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Gesù: "La fede non va in vacanza." Seguire Cristo ogni giorno, in ogni luogo e in ogni stagione

Dall'amore prioritario per Gesù all'accoglienza del prossimo, fino al richiamo a vivere le vacanze senza rinunciare alla Santa Messa e alla meditazione della Parola di Dio...

Di Don Vincenzo Carnevale

XIII Domenica del Tempo Ordinario

Oggi, Gesù, con i Suoi esigenti e chiari insegnamenti e le Sue nette ed imperative richieste, detta  le condizioni, essenziali ed indispensabili, per la vitale e intima relazione con la Sua Persona, per poterLo seguire  e compiere la missione, che ci è stata affidata, con perseverante fedeltà e feconda testimonianza.

La prima e fondamentale condizione è di riportare al primo posto, nella propria vita, Cristo Gesù, affinchè tutto riprenda ordine gerarchico nella nostra esistenza, perché, senza di Lui, non riusciremo e non potremo fare nulla di valido e di buono. È l’amore prioritario per Gesù e, quindi, per Dio, a fondare e rimettere ordine e vera sostanza, ai “nosrti amori”, cominciando dai più sacri: quello verso i genitori, i figli, i fratelli e verso  il prossimo. È la priorità dell’amore per Gesù e, quindi, per Dio, a renderci “degni” di Lui e ci rende capaci di poterLo fedelmente seguire, “prendendo la propria croce” e di non vivere più per se stessi, ma spendere (“perdere”) la propria vita per causa della fedeltà alla Sua persona e Sua missione.

Chi la vita la vive per sé, già l’ha “persa” e l’ha miseramente fallita! Seguire Gesù, è “perdere” la nostra vita, per “ritrovarla”, come Egli ci ha insegnato e ha fatto: ha “speso” e “perso”  tutta la Sua vita per l’amore salvifico che nutre, insieme con il Padre, per ciascuno di noi peccatori. L’accoglienza generosa, gratuita e ospitale è l’altro tema che la Parola di Dio oggi ci proprone e ci insegna, prima di tutto, nel Vangelo: “Chi accoglie voi accoglie me e colui che mi ha mandato”.

Accogliere i Suoi apostoli, allora, vuol significare essere aperti e disponibili a lasciarsi abitare dal Figlio e, per mezzo di Lui, volere accogliere l’amore misericordioso e salvifico del Padre, quale immensa e gratuita Sua “ricompensa”.  Anche la donna di Sunem, benestante ma senza figli e, dunque, senza discendenza, che, insieme con il marito, dona generosa accoglienza e gratuita ospitalità ad Eliseo, perché “uomo di Dio” e “santo”, riceve dal profeta, che ha accolto in una stanza per lui, edificata al piano superiore e bene arredata, la promessa del Signore di poter “fra un anno, stringere un figlio tra le sue braccia” (Prima Lettura).Nella seconda Lettura, Paolo ci consegna una profonda e sintetica Catechesi sul Dono della nostra incorporazione a Cristo, morto e risorto, nel nostro Battesimo.

Insieme con Lui siamo morti al peccato e ci ha fatto risorgere con Lui a nuova vita affinché, “morti al peccato” possiamo essere “  viventi per Dio”. Nel nostro Battesimo, siamo stati immersi, da peccatori, nella morte di Cristo, il quale, da Risorto, ci ha fatti “riemergere”, insieme con Lui e, da “con-risorti”, siamo chiamati, a “vivere per Dio”. In Estate, la Fede non va in vacanza! Il periodo estivo, durante il quale ciascuno merita il giusto riposo, può e deve essere tempo favorevole da dedicare con maggior attenzione alla relazione con il Signore. Il Vangelo è sempre Vangelo, ovunque ci si trovi: a scuola, al lavoro, in spiaggia o in piazza!  

Molteplici sono le occasioni di cui possiamo approfittare, magari in un contesto naturale che riposa il corpo e rinfranca lo spirito. Vivere l’Estate in comunione con Cristo e in armonia con i fratelli nel reciproco arricchimento umano e spirituale. È occasione da non perdere per testimoniare, nel reciproco arricchimento spirituale ed umano, con più coerenza di vita, il nostro modo di essere Cristiani, alla sequela di Cristo ‘per sempre’ in ogni luogo e in ogni stagione. Chi ha scelto di seguire Gesù, infatti, Lo segue ogni giorno, tutti i giorni e in tutte le stagioni e per tutta la vita. Ricordiamoci, infine, che nessuno di Noi può dirsi Cristiano, senza la Domenica e senza Eucaristia, e, perciò, senza carità e senza comunione con Dio e con i Fratelli. “Le vacanze sono un tempo di riposo e di ricerca dei segni di Dio nella bellezza del creato. Approfittatene per una maggiore partecipazione alla Santa Messa e alla meditazione della Parola di Dio” (Papa Leone, Udienza del mercoledì: 24 Giugno 2026). Viviamo, dunque, l’Estate, dono da non sciupare, nella gioia e nella serenità, in comunione con Dio e, nella Sua grazia, tra di noi e in armonia con tutto il Suo creato da rispettare, ammirare e custodire con responsabilità nella giustizia e nell’amore fraterno!.





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