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Pittoni ad AScuolaOggi: “Il prossimo obiettivo sono le GPSR”. Ecco a che punto è il doppio canale di reclutamento dei docenti

1 ora fa
Tempo di lettura: 5 min

Il quadro che emerge offre elementi utili al dibattito italiano su formazione iniziale, abilitazione e modalità di accesso al ruolo ed è alla base del nostro progetto di diversificazione dei meccanismi di reclutamento dei...

Nella Giornata mondiale degli insegnanti Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega e già presidente della commissione Cultura al Senato, ha rilasciato un’intervista ad AScuolaOggi facendo il punto sul percorso dell’atteso doppio canale di reclutamento dei docenti, arrivato a una fase particolarmente delicata: il confronto con Bruxelles per il passaggio alle Graduatorie provinciali per le supplenze e il ruolo (GPSR).

“Cerchiamo – ha sottolineato Pittoni – di guardare oltre i piccoli interessi personali o l’appartenenza politica. Il doppio canale serve a tutti: agli studenti per la continuità didattica, ai docenti per uscire dall’insicurezza”.


Abbiamo chiesto all'On. Pittoni di approndire il tema.

«Beh, innanzitutto è importante ricordare che la continuità didattica agevola l'approfondimento delle caratteristiche del singolo alunno, aiutando a individuarne le attitudini su cui lavorare. Contribuisce cioè a elevare la qualità dell'insegnamento. Va quindi corretta la deriva che nel tempo ha portato le supplenze a percentuali record. Un mio studio sul “Reclutamento dei docenti negli Stati membri dell’Unione Europea” analizza requisiti di accesso e modalità di assunzione degli insegnanti in Europa. La comparazione evidenzia che il concorso pubblico non rappresenta l'unico strumento di selezione.


Il quadro che emerge offre elementi utili al dibattito italiano su formazione iniziale, abilitazione e modalità di accesso al ruolo ed è alla base del nostro progetto di diversificazione dei meccanismi di reclutamento dei docenti, il cosiddetto "doppio canale" ispirato all'intervento nel 1989 dell'allora ministro dell'Istruzione e attuale capo dello Stato Sergio Mattarella, che agevolando le assunzioni a tempo indeterminato punta al superamento della "supplentite" garantendo un livello di continuità didattica mai raggiunto in tempi recenti. Siamo riusciti a trasformare il confronto con Bruxelles, che originariamente doveva servire alla Commissione europea per vigilare sul rispetto degli accordi Pnrr, nell'occasione per concordare importanti correzioni con cui superare almeno una parte delle criticità presenti negli impegni sull'istruzione presi a suo tempo con l'Ue dall'asse M5s-Pd.

L'intesa di Bruxelles col Governo precedente, per esempio, non prevedeva la figura dell'insegnante precario "idoneo", bensì concorsi annuali senza graduatorie di merito e, se non vincitori, ripartenza da capo col concorso successivo. Per l'Europa cioè i precari, oltre a lavorare e occuparsi della famiglia, avrebbero dovuto passare ogni anno 4-5 mesi a prepararsi per il concorso finché non fossero rientrati tra i vincitori.

Ci sono voluti quasi tre anni per convincere la Commissione europea a correggere il tiro e restituire le graduatorie di merito, ma alla fine ce l'abbiamo fatta. Adesso i primi tre anni gli idonei Pnrr concorrono al 30% dei posti a bando (non esiste una percentuale degli idonei, hanno acquisito tutti il diritto di puntare al ruolo); da quest'anno possono anche entrare negli elenchi regionali, aggiornando ogni anno la scelta fino all'assunzione a tempo indeterminato senza ulteriori prove concorsuali.


In tali elenchi entrano gli idonei dei concorsi dal 2020 in poi, cancellati dagli accordi di chi c'era prima con Bruxelles. È un meccanismo che in prima battuta non può garantire un elevato numero di assunzioni intervenendo solo nella distribuzione dei posti al momento disponibili; mentre in seconda battuta, superati i concorsi Pnrr, contiamo si riproducano le condizioni del 2023 quando, non disponendo ancora dei vincitori del Pnrr1, furono assunti oltre 22mila idonei dell'ordinario 2020.


Sull'assegnazione agli idonei Pnrr delle graduatorie ad esaurimento, come ottenuto per gli altri concorsi, abbiamo incontrato difficoltà con Bruxelles, aggirate con gli elenchi regionali senza scadenza che hanno una particolarità non di poco conto: rappresentano la prima apertura della Commissione europea a forme di reclutamento "strutturali" che non prevedano ulteriori prove selettive, gettando le basi affinché chi desidera intraprendere la carriera del docente non si ritrovi più a entrare in una sorta di "selezionificio" senza fine. Un percorso lungo, complesso e costoso che troppe volte non ha garantito l'ingresso stabile nel sistema scolastico, ma solo anni di precariato e continui passaggi da una procedura all’altra».


L'obiettivo ora sono le GPSR?

«Esatto: riottenute idoneità e graduatorie di merito, l'architettura del doppio canale va ora completata concordando con la Commissione europea la conversione delle GPS in GPSR (Graduatorie provinciali per le supplenze e il ruolo) per dare finalmente dignità anche ai precari storici. Un vero doppio canale tiene infatti conto di tutte le graduatorie, che non sono semplici liste di persone: hanno tutte una storia che va rispettata. In via straordinaria per un certo periodo le GPS hanno consentito l'accesso al ruolo non solo sul sostegno ma - su nostra richiesta - pure per posto comune, così da creare il precedente per ambedue le categorie. Non ci si può quindi accusare di domandare l'impossibile: è già stato fatto».



Quindi stesso trattamento per tutte le graduatorie?

«Sì, ogni graduatoria dovrà avere il suo spazio. Non avrebbe senso un doppio canale che mette le graduatorie una contro l'altra. Si fermerebbe di nuovo tutto».


Come intendete affrontare il reclutamento?

«Le stabilizzazioni saranno ovviamente legate ai posti in organico di diritto (da adeguare alle effettive necessità, cosa che può ridurre drasticamente il ricorso a contratti al 30 giugno rendendo economicamente più "digeribile" per l'amministrazione l'auspicabile loro eliminazione) e a quanto si riuscirà a contenere l'invadenza dei concorsi in rapporto alla consistenza delle graduatorie».


Che tempi prevedete?

«I tempi li detta Bruxelles ma, una volta convinta l'Europa sulle GPSR, il meccanismo entrerà in un decreto-legge da convertire entro 60 giorni come per gli step precedenti, utilizzando cioè il percorso ormai collaudato con cui abbiamo già incassato recupero dell'idoneità e delle graduatorie di merito oltre agli Elenchi regionali degli idonei. Quest'ultimo decreto garantirà le condizioni per sviluppare un reale impianto normativo a doppio canale che non dimentichi alcuna graduatoria. Resterà da lavorare sull'allineamento del costo unitario tra ruolo e supplenza, che hanno le stesse responsabilità, per incentivare le immissioni in ruolo (quarto step). Nella fase attuale, comunque, la cosa davvero importante è fare fronte comune sulla conversione delle GPS in GPSR. A prendere la direzione corretta aiuterà anche il fatto che Bruxelles mostra finalmente disponibilità a bandi mirati, da utilizzare solo per le graduatorie senza più personale con le caratteristiche richieste. Praticamente il contrario di quanto era stato imposto con i concorsi Pnrr».

di Katia Piemontese


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