Galimberti: “La vita va avanti a colpi d'amore. Una vita non amata è una vita che si spegne. Solo un figlio con il quale si è costruito un dialogo sarà un individuo aperto all’ascolto"
- La Redazione

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Aggiornamento: 6 ore fa
“Il passaggio del mondo dell'amore incondizionato di natura genitoriale al mondo condizionato, relazionale, orizzontale che è il mondo dei propri simili...”

“I genitori devono sapere che con i figli possono parlare fino a 12 anni, poi basta, la parola dei genitori è parola vana” è con questa affermazione che Galimberti, filosofo, saggista e psicanalista, interviene sul tema del passaggio dal mondo della fanciullezza al mondo adulto.
Un passaggio imprescindibile nel quale avviene un vero e proprio mutamento affettivo. Le figure di riferimento iniziano a diventare quasi ingombranti nella vita del giovane, che lo spinge a cercare una sua dimensione, infatti, aggiunge Galimberti “se dici - a tuo figlio - studia, questa diventa una parola vana. Se invece a questo ragazzo studia glielo dice la sua prima “morosetta” diventano parole efficaci”. La sfera affettiva nel quale questi ragazzi sono cresciuti inizia col tempo, per loro, a diventare stretta e questo è estremamente “Giusto” come dichiara l’esperto “c'è quel passaggio del mondo dell'amore incondizionato di natura genitoriale al mondo condizionato, relazionale, orizzontale che è il mondo dei propri simili”.
L’esperto ci tiene a sottolineare l’importanza di costruire un rapporto prima che questa “dissociazione” accada, perché altrimenti dopo è troppo tardi: “Dopo non puoi più pretendere che tuo figlio ti parli, se tu non gli hai mai parlato, se non hai mai giocato insieme a lui”.
Instaurare un rapporto genitore-figlio si deve fare sin da subito e in maniera continua. I bambini hanno memoria dell’affetto, dell’amore, della cura ricevuti sin dalla nascita. Le capacità cognitive di memorizzazione sono graduali, già da 8-12 mesi riescono a riconoscere oggetti e persone, tra i 18 e i 24 mesi mettono in atto le prime strategie di memoria ma è intorno ai 3 anni che i ricordi diventano storie ed esperienza. Continua Galimberti: “I genitori devono parlare con i bambini almeno fino a 12 anni, devono essere presentissimi, guardare da vicino ogni piccolo progresso. Significarglielo questo progresso, farglielo notare al bambino in modo che cresca la sua autostima. Allora nasce una fiducia nel mondo genitoriale e magari anche nell'adolescenza si apre un discorso”.
Come afferma l’esperto i genitori non devono stupirsi del fatto di una mancanza di dialogo se non si è costruito in maniera anticipata con i propri figli, c’è un momento nel quale vanno seguiti, protetti e guidati ed è la parte principale della loro vita, la parte che getta le basi per la definizione della loro personalità, autonomia ed indipendenza, ed un momento nel quale iniziano ad essere davvero indipendenti. Gli anni trascorrono velocissimi, ed i genitori potrebbero ritrovarsi un adolescente distaccato e silenzioso prima di quanto loro pensino.
Galimberti conclude: “Penso che la vita vada avanti a colpi d'amore. E questo lo dico con forza, perché una vita che non è amata è una vita che si spegne”.
L’amore genera amore, un figlio che è stato amato cercherà quell’amore e a sua volta genererà amore. Un figlio con il quale si è costruito un dialogo, cercherà quel dialogo e a sua volta sarà un individuo aperto all’ascolto. Il bene ritorna sempre, anche se nella fase adolescenziale potrebbe essere difficile riconoscerlo.
E tu, lettore che ci segui, riesci ancora a parlare davvero con tuo figlio o senti che, crescendo, qualcosa è cambiato tra voi? Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza nei commenti: il tuo punto di vista potrebbe essere utile anche ad altri genitori.
di NATALIA SESSA




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Che dire pensavo di essere stato un buon padre ma purtroppo mia figlia da tre anni vive un inferno . Anoressia ed altro in adolescenza ,che ha distrutto tutti e non sapremo dove finiremo
Mi sento un padre fallito ho amato mia figlia più di ogni cosa e forse è questo l errore ma non posso tornare indietro
credo che un uomo sano di mente possa riprendere il filo perso con i figli in qualsiasi momento del percorso di vita .tutti siamo responsabili complici del successo o meno del rapporto
Buon pomeriggio io sono d'accordo che amore genera amore ma quanto dall' altra parte c'è mancanza di rispetto o odio che si può fare?
Credo che quando si parli di amore è dare senza ricevere nulla in cambio, è gratuità. Si comprende che i genitori che non costruiscono dialogo con i loro figli è perché, a loro volta, hanno vissuto privazioni d'affetto. Le epoche e le vicissitudini sono differenti ma quello che non cambia è, a mio avviso, la difficoltà di alfabetizzare le emozioni. Il cammino di ciascuno di noi, ora adulti, non è stato semplice ma, il cambiamento di rotta di noi stessi, è dettata da una costante ricerca nel trovare un equilibrio, una dimensione di pace interiore: amare noi stessi e il prossimo nella totale libertà e indistintamente.
Ho 2 figli (una figlia di 23 anni ed un figlio di 27 anni) e rappresentano 2 mondi completamente diversi. Ok ci può stare ma alcune cose ( principi e sentimenti) credo che debbano essere rispettati e coltivati con lo stesso valore. Cose come la correttezza, la gratitudine, la disponibilità e la responsabilità. Purtroppo pur avendo avuto gli stessi genitori queste cose non sono presenti in tutti e 2 i figli. Questo anche avendo fin da piccoli assicurato loro tempo e dialogo.