Stipendi docenti e Ata, Anief: aumentare i salari, recuperare il 2013 e ridurre la tassazione per rilanciare il potere d’acquisto
- La Redazione

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Anief chiede un aumento di 150 euro, il recupero dell’anno 2013 ai fini della carriera e una revisione delle aliquote fiscali per sostenere il potere d’acquisto del...

L’inflazione galoppante sta mettendo in ginocchio il personale scolastico: il potere di acquisto dei docenti e del personale Ata si sta sempre più riducendo. Senza il ‘paracadute’ dei tre contratti consecutivi rinnovati nell’ultimo triennio sarebbero in caduta libera.
Il gap rispetto ad altri Ministeri è diventato abissale, anche di 10 mila euro annui in meno come nel caso dei dipendenti delle Funzioni Centrali. È evidente che occorrono interventi straordinari per ridurre questo squilibrio.
“Come sindacato – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – proponiamo di introdurre delle manovre che avrebbero l’effetto immediato di ridurre la distanza dei compensi e dare ossigeno ad una categoria sempre più in difficoltà economica, a partire da coloro che operano in regime di precariato e nei primi nove anni di ruolo, durante i quali lo stipendio rimane a lungo fermo.
Già un incremento stipendiale di 150 euro, come indennità integrativa speciale, il recupero dell’anno 2013 ai fini della carriera, soppresso 15 anni fa per via di un accordo scellerato con gli altri sindacati, e una minore tassazione sarebbero importanti per rimpinguare i compensi della categoria”. Su quest’ultimo punto, la tassazione dello stipendio, Anief chiede quindi di passare da tre a sei aliquote, così da riuscire una volta per tutte a tutelare anche gli stipendi di chi lavora a scuola. “Se compensi e aumenti sono assorbiti dalle tasse – continua il sindacalista autonomo – allora è evidente che dobbiamo cambiare le aliquote fiscali.
Con degli accorgimenti, avremmo almeno il 2% di stipendio in più. Il nostro Ufficio studi ha calcolato guadagni netti rilevanti, fino a 3 mila euro l’anno”.
Secondo Pacifico, “è ora di finirla di iper-tassare i compensi medio-bassi: con l’adozione massima del 23% di tasse per redditi fino a 40 mila euro, rispetto al 33% attuale. Inoltre, si dovrebbe applicare il 15% di tassazione sul salario accessorio e sullo straordinario, infine solo del 5% su tutti gli aumenti contrattuali. Una riduzione simile l’avevo chiesta al Governo l'anno scorso, durante il confronto a Palazzo Chigi sulla legge di bilancio 2026: adesso, senza interventi sulle aliquote fiscali, la situazione sta diventando sempre più difficile”, conclude il leader dell’Anief.
di La Redazione
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