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Bando MAECI 2026, docenti all'estero: chi può insegnare lingue tra scuole, lettorati e corsi di italiano

Domande entro il 31 agosto per la selezione che porterà alla formazione delle nuove graduatorie decennali. Requisiti, colloquio a Roma e le differenze tra...

È aperta fino al 31 agosto la procedura di selezione per il personale docente da destinare alle istituzioni scolastiche italiane all'estero (SCI) e alle Scuole Europee (SEU), a partire dall'anno scolastico 2026/2027. Le domande vanno presentate esclusivamente online, tramite il portale SPSE, con autenticazione SPID o CIE.


I requisiti per partecipare

La procedura è riservata al personale docente con contratto a tempo indeterminato che, alla scadenza del bando, abbia maturato almeno tre anni di servizio effettivo in Italia dopo la nomina in ruolo e il superamento dell'anno di prova. Non conta l'anno scolastico in corso al momento della pubblicazione del bando, e la partecipazione è ammessa esclusivamente per la classe di concorso o il posto di attuale titolarità: infatti non è possibile candidarsi per una disciplina diversa da quella in cui si è di ruolo. Restano fuori dalla selezione i docenti precari, per i quali l'accesso non è previsto in alcuna forma.


Tra i titoli obbligatori figurano una certificazione linguistica non inferiore al livello B2 del Quadro comune europeo, rilasciata da un ente riconosciuto dal Ministero dell'Istruzione e del Merito, e un attestato di formazione sulla dimensione interculturale e internazionale di almeno 25 ore, anch'esso conseguito presso enti accreditati. Chi possiede una laurea quadriennale del vecchio ordinamento in ambito linguistico può in alcuni casi vedersi riconosciuta l'equivalenza al livello C1, secondo quanto specificato nel bando.

Chi resta escluso?

Non possono presentare domanda coloro che abbiano già svolto più di un mandato all'estero nell'arco della carriera, chi abbia completato un mandato novennale o comunque un servizio superiore a sei anni, e chi non possa garantire una permanenza all'estero di sei anni scolastici consecutivi a partire dal 2026/2027.


Contano anche i precedenti disciplinari: chi è stato restituito ai ruoli italiani per incompatibilità a lui imputabile, o ha ricevuto sanzioni superiori alla censura senza successiva riabilitazione, non può candidarsi.

Come funziona la selezione?

Superata la fase di ammissione, i candidati devono sostenere un colloquio obbligatorio in presenza presso la sede del MAECI a Roma, articolato in tre aree da 20 punti ciascuna: conoscenza del sistema della formazione italiana nel mondo e della normativa sul servizio all'estero; competenze linguistico-comunicative nella lingua per cui si concorre; idoneità relazionale e competenze interculturali. La soglia minima per accedere alla fase successiva è di 36 punti su 60. Solo chi supera questa soglia accede alla valutazione dei titoli, che vale fino a 40 punti complessivi, suddivisi tra titoli culturali, di servizio e professionali. Il punteggio finale, espresso in centesimi, determina la posizione in graduatoria.


Le graduatorie che scaturiranno da questa selezione avranno validità di nove anni scolastici e serviranno al MAECI per le future destinazioni, sulla base dei posti che verranno pubblicati annualmente e potranno essere aggiornati nel corso dell'anno secondo le esigenze organizzative. Chi risulta già inserito in graduatorie precedenti mantiene la precedenza rispetto ai candidati che si inseriranno con questa nuova tornata.

Dove possono insegnare i docenti di lingue straniere?

L'accesso alle sedi non è uguale per tutti i docenti di lingua, ma dipende dal grado scolastico di titolarità.

Chi insegna alle superiori può concorrere per i posti disponibili nelle scuole italiane

all'estero, a condizione che la lingua richiesta dalla sede coincida con quella insegnata: esistono, ad esempio, cattedre di inglese in alcuni paesi, ma non sempre sono previsti posti per le altre lingue straniere nello stesso canale. Un ulteriore sbocco è rappresentato dai lettorati universitari, riservati a chi ha sostenuto nel proprio percorso di studi gli esami di lingua e letteratura italiana. Va segnalato che le graduatorie dei lettori risalgono al 2019 e non risultano ancora esaurite in tutte le aree linguistiche: un nuovo bando per questo canale sarà pubblicato solo quando gli elenchi attuali si esauriranno, un traguardo previsto per il 2028, salvo che in singole lingue i posti si esauriscano prima.

Diversa è la situazione dei docenti della scuola secondaria di primo grado, che dispongono di un canale in più rispetto ai colleghi delle superiori. Oltre ai lettorati, possono infatti candidarsi per il codice funzione riservato ai corsi di lingua e cultura italiana, organizzati dagli uffici scolastici consolari all'interno di scuole straniere. In questo caso il docente non insegna la lingua straniera di sua titolarità, ma tiene corsi di lingua e cultura italiana.

Una novità per gli strumentisti

Tra le principali novità di questa tornata rientra l'apertura, per la prima volta, delle Scuole Europee anche ai docenti di strumento musicale, che potranno quindi concorrere per posti finora riservati ad altre classi di concorso. Le assegnazioni riguardano scuole statali italiane all'estero, scuole paritarie, sezioni italiane presso istituti stranieri, corsi di lingua e cultura italiana e, appunto, le Scuole Europee presenti in Belgio, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Spagna.

Cosa succede a chi non rientra in questo bando?

Le classi di concorso non incluse nell'elenco allegato al decreto non sono state eliminate, ma semplicemente non risultano prioritarie per questa tornata selettiva, perché le relative graduatorie non sono ancora esaurite. I docenti interessati dovranno attendere la pubblicazione di bandi futuri, che il MAECI attiva solo quando gli elenchi vigenti per una determinata area linguistica o classe di concorso si esauriscono o si avvicinano all'esaurimento.

di Leandro Castagna

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