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Sentenza sul concerto di Natale in chiesa durante le lezioni, il TAR: sì all'iniziativa, ma la partecipazione deve essere libera

Respinto il ricorso contro l'evento organizzato da un istituto comprensivo romano. I giudici chiariscono che attività con elementi devozionali non possono…

Canti legati alla tradizione natalizia, movimenti rituali e un contesto legato alla devozione cattolica. Eppure, tutto questo è avvenuto durante il normale orario delle lezioni, con gli alunni di un istituto comprensivo romano accompagnati dai docenti all'interno della vicina parrocchia.

Una gita atipica che ha fatto scoppiare un duro scontro tra le famiglie e l'istituzione scolastica, facendo emergere un interrogativo che spesso crea tensioni nelle aule italiane: qual è il confine tra una semplice lezione di educazione civica e un momento di devozione religiosa? A sollevare il caso, temendo ripercussioni sulla libertà di coscienza dei ragazzi, sono stati il genitore di un alunno e l'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar), preoccupati che gli studenti esonerati dall'ora di religione potessero sentirsi discriminati o, in alternativa, a essere esclusi dalla propria comunità di compagni.

L'episodio, risalente al 18 dicembre del 2025 e che aveva coinvolto quasi duecento studenti, era stato difeso a spada tratta dalla dirigente scolastica.


Secondo le carte ufficiali dell'istituto, il concerto non aveva nulla a che fare con l'insegnamento della religione, ma rientrava pienamente nei percorsi trasversali dell'Educazione Civica, e più precisamente negli obiettivi fissati dal progetto "Agenda 2030 – Pace, giustizia e istituzioni solide". Tuttavia, la vicenda presentava un'apparente contraddizione: da un lato definiva l'iniziativa come un'attività "curriculare" (quindi teoricamente obbligatoria per tutti), dall'altro chiedeva ai genitori di firmare un'autorizzazione per far uscire i figli dal plesso, rendendola di fatto facoltativa.


Un paradosso che ha spinto i ricorrenti a chiedere l'accesso agli atti e a denunciare una violazione del principio di laicità dello Stato.

A chiarire la situazione è intervenuto il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) del Lazio, con la sentenza numero 10.632 depositata il 10 giugno 2026. I magistrati non hanno annullato l'iniziativa in sé, confermando che lo Stato italiano non è indifferente al fenomeno religioso e tutela il pluralismo, motivo per cui l'ingresso in una chiesa per assistere a un concerto non costituisce di per sé un atto illegittimo.


I giudici, però, sono voluti entrare nel merito della questione, affermando che se un evento si svolge in un luogo di culto durante l'orario scolastico ed è caratterizzato da chiari elementi devozionali, non può mai essere imposto come lezione curriculare obbligatoria. La partecipazione deve essere genuinamente libera, non deve pesare in alcun modo sui voti o sulle valutazioni finali e, soprattutto, l'istituto ha il dovere di garantire a chi sceglie di non partecipare un'attività didattica alternativa che sia effettivamente equivalente sul piano formativo, evitando di isolare i ragazzi.

di Leandro Castagna




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