Maria Rita Parsi: "Per insegnare a essere felici bisogna prima di tutto esserlo". La differenza tra chi vive per piacere agli altri e chi riesce davvero a stare bene con sé stesso
- La Redazione

- 11 mag
- Tempo di lettura: 3 min
C’è chi passa la vita a cercare approvazione e chi invece riesce davvero a stare bene con sé stesso. Maria Rita Parsi riflette sul significato più autentico della felicità e sul valore dei...

Ci si chiede spesso cosa serva per essere felici. La felicità richiede il coraggio di chi nella vita ha deciso di guardare oltre l’orizzonte così da esaudire i propri sogni e realizzare gli obiettivi prefissati.
Ecco allora che appare utile richiamare alla memoria le parole utilizzate dalla psicologa e psicoterapeuta italiana Maria Rita Parsi secondo la quale la felicità può essere considerata come “uno stato interiore o che irradia dall’interiorità, fatto di equilibrio, serenità, soddisfazione, conoscenza di sé, libertà, pensiero, capacità di relazionarsi agli altri, giocosità di fondo, joie de vivre, coraggio di agire”.
Per essere felici, pertanto, occorre riscoprire la bellezza dei gesti semplici ma dal valore ineguagliabile: un abbraccio inaspettato può scaldare il cuore ed accarezzare l’anima di chi lo riceve; una parola di conforto può aiutare chi si trova in difficoltà; un sorriso inaspettato può allietare la giornata delle persone che incontriamo; una passeggiata in riva al mare aiuta a rilassarsi, così da staccare la spina e ritrovare il tempo per ascoltarsi.
Non dimentichiamo, infatti, che “la felicità è un’aspirazione che accomuna ogni essere umano, un’esigenza legittima e un diritto innegabile. Ma è svilente considerarla semplicemente un punto d’arrivo, che a volte ha i tratti confusi di un sogno irraggiungibile.
Perché la felicità è innanzitutto una ricerca, un percorso consapevole che serve a lasciare ai pensieri più profondi e alle esigenze più nascoste la forza di esprimersi e di trasformarsi in azione contagiosa. Perché la felicità - che non è mai una condizione permanente ma è effimera nell'esperienza degli esseri umani - è prima di tutto un agire. E sono i piccoli gesti quelli che fanno ogni giorno la differenza. Il dolce piacere di accogliere chi si aspetta una porta sbattuta in faccia, la scoperta di essere capaci di ribaltare un rapporto negativo, l’importanza di sentirsi accettati pur nella propria diversità, capiti anche nelle paure più segrete.
Non sono che piccole ricette per riuscire a raggiungere e a donare a se stessi e agli altri la felicità. Una parola spesso abusata e fraintesa, che trova la sua vera essenza nelle cose più semplici”, così come spiegatoci molto accuratamente e dettagliatamente dalla psicoterapeuta italiana. La felicità risiede nei piccoli gesti, quelli spesso invisibili agli occhi di coloro che preferiscono apparire piuttosto che essere, coloro ai quali non importa piacersi ma piacere, così conformandosi ed omologandosi alla massa pur di essere accettati.
Occorre avere il coraggio di ribellarsi, non rassegnandosi al peggio ma elevando lo sguardo così che gli adulti possano educare i giovani alla felicità.
“Credo che l’educazione debba fare della felicità non solo l’obiettivo ma il metodo stesso. Si deve apprendere felicemente, gioiosamente…E nulla più della felicità chiede un’educazione tramite l’esempio. Per insegnare a essere felici bisogna prima di tutto esserlo: felicità genera felicità, autostima genera autostima, entusiasmo genera entusiasmo come noia genera noia”, in tal modo Maria Rita Parsi conclude la sua significativa disamina.
E tu, lettore che ci segui, pensi che la felicità risieda nei piccoli gesti che ogni giorno fanno la differenza, come ad esempio l’importanza di sentirsi accettati pur nella propria diversità, capiti anche nelle paure più segrete?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo verso il cambiamento.
di Valentina Tropea




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Credo che la felicità sia essere se stessi non omologarsi ad altri .
La si trova in piccole cose e gesti come la condivisione, l'ascolto, rispondere ad un abbraccio ,ad un sorriso e poi fare lunghe passeggiate per stare a contatto con la nostra madre natura.
Tutto qua!
Talvolta, ci si illude, anche consapevolmente, di essere felici per soddisfare il solo desiderio di esserlo, credendo che quello della felicità sia uno stato anziché un momento....e,invece, posso confermare, delle mie piccole esperienze, che ritrovo la mia felicità in un sorriso di un passante, in un "grazie" di uno sconosciuto, in un gesto di riconoscenza di una persona che riceve aiuto, nella risata di un bambino con cui mi intrattengo a giocare, nello sguardo grato e ammirevole e fiero di mia figlia e in ogni suo abbraccio di immenso amore... Ecco ciò che mi riempie il cuore e gli occhi.....buona vita a tutti.
La felicità è essere in armonia con il bimbo interiore che vive in noi, camminare mano nella mano lasciandolo libero di esprimersi e di inseguire i suoi che poi sono i nostri sogni. Lui davanti ad un arcobaleno 🌈 testa estasiato ed io da adulta anche se conosco cosa produce un arcobaleno 🌈 faccio lo stesso, lo ammiro con stupore, meravigliosa e gioia profonda. Si sono felice perché ancora mi meraviglio della bellezza della vita.
LA FELICITA' STA NEL RENDERSI CONTO CHE SIAMO FINITI MA ANCHE INFINITI E STA SOPRATTUTTO NEL RIUSCIRE A METTERE IN GIUSTA RELAZIONE LE VARIE PARTI DELLA NOSTRA PERSONALITA' AVERE UN EQUILIBRIO CHE SPESSO MANCA QUESTO EQUILIBRIO E' QUELLO CHE CI PERMETTE DI ESSERE FELICI
l’articolo mi è piaciuto molto condivido appieno la felicità e’ nei piccoli gesti bisogna coltivarla se si può giorno per giorno. Federica