Spara al preside e a un’insegnante: in carcere lo studente di 14 anni. Indagini sui contatti con ambienti che esaltano le stragi
L’attacco nella scuola media di Aubagne, vicino a Marsiglia. Il ragazzo ha ammesso i fatti; dall’esame dei dispositivi digitali emergono elementi sui quali sta lavorando la procura antiterrorismo…

È stato posto in custodia cautelare in carcere il quattordicenne che lunedì 12 ottobre ha aperto il fuoco nella propria scuola, ferendo il preside e un’insegnante. La decisione è arrivata mercoledì 14 ottobre, dopo la presentazione del ragazzo davanti alla giustizia francese. L’attacco è avvenuto nella scuola media Joseph-Lakanal di Aubagne, vicino a Marsiglia.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, lo studente aveva introdotto nell’istituto un fucile da caccia nascosto in una custodia per chitarra. Dopo gli spari, un responsabile del personale educativo è riuscito a disarmarlo. Il dirigente e la docente sono stati soccorsi e ricoverati; le loro condizioni sono state indicate come non pericolose per la vita.
A confermare l’incarcerazione è stato il difensore Fabrice Giletta, al termine dell’udienza: «È stata una giornata lunga e logorante, conclusasi poco fa con l’incarcerazione del mio cliente».
La base di partenza dell'esame è il portfolio professionale. L'insegnante deve compilarlo in formato digitale e consegnarlo al preside, che lo passerà al Comitato almeno cinque giorni prima della data dell'esame. In questo documento il docente riassume il lavoro di un anno: inserisce il curriculum, traccia il bilancio iniziale e finale delle proprie competenze e allega i documenti che provano i progetti portati in classe. Durante l’incontro, al professore viene chiesto di raccontare la sua esperienza, spiegando come ha affrontato le eventuali difficoltà e in che modo ha personalizzato il suo piano di formazione.
Il ragazzo ha riconosciuto di aver compiuto l’attacco e ha riferito agli investigatori di averlo preparato da mesi. Contesta invece l’intenzione di uccidere. Ha inoltre sostenuto di aver agito per vendicarsi di presunte vessazioni da parte di compagni e insegnanti: un racconto che, come precisato dalla procura, allo stato delle indagini non ha trovato riscontri.
Un altro fronte riguarda l’attività online del minore. L’esame dei suoi dispositivi digitali ha portato gli investigatori ad approfondire una possibile adesione ad ambienti della True Crime Community, nei quali vengono esaltati gli autori di stragi di massa e, in alcune forme, viene incoraggiata la violenza estrema.
Lo studente ha ammesso di essere stato influenzato da questa comunità, pur negando di aver agito in suo nome.
L’inchiesta è affidata alla Procura nazionale antiterrorismo francese. Tra gli elementi richiamati dagli inquirenti figurano la preparazione dell’attacco e i colpi ripetuti contro il personale della scuola. L’istruttoria dovrà ricostruire il percorso che ha preceduto la sparatoria e il peso avuto dai contenuti frequentati online.
di La Redazione
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