Docenti precari, Pittoni: “Una volta convinta l’Europa sulle GPSR, il meccanismo entrerà in un decreto-legge”
Dopo l’intervista ad AScuolaOggi, Pittoni ribadisce il percorso per il doppio canale nella diretta di Orizzonte Scuola. Nel confronto con Castellana e Pizzo anche i posti di sostegno da stabilizzare e...

«Non è possibile che proprio i ragazzi con maggiori difficoltà si ritrovino a volte a veder cambiare gli insegnanti anche quattro volte nell’arco di un solo anno scolastico. È uno scandalo».
Dopo l’intervista rilasciata ad AScuolaOggi e pubblicata ieri, Mario Pittoni è tornato sul doppio canale di reclutamento nella diretta di Orizzonte Scuola dedicata al precariato, confrontandosi con Vito Carlo Castellana della Gilda, Paolo Pizzo della UIL Scuola e i rappresentanti di diverse realtà di docenti.
Alla nostra redazione, il responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega, già presidente della commissione Cultura al Senato, aveva indicato nella trasformazione delle GPS in GPSR, Graduatorie provinciali per le supplenze e il ruolo, il prossimo obiettivo. Durante la diretta ha ribadito il percorso, mettendo al centro anche i posti necessari per assumere e le conseguenze del continuo cambio degli insegnanti sugli alunni.
GPSR, prima il confronto con Bruxelles e poi il decreto
Il passaggio decisivo, nella ricostruzione di Pittoni, resta il confronto europeo. L’obiettivo è utilizzare le graduatorie in modo strutturale anche per le assunzioni, affiancando il canale concorsuale e valorizzando la professionalità di chi lavora già nella scuola.
«Una volta convinta l’Europa sulle GPSR, il meccanismo entrerà in un decreto-legge da convertire entro 60 giorni», ha dichiarato.
Il percorso seguirebbe quello utilizzato per i passaggi precedenti, richiamati da Pittoni: il recupero degli idonei e delle graduatorie di merito, oltre agli elenchi regionali degli idonei.
«Quest’ultimo decreto garantirà le condizioni per sviluppare un reale impianto normativo a doppio canale che non dimentichi alcuna graduatoria».
Il decreto è dunque il passaggio prospettato dopo l’intesa sulle GPSR. Non è stata indicata una data per la sua adozione: i 60 giorni richiamati riguardano la conversione del provvedimento, non l’attesa per l’avvio del nuovo sistema.
Sostegno, tra 80 e 100 mila posti in più nell’organico di diritto
Una riforma del reclutamento deve però poter contare sui posti per assumere. Pittoni ha indicato, in particolare per il sostegno, un fabbisogno aggiuntivo nell’organico di diritto che, secondo la sua stima, varia tra 80 e 100 mila unità. Ha ricordato di aver chiesto già nel 2020 i finanziamenti necessari e di aver proposto, con il disegno di legge 1920, un primo intervento da 50 mila posti. «Non ci sono stati concessi neanche quelli», ha affermato, contrapponendo alla dimensione del fabbisogno gli incrementi limitati ottenuti negli anni.
La richiesta è trasformare in posti stabili quelli che rispondono a esigenze continuative della scuola, ma che vengono ancora coperti attraverso le supplenze. Una questione che, per Pittoni, deve uscire dal solo dibattito tra addetti ai lavori e raggiungere anche le famiglie e l’opinione pubblica.
«Vorrei riuscire a coinvolgere anche la stampa generalista, cioè far arrivare a tutti questo messaggio: non è accettabile trattare i ragazzi con difficoltà in questa maniera».
Castellana: «La continuità sugli alunni disabili la si ottiene con il ruolo»
«La continuità sugli alunni disabili la si ottiene con il ruolo. Non è possibile che nella stessa scuola abbiamo per anni 20, 30, 40 posti in deroga, sempre quelli. È una presa in giro».
Il coordinatore nazionale della Gilda ha chiesto investimenti, trasformazione dei posti e possibilità di uscita anticipata per i docenti che intendono andare in pensione, così da favorire anche il ricambio generazionale. «Noi possiamo fare tutte le norme migliori del mondo, ma poi dobbiamo averli i posti. E i posti in realtà ci sono nella scuola».
Pizzo: il servizio indispensabile non può diventare irrilevante per il ruolo
Paolo Pizzo ha insistito sulla necessità di riconoscere sia il risultato di chi ha superato un concorso sia l’esperienza di chi garantisce da anni il funzionamento delle scuole attraverso le graduatorie.
«Un concorso superato deve essere una porta verso il lavoro», ha dichiarato, aggiungendo che non può diventare «il biglietto di ingresso per il concorso successivo».
«Il servizio non può essere indispensabile per far funzionare la scuola e diventare poi irrilevante quando si tratta di costruire un percorso per il ruolo. Il doppio canale non deve servire per creare due categorie dei docenti, ma deve servire per chiudere i rubinetti del precariato». Dietro le graduatorie, ha ricordato Pizzo, ci sono persone che ogni estate devono riorganizzare la propria vita senza sapere dove lavoreranno a settembre, pur svolgendo una funzione necessaria al funzionamento ordinario della scuola.
Pittoni sui bandi mirati: «Speriamo che Bruxelles confermi questa posizione»
Nel suo intervento, Pittoni ha richiamato anche la disponibilità che, secondo quanto riferisce, Bruxelles starebbe mostrando verso bandi mirati, da utilizzare quando nelle graduatorie non sia più presente personale con le caratteristiche richieste. «Praticamente il contrario di quanto era stato imposto con i concorsi PNRR», ha osservato. «Speriamo che Bruxelles confermi questa posizione, perché se ripartiamo con un’altra infornata in stile concorsi PNRR siamo punto e a capo».
L’ultimo nodo: il costo tra ruolo e supplenza
Il percorso illustrato da Pittoni non si esaurirebbe con le GPSR. Resterebbe da affrontare l’allineamento del costo unitario tra ruolo e supplenza, che considera necessario per incentivare le immissioni in ruolo.
Nella sua analisi, il differenziale di spesa è una delle ragioni del ricorso elevato ai contratti a termine. «Nel momento che riusciamo ad allineare la spesa tra le due categorie, nessun governo avrà più alcun motivo per puntare sulle supplenze invece che sul ruolo».
di Natalia Sessa
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