Morelli: "Perché facciamo fatica a essere felici? Perché continuiamo a chiedere a noi stessi qualcosa che non siamo. Come se una quercia si colpevolizzasse per non aver fatto sbocciare un gelsomino"
"Affidati al sapere innato che caratterizza ciascuno di noi: se non lo contrasti e lo lasci fare ti porta a casa..."

“Ti sei mai chiesto perché facciamo così fatica a essere felici?” lo psicoterapeuta Raffaele Morelli irrompe con una domanda difficile, quanto profonda. Una domanda che ci immobilizza per qualche secondo, che ci permette di riflettere e, mentre cerchiamo una risposta, nella nostra mente passano immagini di discussioni, litigi, eventi quasi sempre esterni a noi. Ma la risposta, forse, è più vicina di quanto crediamo.
Infatti continua Morelli: “Perché continuiamo a chiedere alla nostra natura di essere qualcosa che non è. È come se un seme di quercia si colpevolizzasse per non aver fatto sbocciare un gelsomino. Sull'albero ci sembrerebbe assurdo, ma con noi stessi lo facciamo ogni giorno”. Ed è proprio così, ci confrontiamo sempre con aspettative, obiettivi, opinioni e giudizi altrui senza ascoltare noi stessi per primi. In questo modo diamo il via ad una delle più faticose lotte interiori, alziamo l’asticella senza chiederci se il punto più alto lo vogliamo raggiungere davvero. Infatti, afferma Morelli: “Rincorriamo traguardi pensati dalla mente, modelli esterni, aspettative altrui. Ma la mente costruisce solo percorsi artificiali: ci dice dove andare, cosa raggiungere, come dobbiamo apparire. E più cerchiamo di controllare la nostra vita, più ci allontaniamo da casa”.
Casa non è dove stanno bene gli altri, ma dove stiamo bene noi, con quello che ci nutre, non con quello che ci logora, che ci fa sentire sbagliati o inadatti. “Dentro di te, nel buio più profondo del tuo essere, c'è già un disegno perfetto. Un sapere innato che lavora per te ogni singolo secondo. Per farlo agire non serve aggiungere sforzo, serve fare spazio”. Se lasciamo andare quello che abbiamo costruito sulla base delle aspettative dei nostri genitori, dei nostri amici o di quella persona che invidiavamo e stimavamo allo stesso tempo, le nostre energie dove andrebbero a collocarsi davvero?
Fare spazio serve proprio a questo, a scrollarci di dosso il peso, le responsabilità, i desideri non nostri, anche a costo di deludere qualcuno importante per noi. Conclude Morelli: “Smetti di giudicare dove sei arrivato, di voler correggere i tuoi lati oscuri o i momenti di stasi. Affidati a ciò che ti viene naturale. Solo questi atteggiamenti permettono al tuo sapere innato di farti diventare proprio ciò che la vita si aspetta da te”. L'obiettivo della nostra vita è realizzare noi stessi. Il sapere innato che caratterizza ciascuno di noi, se non lo contrastiamo, ma anzi lo lasciamo fare, ci riporta a casa.
Lettore che ci segui, ci sono aspettative degli altri che fai ancora fatica a lasciare andare e che ti impediscono di essere pienamente felice? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e lascia un commento.
di Natalia Sessa




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Cerco la felicità di continuo, più che altro un po' di serenità e salute.E' vero cerco sempre,ma nel passato che mi rimbomba in continuazione,ha lasciato ferite e cicatrici ma è sempre con me,ma un fondo non so nemmeno io cosa cerco.Ho due gioielli eccezionali vivo per loro.Tutto è diventato faticoso.Giorni si e giorni no,ma sola.