PEI definitivo a giugno, ma a settembre possono cambiare i docenti: il nodo della progettazione
Le nuove scadenze non cancellano il lavoro del GLO. Restano da chiarire alcuni passaggi per quest’anno, mentre a settembre possono cambiare docenti ed equilibri della classe.

A giugno una classe ha i suoi insegnanti, le sue relazioni, una programmazione già sperimentata. A settembre quella stessa classe può ritrovarsi con docenti nuovi e un’organizzazione diversa. È uno degli aspetti da considerare nel dibattito sul PEI definitivo prima dell’estate.
Perché a settembre non cambia soltanto l’alunno. Può cambiare la scuola attorno a lui. Cambiano talvolta i docenti curricolari, può cambiare il docente di sostegno, possono esserci trasferimenti, pensionamenti, assegnazioni provvisorie, supplenze. Cambiano gli equilibri all’interno della classe e prende forma una nuova programmazione didattica. Il PEI viene elaborato e approvato dal GLO, del quale fanno parte anche i docenti della classe. Può quindi verificarsi una situazione tutt’altro che teorica: un PEI definito a giugno da docenti che a settembre non saranno più presenti e affidato, per la sua attuazione, a insegnanti nuovi che non hanno partecipato alla sua costruzione.
Il decreto-legge 170/2026, in vigore dal 1° ottobre, distingue due situazioni. Per nuove iscrizioni o nuove certificazioni, il PEI è provvisorio entro giugno e definitivo entro il 15 ottobre. Per gli alunni già seguiti e iscritti nella stessa scuola, è definitivo entro giugno, con correzioni nelle prime due settimane di ottobre e successive modifiche legate a cambiamenti del funzionamento della persona. Sono richiamati anche i cambiamenti rilevanti del contesto. Il problema, dunque, non è l’impossibilità assoluta di intervenire, ma come accompagnare concretamente il passaggio tra la progettazione di giugno e la scuola che lo studente trova al rientro.
Per l’anno scolastico già iniziato c’è poi una difficoltà concreta: a giugno le scuole hanno lavorato secondo le regole precedenti. Non si può presumere che abbiano già predisposto il PEI definitivo richiesto dalla nuova disciplina. È uno degli aspetti applicativi sui quali servono indicazioni ministeriali, come segnala anche l’AIPD.
Questo non giustifica il rinvio del lavoro a giugno prossimo. Il GLO resta responsabile dell’elaborazione e dell’approvazione del documento: le convocazioni devono proseguire per costruire il percorso dell’anno in corso.
Attenzione, però, al 31 ottobre. Era il termine ordinario indicato dal decreto interministeriale 182/2020 per approvare e sottoscrivere il PEI definitivo, non semplicemente per calendarizzare gli incontri. Non va ora utilizzato come scadenza generale ignorando i termini introdotti dal decreto-legge.
Un PEI dovrebbe poter cambiare perché cambia l’alunno, ma anche perché cambia il modo in cui quell’alunno entra in relazione con il proprio ambiente. È la prospettiva bio-psico-sociale a suggerirlo: il funzionamento della persona non vive nel vuoto, ma nella relazione con i contesti.
Ianes insiste proprio sulla natura del documento. "Se il PEI è un vero documento di programmazione in itinere, che segue il lavoro — sostegno, curricolari, educatori — va cambiato, va reso dinamico, dinamicissimo, ancora di più di quanto è adesso, con le verifiche durante l’anno".
Questo non giustifica il rinvio del lavoro a giugno prossimo. Il GLO resta responsabile dell’elaborazione e dell’approvazione del documento: le convocazioni devono proseguire per costruire il percorso dell’anno in corso.
Attenzione, però, al 31 ottobre. Era il termine ordinario indicato dal decreto interministeriale 182/2020 per approvare e sottoscrivere il PEI definitivo, non semplicemente per calendarizzare gli incontri. Non va ora utilizzato come scadenza generale ignorando i termini introdotti dal decreto-legge.
Un PEI dovrebbe poter cambiare perché cambia l’alunno, ma anche perché cambia il modo in cui quell’alunno entra in relazione con il proprio ambiente. È la prospettiva bio-psico-sociale a suggerirlo: il funzionamento della persona non vive nel vuoto, ma nella relazione con i contesti.
Ianes insiste proprio sulla natura del documento. "Se il PEI è un vero documento di programmazione in itinere, che segue il lavoro — sostegno, curricolari, educatori — va cambiato, va reso dinamico, dinamicissimo, ancora di più di quanto è adesso, con le verifiche durante l’anno".
Le verifiche periodiche restano previste dall’articolo 7, comma 2, lettera h), del decreto legislativo 66/2017. Il rapporto tra queste verifiche e le nuove condizioni per modificare il documento va letto insieme, senza sostenere che il PEI sia diventato immutabile. La questione delle ore di sostegno può e deve rimanere distinta. Il decreto prevede che il PEI ne definisca il numero con adeguata motivazione.
Nel passaggio all’anno successivo viene valutato prioritariamente il mantenimento delle ore precedenti, fatta salva l’assegnazione dell’organico e considerando gli aggiornamenti previsti. Cambia anche la possibilità di approvare il documento quando una componente del GLO è assente: deve essere stata regolarmente convocata e la sua mancata partecipazione deve impedire il rispetto dei termini. Non viene quindi autorizzata l’esclusione preventiva di famiglie o altre componenti. Rendere più certa e tempestiva la determinazione delle risorse è un’esigenza concreta. Per le famiglie significa poter affrontare l’avvio delle lezioni con meno incertezze; per la scuola significa organizzare il lavoro. Ma la programmazione educativa deve continuare a seguire ciò che accade. Un’attività può funzionare con un docente e richiedere un adattamento con un altro. Una nuova organizzazione della classe può favorire la partecipazione oppure far emergere ostacoli prima assenti.
Le ore possono essere definite. Il percorso educativo deve continuare a vivere.
di La Redazione
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