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Tupini: "Amare vuol dire cercare di capire". È quando guardiamo negli occhi una persona, quando osserviamo i suoi comportamenti, che troviamo le vere risposte

Aggiornamento: 29 giu

La psicologa Gabriella Tupini riflette sull'importanza dell'amore e spiega perché comprendere l'altro, prima ancora di giudicarlo, è il primo passo per costruire relazioni autentiche...

Per amare fino in fondo il prossimo dobbiamo capire, proprio come capita di fare con gli animali, dei quali si osservano i loro comportamenti: "Amare vuol dire cercare di capire. Se voi avete un cane o un gatto li guardate, cercate di capire le loro espressioni e i loro versi, cercate di mettervi in contatto e di capire ciò di cui hanno bisogno.

Non stabilite in via di principio che voi già sapete tutto di loro, perché non sapete niente. Però il desiderare di capirli è una forma d'amore". È proprio questo passaggio sul "cercare di capire" a colpire maggiormente. Attribuiamo alla parola la responsabilità di tutto, ma è quando guardiamo negli occhi una persona, quando osserviamo i suoi comportamenti che troviamo le vere risposte. È vero che un individuo dovrebbe comunicare sempre idee, opinioni e stati d'animo, ma non possiamo sapere a priori il motivo del suo blocco, per tali ragioni, questa "zona di mezzo" che ci suggerisce l'esperta, ci permette di ponderare le nostre di azioni e parole, per creare uno spazio perfetto dove l'altro si sente accolto.

Un processo difficile da mettere in pratica, soprattutto quando l'amore antico dei genitori non c'è stato, ma questo non ci impedisce di cambiare prospettiva, di diventare la nostra versione migliore.

"Anzitutto per amare il prossimo bisogna essere stati amati dai genitori, perché l'amore dei genitori apre la nostra possibilità di amare. Imparare ad amare significa anzitutto imparare a comprendere l'altro". Per l'esperta è dall'amore dei genitori, dal tempo che hanno investito e dedicato ai figli che si apre per loro l'opportunità di guardare il mondo con occhi diversi. Al contrario, quando non si è stati amati si vive con un vuoto che si cerca invano di riempire, ad esempio, con una professione prestigiosa, con una relazione nella quale chiediamo sempre di più al partner ma in questo modo oltre alla mancanza di energie aumenta inevitabilmente anche il senso di insoddisfazione. Continua l'esperta: "Se i genitori non ci hanno amato veramente, questa porta non è aperta".

La porta della quale parla Tupini è quella che decidiamo di aprire o non aprire all'altro, soprattutto alla comprensione del suo carattere e delle sue azioni. Questo concetto è fondamentale in qualsiasi tipo di rapporto, da quelli formali fino a quelli più informali, dalla relazione con un collega, da quella con un amico o amica fino alla relazione di coppia.

E tu, lettore che ci segui, credi che sentirsi amati durante l'infanzia influenzi il modo di vivere le relazioni da adulti? E quanto conta, secondo te, cercare di comprendere l'altro prima di giudicarlo?

Scorri in basso e raccontaci la tua opinione nei commenti. Il confronto, quando nasce dall'ascolto e dal rispetto, può aiutare tutti a riflettere.


di Natalia Sessa

5 commenti


Aniello
30 giu

Si sono stato molto amato dai i miei due genitori adottivi che ho scoperto indirettamente quando avevo a tre anni anni,senza farlo notare . Ciò non non mi ha comportato a nessuna conseguenza. Sono stato coperto sempre da molta premura e attenzione in famiglia insieme ad due fratelli che sono nati inseguito.ho avuto una stessa educazione classica con i principi di una volta.

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Jolepilia@gmail.com
30 giu

Si mi sono sentita molto amata e questo mi porta sempre ad aiutare il.prossimo.

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Mariarosaria
28 giu

Ho sempre creduto il contrario ossia che il senso di accudimento e attenzione verso gli altri derivasse dal fatto di non averne ricevuti.

Da bambina ho sempre sentito la necessita' di dovermela cavare da sola.

Che nessuno mi avrebbe potuto sollevare da qualunque problema .

E da adulta sento sempre il bisogno di aiutare anche se adesso le mie energie sono al limite. Per me solo il pensiero di non poter riuscire mi fa sentire manchevole e inadatta. Perche' sento il bisogno dell'altro ma non riesco neanche solo a parole a dare il sostegno che vorrei.

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Mario
27 giu

L'amore che si riceve durante l'infanzia è potentissimo. Ci rimane dentro, anche quando non lo ricordiamo più, e continua a lavorare nel nostro inconscio. Tupini propone una riflessione profonda: in parte siamo "programmati" dall'amore che abbiamo ricevuto. Ovviamente non è una condanna né un'assoluzione per tutta la vita, ma è un'esperienza che influenza profondamente la nostra capacità di amare gli altri.

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Antonia
27 giu

Credo anzi sono certa che i miei genitori mi abbiamo amata, pero' a modo loro.

Ci sono molti modi di amare, io avrei voluto piu gesti, piu abbracci, piu baci, e anche piu amicizia.

Ma erano altri tempi e l'amore non si esternava, era segno di debolezza.

Io li ho amati ugualmente, ma mi mancano ancora gli abbracci, specialmente ora che non ci sono piu.

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