Orario scolastico, prime e ultime ore pesano sulla didattica: si può spostare l’ingresso alle 9.30?
L’autonomia consente alle scuole di organizzare i tempi delle lezioni, ma ogni modifica deve rispettare il monte ore, il contratto dei docenti e...

L’orario delle lezioni non serve soltanto a distribuire classi, docenti e aule. La successione delle materie può influire sull’attenzione degli studenti, mentre intervalli troppo lunghi tra una lezione e l’altra rendono più frammentata la giornata degli insegnanti.
Il problema riguarda soprattutto gli istituti nei quali alcuni docenti vengono collocati spesso nelle prime o nelle ultime ore, oppure devono rientrare a scuola dopo diverse ore di pausa. Anche concentrare le discipline più impegnative nella parte finale della mattinata può incidere sulla partecipazione degli studenti.
La normativa lascia alle scuole margini per organizzare i tempi. Il D.P.R. 275/1999 riconosce l’autonomia organizzativa e didattica, anche in relazione al contesto territoriale, mentre la legge 107/2015 richiama la flessibilità nella programmazione del curricolo.
Questa autonomia deve comunque rispettare il monte ore degli ordinamenti e gli obblighi di servizio. Per i docenti della scuola secondaria, il contratto nazionale prevede 18 ore settimanali di insegnamento, distribuite in almeno cinque giornate.
L’ingresso alle 9.30
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani propone di valutare, nelle scuole con molti studenti pendolari, una sperimentazione con ingresso alle 9.30. La modifica dovrebbe essere studiata con enti locali e gestori del trasporto, considerando l’orario di uscita, le attività pomeridiane e l’organizzazione delle famiglie. Il monte ore annuale resterebbe invariato.
Alcuni istituti hanno già introdotto adattamenti per chi utilizza i mezzi pubblici. Per il 2026/2027, il liceo Spedalieri di Catania consente ai pendolari di arrivare entro le 8.20, mentre il liceo scientifico Plinio Seniore ha previsto ingressi differenziati nella prima settimana. Sono soluzioni circoscritte, ma mostrano che l’organizzazione può tenere conto delle condizioni del territorio.
Il CNDDU chiede inoltre di considerare l’orario come parte della progettazione didattica: "La formulazione dell’orario non dovrebbe essere considerata una semplice operazione tecnica di combinazione tra disponibilità, classi, docenti e aule, ma una componente della progettazione didattica".
Il Coordinamento poi aggiunge: “Ridurre le frammentazioni evitabili, distribuire con equilibrio gli impegni, organizzare consapevolmente la successione delle discipline e sperimentare soluzioni differenti nei territori caratterizzati da particolari problemi di mobilità significa intervenire su elementi concreti della vita quotidiana delle scuole”.
In conclusione, l’eventuale ingresso alle 9.30 andrebbe quindi valutato scuola per scuola, sulla base dei tempi di viaggio, dei trasporti disponibili e della possibilità di riorganizzare la giornata senza compromettere le attività didattiche.
di Leandro Castagna
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