Lucangeli: “La sorpresa è come una finestra che si apre, cambia l’aria. È come un raggio di luce che entra”
- La Redazione

- 1 ora fa
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La sorpresa interrompe le aspettative e le abitudini, riattiva l’attenzione e permette alla mente di accogliere qualcosa di nuovo...

“Ricordatevi un attimo l’ultima volta che vi siete sorpresi, entrate dentro questo ricordo, esploratelo un momento. Che cosa ha fatto la sorpresa a ciascuno di voi?” Una notizia inaspettata, una parola che non pensavamo di ascoltare, un incontro o la risposta imprevedibile di un bambino. La sorpresa arriva senza preavviso e interrompe, almeno per un istante, il corso già immaginato delle nostre giornate.
Ma che cosa accade dentro di noi quando qualcosa riesce davvero a sorprenderci? Per rispondere a questa domanda è importante prendere in considerazione il pensiero di Daniela Lucangeli, scienziata e docente di Psicologia dello sviluppo all’Università di Padova, la quale descrive la sorpresa come un’emozione “neutra, elementare, primitiva”, capace di anticipare lo stato emotivo che arriverà subito dopo.
La sorpresa, dunque, non è necessariamente positiva o negativa. Viene prima della gioia, della paura, della curiosità o della delusione e apre la mente a qualcosa che non aveva previsto. Ed è proprio attraverso un’immagine semplice ed efficace che Lucangeli riesce a spiegare la forza di questa emozione:
“La sorpresa è come una finestra che si apre, cambia l’aria. È come un raggio di luce che entra: modifica quello che abbiamo già visto, interrompe il filo delle aspettative, interrompe le abitudini, genera il nuovo, genera il cambio di visione, anzi avvia, dà la genesi.”
A volte, infatti, non è necessario che cambi tutto. Può bastare una piccola apertura capace di far entrare aria in un pensiero diventato troppo chiuso o in un problema che continuiamo a osservare sempre dalla stessa prospettiva. La sorpresa non cancella ciò che c’era prima, ma può aiutarci a guardarlo diversamente. Interrompe le abitudini della mente e ci ricorda che, accanto alla strada che conosciamo, potrebbe essercene un’altra che non avevamo ancora considerato. “Più mi lascio sorprendere, più fermo le mie abitudini magari di ruminio, di sovrappensiero, più i miei stati emotivi hanno una boccata di benessere. Diminuisco la tensione e aumento la liberazione di funzioni psichiche superiori.”
Lasciarsi sorprendere significa allora accettare che non tutto possa essere previsto e permettere alla realtà di mostrarci qualcosa di nuovo. Tuttavia, la sorpresa è uno stato mentale brevissimo e proprio per questo, conclude Lucangeli, “va educata, va educato il discernimento alla sorpresa”. Educare alla sorpresa non significa cercare continuamente qualcosa di straordinario, ma non perdere la capacità di meravigliarsi, fare domande e cambiare prospettiva.
E tu, lettore che ci segui, qual è stata l’ultima cosa che ti ha sorpreso e ha cambiato, anche soltanto per un momento, il tuo modo di guardare una situazione? Ti capita ancora di lasciarti sorprendere oppure senti che le abitudini hanno preso troppo spazio?
Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e raccontaci la tua esperienza nei commenti. Spesso una sorpresa può aprire quella finestra attraverso la quale torna finalmente a entrare un po’ d’aria.
di Leandro Castagna




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