate dallo psicoanalista e saggista italiano Massimo Recalcati che, con grande determinazione e senza mai alcuna esitazione, esprime il suo pensiero in tal modo:

“Realizzare i nostri desideri”, questa la vera ricetta della felicità.


Ma attenzione: “non confondiamo i desideri con i capricci. Questi sono volubili e cambiano in continuazione: vogliamo un abito, delle scarpe, un ragazzo o una ragazza. Cerchiamo la felicità negli oggetti ma quello che ci troviamo ogni volta nelle mani è insoddisfazione. Il nuovo produce lo stesso, è ciò di cui facciamo esperienza ogni giorno”, in tal modo lo psicoanalista continua la sua ragguardevole disamina.

Dunque, solo coltivando i nostri desideri potremo essere davvero felici perché occorre comprendere fino in fondo che “il desiderio è qualcosa da cui non riusciamo a distaccarci senza infelicità, è realizzare quello che siamo, mettere a frutto il nostro talento”.

Ciascuno di noi, infatti, deve realizzare se stesso, permettendo alle proprie passioni ed ambizioni di riemergere, seguendo le proprie inclinazioni personali, così da vivere ogni attimo della propria esistenza intensamente e pienamente senza mai volgere lo sguardo indietro ma sempre in avanti, mettendo a frutto quel talento di cui troppo spesso ci si disinteressa, trascurandolo o semplicemente ignorandolo.

Prendiamo la storia del pittore Giorgio Morandi, commerciare il vino sarebbe stato il suo destino perché era la storia della sua famiglia, poi scopre la passione irresistibile per il disegno. ‘Se non facessi il pittore mi ammalerei’ dirà. Se ci discostiamo dal nostro desiderio entriamo nell’infelicità, che è la divaricazione tra il fare e il desiderare e se il desiderio è il luogo della felicità, la felicità è seguire la voce del proprio desiderio, non del desiderio degli altri”, attraverso tali significative parole Massimo Recalcati continua la sua profonda riflessione.


Si pensi, ad esempio, al rapporto che si instaura tra un genitore ed un figlio: troppo spesso i figli, pur di compiacere i genitori e di ricevere la loro approvazione, smettono di inseguire i propri sogni, piegandosi al desiderio dei genitori stessi, così però rinunciando alla propria felicità.

Ogni genitore, al contrario, “deve essere pronto a lasciare il posto al figlio, come un seme muore affinché possa nascere qualcosa di nuovo, il germoglio” ed è per tale ragione che le aspettative dei genitori devono essere disattese.


Tuttavia “molti ragazzi, e anche molte vite adulte, non sanno quello che desiderano, e si rivolgono allo psicoanalista per decifrare il loro desiderio, perché vissute nel soddisfare il desiderio degli altri, nel sacrificio del loro desiderio e del loro talento”, in tal modo Massimo Recalcati conclude la sua significativa disamina.

E tu, lettore che ci segui, pensi che per essere davvero felici bisogna smettere di compiacere gli altri così da realizzare i propri desideri senza piegarsi al desiderio altrui?

Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo verso il cambiamento.


di Valentina Tropea

9 commenti


Laura
23 mag

Penso che i desideri si costruiscono già da bambini, quando si e' incoscienti e incondizionati, sono in forma embrionale ma crescono con spontaneità, come quel cammino che vediamo anche in natura, nello scorrere di un ruscello o nella rinascita di un germoglio da un fondo boschivo bruciato. Siamo da tempo nel nostro desiderio, che poi e' il nostro essere profondo, che ci accompagna sempre più coscientemente. Sentiamo che non possiamo dargli le spalle perché non e' fuori di noi, ma luce interiore che ci guida nelle scelte giuste da fare. Non puoi essere felice con il cibo degli altri, ma puoi esserlo se sei tu l'artefice di quei nutrimenti per il corpo, ma soprattutto per l'anima. Non importa quanta fatic…

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Rita
19 mag

È quando arriva il tempo del bilancio e ti accorgi che sei in perdita. Il rosso dei conti che non tornano è il sangue che ti batte in testa, perché il cuore non sa più desiderare, non osa, è in ritardo. Sgrani gli anni in cui sarebbe stato possibile, forse, tentare di diventare ciò per cui eri nata, in un rosario di rimpianti ridicoli e offensivi. Non sbocciare è peggio che morire. C'era sempre qualcosa d'altro da fare prima, da fare per, da fare al posto di.... E anche la negazione della paura di non riuscire: le gambe spezzate dal terrore, ferme in un imbarazzo indicilbile e doloroso, inconfessabile difetto di passione. Sei vecchia subito, ci hai appena pensato ed…

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Ospite
21 mag
Risposta a

Mi piace leggerti perchè ritrovo me stessa e come capita a tanti il mio desiderio è stato sottovalutato.Negli anni sono cambiate tante e troppe situazioni,sono rimasta sola e rimpiango la mancanza di carattere nell'imporre il mio desiderio di diventare biologa. Il coraggio di parlarne è adesso a 72 anni.

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nescio
18 mag

Trovare il proprio desiderio autentico. Svincolarlo da ogni illusione. Liberarsi dal fantasma dell'inizio. Persistere e rivalutare l'originalità del proprio desiderio. Uscire da sostituti simbolici. E infine ti rimane nei casi migliori che desideri di essere desiderato da chi desidera altro. E che fai ti rifuggi nella poesia, nell'arte etc... E t'accorgi che sei rimasto mancante... C'è che fai.? Cogli l'attimo... Come sta facendo Recalcati

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Ospite
17 mag

Un pensiero semplice e facile da comprendere e condividere. Al tempo stesso, non è affatto immediato capire quando un desiderio non è il nostro ma una proiezione di quello di altri, tipicamente i genitori. E questo genere di desiderii magari sono meno espliciti e covano dentro di noi, nel profondo: non si tratta della "libertà" tra il fare l'astronauta o il pittore, tra medicina e filosofia...si tratta di come interpretare la vita, di quale chiave usare per affrontarla, quali sistemi di valori ci guidano...Non è sempre facile.

Fabrizio


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8
17 mag

Non sempre si puo realizzare delle volte manca anche il denaro

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