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Schettini: "Lasci il caricatore attaccato alla presa? Ecco quanto spendi in un anno. È una questione di fisica "

59 minuti fa
Tempo di lettura: 2 min

"Un'altra interessante lezione del professore Vincenzo Schettini ci porta a scoprire un aspetto rilevante nella nostra quotidianità..."

Lasciare attaccate prese o caricatori di cellulari sono quei gesti, della nostra quotidianità, ai quali non prestiamo particolare attenzione, a tal proposito, il professore di fisica Vincenzo Schettini ci pone un interessante quesito in merito, al quale risponde con una delle sue immancabili lezioni: “ma il caricatore, se rimane attaccato, consuma? Si rovina?”. 

Prima di entrare nel vivo dell’argomento, l’esperto spiega com’è fatto un caricatore e il suo funzionamento: “All'interno del caricatore c'è un circuito e un piccolo trasformatore, che trasformano la corrente da alternata, che è quella che prelevo dalla presa, in continua, che è quella che mi serve per caricare il telefono. E qui arriva la parte curiosa, perché anche quando io attacco, tengo attaccato il caricatore alla presa e non c'è nessun telefono da ricaricare, quel circuito e quel trasformatore continuano comunque a lavorare. Quindi un minimo consumo di energia c'è”.

Dunque, lasciare semplicemente attaccato il caricatore alla presa in assenza del cellulare consuma energia, ma: “Un caricatore tradizionale messo così in standby, diciamo che ha una "potenza" di 0,25 W. Lasciandolo attaccato alla presa per un anno, per esempio, diciamo che ha un "consumo" di poco più di 2 kWh energia”.

Se si trattasse di un solo caricatore, il problema esisterebbe in maniera molto ridotta, ma nelle nostre case non si tratta di avere una sola presa attaccata in maniera continua. Infatti afferma Schettini: “Questo più questo, più un altro caricatore…sono 4, 5, 6 euro all'anno. Poca roba a livello di incidenza nel portafoglio personale, ma molta roba a livello mondiale: se moltiplichiamo questa abitudine sbagliata per milioni di persone, non è proprio simpatico”.

Un ulteriore problema riguarda anche il loro surriscaldamento. Infatti continua l’esperto: “l'energia dissipata viene trasformata in calore. Ora, nei caricatori certificati questa cosa non rappresenta un problema di per sé; in quelli non certificati si surriscaldano, si possono “guastare”. “Quindi, conclude Schettini, tenere il caricatore attaccato alla presa è una buona abitudine? No, abitudine bocciata!»


Per te, lettore che ci segui, ti capita di lasciare attaccati i caricatori alle prese di casa oppure presti maggiore attenzione staccandoli quando non servono più? Sapevi che, lasciarli attaccati "passivamente" comporta comunque un consumo di energia? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e lascia un commento. 



di Natalia Sessa

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