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Aule a 40 gradi, maestra sviene e finisce in ospedale: scoppia la protesta dei genitori contro il Comune

Le famiglie bocciano l'ipotesi di nuovi ventilatori e chiedono interventi per combattere il caldo. L'amministrazione frena sui costi e…

Condizionatori portatili, deumidificatori e un potenziamento delle ventole a parete già presenti. Sono soluzioni d’emergenza che l'amministrazione locale sta cercando di mettere in campo per garantire un rientro in classe in condizioni più vivibili a settembre. Un piano che però si scontra con la netta insoddisfazione delle famiglie, ormai esasperate dalle temperature estreme registrate all'interno degli edifici scolastici.

La richiesta dei padri e delle madri è chiara: servono impianti di climatizzazione fissi. Un'ipotesi che però l'amministrazione locale di Forlimpopoli ritiene impraticabile, sia per i costi elevati, sia per le tempistiche che richiederebbero lavori su più plessi. Davanti alla proposta di aggiungere semplicemente dei ventilatori, la reazione delle famiglie è stata irremovibile, ritenendo che, con temperature così elevate, non siano sufficienti a contrastare il caldo.

A far crescere la preoccupazione è stata un'ondata di calore che ha reso gli ambienti scolastici pericolosi per la salute. Negli ultimi giorni, infatti, i termometri all'interno delle aule hanno superato la soglia dei 40 gradi, arrivando a toccare picchi di 40,8 gradi nel primo pomeriggio.


Un caldo soffocante che ha causato il collasso di una docente all'interno della scuola dell'infanzia "Rodari" di Forlimpopoli. In seguito allo svenimento in classe, è stata prontamente soccorsa e trasportata al pronto soccorso. Un episodio che non si è rivelato un caso isolato: un evento del tutto simile ha recentemente coinvolto anche un bambino di soli nove anni, anch'egli colto da malore a causa dell'aria rovente.

La gravità della situazione, riportata e documentata dalla testata locale Forlì Today, ha spinto i cittadini a muoversi per vie ufficiali, inviando una segnalazione formale all'Ausl per denunciare le condizioni climatiche all'interno della scuola.


Nel tentativo di trovare un punto d'incontro, si è poi tenuto un vertice istituzionale tra una delegazione di dodici genitori, la sindaca Milena Garavini e l'assessora alla scuola Carlotta Artusi. Le risposte ottenute, tuttavia, non hanno rassicurato i presenti. Da quanto emerso, il primo cittadino ha ammesso le difficoltà generali affermando che “tutte le scuole sono messe così” ed evidenziando incertezze persino sui tempi necessari per l'installazione di semplici tende riflettenti. Sulla questione economica legata ai lavori, ha infine tagliato corto l'assessora Artusi: “Ci chiedono l'impianto fisso, ma anche se fosse realizzabile, dovremmo farlo su tutti e tre gli asili: non è un lavoro da poco in termini economici e di tempo, è impensabile per settembre”.


di Leandro Castagna




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