Crepet: “Se gli occhi sono spiritati, buon segno. Se la palpebra è abbassata, sono già morti”. Come capire le persone
Aggiornamento: 18 ago
Lo psichiatra Paolo Crepet ci spiega come sia possibile capire fino in fondo le persone con un metodo molto semplice...

“Come cercate di capire i giovani quando ne incontrate uno? Vi do un consiglio: come il pesce al mercato, negli occhi.”
In una società che ci abitua sempre di più a guardarci attraverso gli altri, a cercare il modo giusto di essere, di apparire, di stare dentro un gruppo, Crepet ci propone qualcosa di molto più semplice: guardare una persona per quello che è, senza cercare prima di capire a quale modello assomigli.
Oggi il confronto è quasi inevitabile. C’è chi riesce, chi è più avanti, chi appare più sicuro, chi sembra avere già capito tutto. E intanto rischiamo di perdere di vista la cosa più importante: la persona che abbiamo davanti.
Crepet parte dagli occhi. E non è un dettaglio. Gli occhi spesso arrivano prima delle parole. Raccontano la curiosità quando qualcosa ci interessa, l’entusiasmo quando troviamo qualcosa che ci accende, l’intuizione quando ancora non abbiamo trovato le parole per spiegare quello che abbiamo capito. Raccontano quello che proviamo, ma anche quello che osserviamo, che valutiamo, che scegliamo.
“Se gli occhi sono spiritati, buon segno. Se la palpebra è abbassata, sono già morti.”
È una frase forte, persino scomoda. Ma probabilmente è proprio quella durezza a farci fermare. Crepet non sta parlando semplicemente di ragazzi stanchi o annoiati. Sta parlando di qualcosa che può succedere a chiunque: smettere di guardare davvero ciò che abbiamo intorno. Ci sono ragazzi che hanno davanti un mondo intero e sembrano non aspettarsi più nulla. E ci sono persone adulte che, nonostante gli anni, conservano ancora la voglia di capire, di provare, di lasciarsi sorprendere.
“Si può morire a diciott’anni, eh? E campare novanta, è possibile. All’uomo è concesso tutto, anche di annoiarsi per ottant’anni.”
Qui il discorso non riguarda più soltanto i giovani. Riguarda noi. Perché la noia, in questo caso, non è semplicemente non avere niente da fare. È quando smettiamo di cercare. Quando non ci interessa più capire. Quando continuiamo a fare le stesse cose perché è più facile che chiederci se le vogliamo ancora.
Ci interessa ancora qualcosa? C’è ancora qualcosa che riesce a sorprenderci, a farci cambiare idea, a farci venire voglia di capire?
Non basta avere diciott’anni per sentirsi giovani, così come non basta averne ottanta per aver smesso di esserlo.
A volte la differenza si vede proprio lì, negli occhi. Nel modo in cui guardiamo quello che ci accade. Nella curiosità che ancora ci rimane. Nella voglia, piccola o grande, di vedere cosa c’è oltre quello che già conosciamo.
E allora, prima di chiederci cosa non va nei giovani, forse dovremmo guardarli davvero. E magari, nello stesso momento, avere il coraggio di guardare anche noi stessi.
Per te, lettore che ci segui, quando pensi alla giovinezza, pensi davvero all’età o a quella luce negli occhi che può restare anche quando gli anni passano? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e lascia un commento. Il tuo punto di vista e la tua esperienza possono essere utili anche ad altre persone.
di Leandro Castagna




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Sì, può restare.. mia madre era curiosissima fino a 97 anni.. e anche io, nonostante la vita abbia provato in ogni modo a spegnermi, ho sempre acceso il fuoco del sapere, del capire..
Ma eravamo di un'altra generazione, quella abituata ad usare la testa.. Ora cerco di intravedere la stessa attitudine in mia figlia e, ahimè, faccio più fatica.. ma poi, casomai, un giorno, affiora anche in lei.. per fortuna non tutto è perduto..
Gli occhi rispecchiano l'anima; se si illuminano e si emozionano è perché ricononoscono i gesti umili. Molti/e usano lenti colorate e luccicanti, trucco agli occhi e sguardo basso...maschere che confondono chi non guarda da vicino.
Se il tuo occhio è luce il tuo essere è luce; se il tuo occhio è tenebra tutto il tuo corpo è tenebra.
Antico proverbio: non fidarti mai di chi guarda sempre per terra.
Ci sono occhi ed occhi, chiari o scuri, ma è ovvio che quelli che attirano sono quelli che piacciono. Non importa piacere agli altri o che piacciano a tutti. Ma ci si accorgerà della loro unicità nel momento che si incontrerà lo sguardo di qualcuno in cui sentirsi tutt'uno, così come è stato il primo sguardo con la propria mamma e con il proprio papà o con un fratello o con una sorella.
Ho 80_1tanta paura ma ancora tanta curiosita'e voglia di capire