Docente tenta il suicidio, è grave. Scrisse: "Auguro alla figlia della Meloni la sorte della ragazza di Afragola"
- La Redazione

- 53 minuti fa
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"L’uomo, Stefano Addeo, insegnante di Tedesco, dopo le polemiche e i giudizi negativi ricevuti per questa frase fuori luogo indirizzata alla figlia della Premier..."

È successo ancora. Certamente ricorderete il caso del docente di 65 anni che sulla sua pagina Facebook scrisse “Auguro alla figlia della Meloni la sorte della ragazza di Afragola”, con riferimento al femminicidio di Martina Carbonaro, uccisa dal suo fidanzato.
L’uomo, Stefano Addeo, insegnante di Tedesco, dopo le polemiche e i giudizi negativi ricevuti per questa frase fuori luogo, indirizzata alla figlia della Premier, provò a compiere un gesto estremo. Secondo quanto emerso nelle ultime ore, domenica 10 maggio avrebbe tentato nuovamente il suicidio. Circa un anno fa aveva ingerito un mix di farmaci e alcol. Questa volta, invece, si sarebbe lanciato dal balcone di casa. Successivamente, è stato trasportato d’urgenza in ospedale e le sue condizioni sarebbero molto critiche per i traumi riportati alla colonna vertebrale e alla parte sinistra del torace.
Al momento, risulta essere ricoverato in rianimazione in coma farmacologico. Ad Adnkronos don Luigi Merola, padre confessore del docente, ha parlato dello stato emotivo di quest’ultimo, dichiarando: “Ci siamo sentiti più volte nel corso di quest’anno, l’ultima volta è accaduta ad aprile. A distanza di tempo, continua ad ammettere di aver sbagliato, per lui non c’è stato perdono, portava addosso lo stigma sociale. È finito nel tritacarne dei social, in un sistema dove tutti puntano il dito e nessuno ascolta davvero il dolore degli altri, è stato isolato dalla sua famiglia, dalla comunità scolastica, il suo grande dolore è sentirsi solo, lontano da tutti. Viveva un momento di grande disperazione. In lui c’è stata una grave debolezza, l’ha pagata caramente”.
La vicenda continua inevitabilmente a dividere e a far discutere. Resta la gravità di parole che hanno ferito, ma allo stesso tempo emerge anche il dramma umano di un uomo precipitato in una condizione di forte fragilità e solitudine. In casi come questo, accanto alla condanna degli errori, dovrebbe restare aperta anche una riflessione sul significato del perdono, del recupero e sulla possibilità di rialzarsi dopo aver sbagliato.
Non resta che attendere gli aggiornamenti da parte dell’ospedale sullo stato di salute del docente.
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di Natalia Sessa



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