Recalcati: “La vera felicità è realizzare i nostri desideri, non i desideri degli altri, mettendo a frutto il nostro talento”. Ecco perché per essere felici dobbiamo imparare a guardarci dentro
- La Redazione
- 3 ore fa
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Solo coltivando i nostri desideri potremo essere davvero felici perché “il desiderio è realizzare quello che siamo…”

Ci si chiede spesso se esista un segreto per essere felici così da vivere armoniosamente e serenamente la propria vita, rendendola degna di essere vissuta. Per rispondere congruamente a questa domanda appare utile richiamare alla mente le parole utilizzate dallo psicoanalista e saggista italiano Massimo Recalcati che, con grande determinazione e senza mai alcuna esitazione, esprime il suo pensiero in tal modo:
“Realizzare i nostri desideri”, questa la vera ricetta della felicità.
Ma attenzione: “non confondiamo i desideri con i capricci. Questi sono volubili e cambiano in continuazione: vogliamo un abito, delle scarpe, un ragazzo o una ragazza. Cerchiamo la felicità negli oggetti ma quello che ci troviamo ogni volta nelle mani è insoddisfazione. Il nuovo produce lo stesso, è ciò di cui facciamo esperienza ogni giorno”, in tal modo lo psicoanalista continua la sua ragguardevole disamina.
Dunque, solo coltivando i nostri desideri potremo essere davvero felici perché occorre comprendere fino in fondo che “il desiderio è qualcosa da cui non riusciamo a distaccarci senza infelicità, è realizzare quello che siamo, mettere a frutto il nostro talento”.
Ciascuno di noi, infatti, deve realizzare se stesso, permettendo alle proprie passioni ed ambizioni di riemergere, seguendo le proprie inclinazioni personali, così da vivere ogni attimo della propria esistenza intensamente e pienamente senza mai volgere lo sguardo indietro ma sempre in avanti, mettendo a frutto quel talento di cui troppo spesso ci si disinteressa, trascurandolo o semplicemente ignorandolo.
“Prendiamo la storia del pittore Giorgio Morandi, commerciare il vino sarebbe stato il suo destino perché era la storia della sua famiglia, poi scopre la passione irresistibile per il disegno. ‘Se non facessi il pittore mi ammalerei’ dirà. Se ci discostiamo dal nostro desiderio entriamo nell’infelicità, che è la divaricazione tra il fare e il desiderare e se il desiderio è il luogo della felicità, la felicità è seguire la voce del proprio desiderio, non del desiderio degli altri”, attraverso tali significative parole Massimo Recalcati continua la sua profonda riflessione.
Si pensi, ad esempio, al rapporto che si instaura tra un genitore ed un figlio: troppo spesso i figli, pur di compiacere i genitori e di ricevere la loro approvazione, smettono di inseguire i propri sogni, piegandosi al desiderio dei genitori stessi, così però rinunciando alla propria felicità.
Ogni genitore, al contrario, “deve essere pronto a lasciare il posto al figlio, come un seme muore affinché possa nascere qualcosa di nuovo, il germoglio” ed è per tale ragione che le aspettative dei genitori devono essere disattese.
Tuttavia “molti ragazzi, e anche molte vite adulte, non sanno quello che desiderano, e si rivolgono allo psicoanalista per decifrare il loro desiderio, perché vissute nel soddisfare il desiderio degli altri, nel sacrificio del loro desiderio e del loro talento”, in tal modo Massimo Recalcati conclude la sua significativa disamina.
E tu, lettore che ci segui, pensi che per essere davvero felici bisogna smettere di compiacere gli altri così da realizzare i propri desideri senza piegarsi al desiderio altrui?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo verso il cambiamento.
di Valentina Tropea



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