Riforma degli istituti tecnici, il confronto riparte il 13 ottobre: i sindacati chiedono modifiche al decreto
La convocazione arriva durante l’iter del decreto-legge 170/2026. Restano da chiarire gli effetti della riforma su orari, organici e cattedre...

Il tavolo sulla riforma degli istituti tecnici tornerà a riunirsi il 13 ottobre, mentre il Parlamento sta esaminando il decreto-legge 170/2026. La convocazione arriva dopo la richiesta di CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS, Gilda e ANIEF, che ritengono ancora aperte alcune questioni legate all’avvio dei nuovi percorsi.
Le stesse organizzazioni avevano sospeso la mobilitazione dopo l’intesa raggiunta l’8 aprile con il Ministero. In quell’occasione l’amministrazione si era impegnata ad affrontare le difficoltà emerse nella prima applicazione della riforma, entrata in vigore con le classi prime dell’anno scolastico 2026/2027.
Uno dei problemi riguardava la possibile riduzione delle ore disponibili per alcune discipline e le conseguenze sugli organici. Per evitare esuberi e soprannumerarietà, era stata prospettata la possibilità di formare cattedre interne anche con un orario inferiore alle 18 ore, destinando le ore residue ad attività per l’offerta formativa e la continuità didattica.
L’accordo non si limitava però alla gestione dell’organico del 2026/2027. Prevedeva anche un confronto sulla revisione del decreto ministeriale n. 29 del 2026, che stabilisce i quadri orari degli istituti tecnici. L’obiettivo era correggere le difficoltà emerse nella prima fase e intervenire, se necessario, anche sull’organizzazione degli anni scolastici successivi.
Secondo i sindacati, le modifiche inserite nell’articolo 9 del decreto-legge 170/2026 non hanno ancora dato una risposta completa a queste criticità. Per questo la riunione del 13 ottobre si svolgerà in una fase particolarmente delicata: il decreto deve ancora essere convertito in legge e il confronto potrebbe portare alla richiesta di ulteriori modifiche.
Nella convocazione, le organizzazioni chiedono che il tavolo tenga conto dei tempi parlamentari e auspicano "eventuali ulteriori interventi normativi che si auspica possano essere frutto di un coinvolgimento delle organizzazioni sindacali".
Il confronto dovrà quindi verificare se l’attuale impianto sia sostenibile per le scuole e per il personale, con particolare attenzione alla distribuzione delle discipline, alla formazione degli organici e alla stabilità delle cattedre. La riforma è già partita per le classi prime, ma le decisioni che saranno assunte durante l’iter del decreto potranno incidere sulla sua applicazione negli anni successivi. La convocazione riapre il dialogo tra Ministero e sindacati. Le regole restano però quelle attualmente in vigore, in attesa degli eventuali interventi che potrebbero essere introdotti durante la conversione del decreto. Approfondimento CISL Scuola
di Leandro Castagna
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