Novara: "I genitori coraggiosi lasciano che i figli siano vivaci, si concedono il tempo di comprendere il bambino che hanno davanti"
Aggiornamento: 22 ago
"Un bambino ha bisogno di uno spazio nel quale potersi esprimere liberamente, di correre, di giocare, di colorare, attività che imprescindibilmente prevedono imperfezioni..."

In una società che corre, che ha sempre fretta e che sembra misurare tutto in termini di produttività ed efficienza, c’è ancora spazio per far sognare i bambini? Questo è un tema discusso spesso dall’esperto di pedagogia Daniele Novara che in un suo recente intervento ha affermato: “I bambini e le bambine sono usciti dall'immaginario. Oggi assistiamo alla scomparsa dell'infanzia. Come nei ristoranti in cui non sono ammessi. I bambini sono stati devitalizzati, tanto che la vivacità viene vista come disturbo e non come una caratteristica infantile. Ma i bambini hanno il pensiero magico, animistico. Possono parlare con un giocattolo, avere comportamenti bizzarri, urlare, correre in casa senza un motivo”.
Con queste parole l’esperto denuncia come la società stia progressivamente restringendo lo spazio dell’infanzia, trattando le “stranezze” dei bambini non come tappe fondamentali della crescita ma come comportamenti da correggere. Un bambino ha bisogno di uno spazio nel quale potersi esprimere liberamente, di correre, di giocare, di colorare, attività che imprescindibilmente prevedono imperfezioni, sbavature, ed errori. Anche perché senza questi non esiste neanche la possibilità di correggersi, di migliorarsi e di imparare. Continua l’esperto: “Molti genitori di oggi vogliono che stiano "al loro posto" e allora ricorrono alla psichiatria, considerando l'infanzia come una malattia. Questo accade quando il genitore non riconosce nel bambino un “altrove” che richiede ascolto, attenzione e rispetto”.
L’essere troppo vivaci, troppo ribelli, troppo estroversi è considerato un problema dai genitori e dalla società stessa. Senza considerare il fatto che questi tratti caratteriali nascondono spesso menti uniche, dotate di spiccata creatività, carisma ed entusiasmo.
L’esperto non si riferisce a tutti quei casi nei quali l’intervento psichiatrico è necessario e, a volte, purtroppo l’unica strada. Ma consiglia ai genitori semplicemente il tempo di comprendere il bambino che hanno davanti, di comprendere la personalità del bambino e il suo mondo interiore, dichiara Novara: “Se si parte dall'idea che i bambini non debbano dare fastidio, che è invece ciò che fanno per antonomasia, si finisce con il vederli arrestati”. Dunque, se si privano i bambini di ciò che per natura sono, si impedisce loro di crescere, di sperimentare, di progettare, di sognare. Conclude l’esperto: “I bambini e le bambine devono tornare nei pensieri e nei progetti comuni: la politica deve considerarli parte indispensabile del nostro futuro”.
Per te, lettore che ci segui, ti è mai capitato di pensare che oggi ai bambini venga chiesto troppo presto di comportarsi come piccoli adulti? Che la vivacità, la curiosità e la fantasia vengano spesso viste come un problema invece di una risorsa?
Secondo te stiamo davvero lasciando ai bambini lo spazio di cui hanno bisogno per crescere, sbagliare, immaginare e sognare?
Scrivicelo nei commenti. Il tuo punto di vista può aiutare altri lettori a riflettere su un tema che riguarda tutti noi e il futuro delle nuove generazioni.
di NATALIA SESSA




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Nel mio caso sono le insegnanti che hanno visto in mia figlia un'eccessiva vivacità, un'anomalia per la scuola, perché non riusciva , in prima elementare ,a stare seduta 5 ore. Nessuno svago previsto,sempre seduti se no si fanno male, giardino mai utilizzato in 5 anni. Così ho iniziato il "percorso" e oggi abbiamo una certificazione e il sostegno. Andiamo ogni settimana dallo psicologo per la gestione della "rabbia" e quello che stiamo ottenendo è che in giro ci sono tanti bambino fuori controllo , che non sanno gestire la rabbia e mia figlia sembra la martire che deve subire tutto da tutti ! Prima reagiva ora non più , autostima zero,grazie Scuola Italiana!
Buongiorno,
Io, noi, non abbiamo verità in tasca, vorrei solo portare la nostra esperienza L è un fantastico bambino di 3 anni, vivace, MOLTO vivace, curioso e con una spiccata propensione a fare amicizia con chiunque. Cerchiamo di lasciarlo libero di fare, provare, allontanarsi, tornare, correre.... spiegandogli i limiti dati dalla sicurezza sua e di chi gli è vicino, oggetti compresi. Vi assicuro che la cosa che più mi mette a disagio non è gestire lui ma le molte persone di un'altra generazione che con sguardi e commenti ci fanno capire che dovrebbe stare fermo, che potrebbe farsi male che quello non è il momento di parlare a voce alta ecc...
Non è facile, sentirsi giudicati da chi pensa di…
Il problema non nasce dai bambini ma dalla cultura dei genitori, i figli non debbono fare tutto ciò che fanno i genitori, andare al ristorante con amici e figli al seguito costringe i bambini a fare qualcosa che non è per loro divertente, tipo stare seduti ad attendere il pasto o peggio ancora attendere che genitori ed amici si raccontino le loro storie, per poi alle 23 magari essere ancora in giro con l'assoluta insofferenza dei figli.
Esistono dei luoghi adatti ai bambini, dove possono esprimersi senza arrecare disturbo, non tutti i locali pubblici sono adatti ai bambini, anzi alcuni sono anche pericolosi .
Lo psichiatra servirebbe a mamma e papà
Oggi nonno, padre di tre figli, il dottor Novara a mio parere ha centrato un argomento molto delicato ed ovviamente opinabile.
Il fattore figli( bambini) è un argomento delicato ed a mio parere è legato e compromesso in base all’ambiente sociale dove cresci, il quartiere, la città, la scuola che frequentano,la condizione economica familiare ecc ecc,ovviamente tutti questi fattori possono influenzare i bambini durante la loro crescita,ma è compito dei genitori monitorarli e correggerli in tempo, il dottor Novara probabilmente si riferisce a bambini che hanno la fortuna di nascere in contesti sani dal punto di vista civile, etico e morale, ma forse dimentichiamo che ci sn contesti molto a rischio ( se li lasciassimo nella piena libertà) parliamo di…
Io credo, invece, che un minimo di regole non guasti. L'educazione va impartita sin dalla tenera infanzia senza che essa risulti né troppo rigida né superficiale e troppo permissiva. Lasciar fare ai piccoli tutto ciò che vogliono, li abitua a non avere limiti. Tuttavia, sono d'accordo che i piccoli vadano trattati da bambini e che, nei limiti, debbano potersi esprimere.