Novara: "Per fare felici i figli basta poco, occorre concentrarsi non tanto sul tempo passato insieme, ma sulle funzioni educative"
- La Redazione

- 48 minuti fa
- Tempo di lettura: 3 min
Per Daniele Novara molti genitori rischiano di confondere la presenza con il vero compito educativo: “Un padre iper presente non è sempre la soluzione”

“La presenza non corrisponde al compito educativo” è da queste importanti parole che prende il via un intervento del pedagogista, Daniele Novara, nel quale viene riportata l’attenzione sulle figure genitoriali e su quanto possa bastare poco tempo ma di qualità per far davvero felice un bambino. Infatti, afferma l’esperto: “la presenza fisica e la funzione paterna non sono la stessa cosa”.
Spesso pensiamo che la sola presenza fisica possa sostituire anche la presenza autentica, ma non è così. Per attivare una connessione profonda tra bambino e adulto, tra figlio e genitori, possono essere sufficienti anche pochi istanti, nei quali però tenere lontane le distrazioni. A tal proposito Novara riporta un breve episodio, un confronto tra coniugi, che può essere familiare a molti madri o padri: “Mio padre era assente, non c’era mai, voleva solo comandare. Mia madre subiva o comunque doveva star dentro una situazione sbagliata. Non voglio che si ripeta, quindi tu non devi fare come mio padre, devi essere presente”.
La scena riportata dall’esperto riguarda le famiglie di un tempo, dove sicuramente c’era una predominanza patriarcale. Le famiglie di oggi, invece, sono ben diverse da questa tipologia, ma ciò non toglie che per chi ha vissuto in un ambiente dove i ruoli non erano ben bilanciati, può riscontrare una certa difficoltà nel trovare un equilibrio una volta diventato genitore.
Continua l’esperto: “Sicuramente si tratta di una richiesta legittima ma rischia di condurre a un equivoco perché la presenza non corrisponde al compito educativo. Occorre concentrarsi non tanto sul tempo passato con i figli, ma sulle funzioni educative. Non si ha motivo di credere che un padre iperpresente possa svolgerle al meglio, così come non si può escludere che un padre meno presente non ne sia in grado”. Un primo accorgimento che i componenti di una “nuova” famiglia possono mettere da subito in pratica è quello di non permettere al passato di governare sul presente, di non paragonarsi con modelli o comportamenti ritenuti minacciosi.
Non esiste una regola precisa su come educare, ma riorganizzare il proprio tempo in base alle proprie possibilità, energie, fisiche e mentali, e dividersi i compiti tra madre e padre, può essere già un primo passo verso una presenza che non è solo fisica. Infatti, evidenzia Novara: “Esiste una distinzione fra presenza fisica e funzione paterna che non si può esercitare nella totale assenza, ma neanche nell'iper presenza, al punto da diventare una sorta di vigilante dei figli o di baby-sitter”. Come abbiamo anticipato, per tali ragioni non esiste un “bianco” o “nero” nelle famiglie, ma solo un proprio equilibrio che si raggiunge dopo molteplici tentativi: “La funzione paterna è un ruolo orientato, nel corso delle varie fasi della vita dei figli, a contenere gli aspetti più esplosivi della crescita, ma prevalentemente a dare spazio al coraggio di vivere e alle incredibili risorse di cui bambini e ragazzi da sempre dispongono” conclude Novara.
La funzione paterna guida, orienta e rassicura ma vogliamo, più in generale, parlare di famiglia. Affinché avvenga la funzione paterna è indispensabile la funzione materna e affinché si compia il ruolo materno è indispensabile il padre. Ognuno deve poter dare il proprio meglio in relazione al tempo a disposizione, alle risorse energetiche e soprattutto alla volontà di essere presenti in quel dato momento. Perché da grandi i figli non ricorderanno i giocattoli ricevuti ma ricorderanno il modo in cui, anche solo per poco tempo, si sono sentiti visti, amati ed ascoltati.
E tu, lettore che ci segui, pensi che il passato possa influenzare in maniera automatica il presente di una nuova famiglia?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo verso il cambiamento.
di Natalia Sessa



.jpg)
.jpg)



















%20(2).jpg)
.jpg)

%20(2).jpg)






















.jpg)
Commenti