Valditara: “I genitori non possono essere messi da parte”. Dal talento alla continuità sul sostegno, l’intervento al Meeting di Rimini (VIDEO)
- La Redazione

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Dal talento alla dispersione scolastica, dalla continuità del docente di sostegno al buono scuola: i temi affrontati dal ministro al Meeting di Rimini...

È partita il 21 agosto 2026 la 47ª edizione del Meeting di Rimini, che si conclude oggi, 26 agosto 2026. Il titolo scelto per questa edizione è “L’amor che move il sole e l’altre stelle”, il celebre verso con cui si chiude il Paradiso della Divina Commedia di Dante Alighieri.
Tra gli interventi di ieri, 25 agosto, quello del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che ha affrontato alcuni dei temi centrali della scuola italiana e anticipato diverse novità dell’anno scolastico 2026/27.
Valditara è partito da una parola a lui cara, il “talento”: "La scuola dei talenti è la scuola che mette al centro la persona, lo studente. E questo è un grande valore costituzionale perché la nostra Costituzione mette al centro la persona. Lo Stato al servizio della persona. Allora valorizzare i talenti vuol dire riconoscere in ogni giovane una unicità, una diversità e una bellezza. Ecco perché è fondamentale ed è importante che si faccia un'autentica rivoluzione culturale"(...)"la rivoluzione culturale è far sì che l'istruzione tecnica, la formazione professionale abbiano lo stesso valore civile e umano del liceo classico o del liceo scientifico. Che fare l'ingegnere o fare l'idraulico o fare il tecnico in un laboratorio ha lo stesso valore sociale".
Successivamente le parole del Ministro si concentrano su un tema importante e profondo per la scuola italiana, la dispersione scolastica e l'inclusione: "Quando io giro le scuole incontro tanti giovani. Tanti giovani che hanno dei sogni; tanti giovani che hanno un sorriso meraviglioso dentro. E allora non si può non amare i nostri giovani, chiunque essi siano, qualunque sia la loro origine, la loro provenienza, le loro condizioni. Quando io vengo a sapere, per esempio, che la dispersione scolastica per i ragazzi stranieri è del 26% e per gli italiani del 6%, io mi preoccupo. E allora è evidente che noi dobbiamo preoccuparci di quei tanti ragazzi stranieri che vivono insieme a noi. E preoccuparci non soltanto a parole, non soltanto e non con la demagogia, non con l'ideologia, non con gli schemi, ma con la concretezza dell'amore, del voler bene e dell'intelligenza".
Il Ministro ha pensato anche ad una possibile soluzione per arginare il problema della dispersione. Una soluzione semplice e realmente applicabile che parte da un fondamento imprescindibile, la lingua italiana: "Dobbiamo partire da una conoscenza adeguata della nostra lingua. Perché l'italiano, lo studio della lingua, è fondamentale, è il veicolo decisivo per affrontare qualsiasi percorso scolastico e per avere poi anche un successo futuro di inserimento nella società". Un'altra iniziativa promossa da Valditara nell'ultimo anno è stato l'inserimento di un maggiore potere decisionale per le famiglie, questo concetto ha poi avuto concretezza in due strumenti: il consenso informato e la continuità del docente, ma come afferma il Ministro, tali argomenti sono stati anche motivo di forti critiche:
"I genitori non possono essere messi da parte, non devono essere messi da parte, è evidente che il consenso informato è una scelta di libertà educativa. Il consenso informato non è, come qualcuno in modo del tutto improprio ha cercato di rappresentare, una visione autoritaria. Al contrario: è una visione di libertà, perché consenso informato vuol dire dare alle famiglie la possibilità di scegliere, su quei temi eticamente sensibili, come deve essere educato il proprio figlio. E aggiungo: lasciamo stare i nostri bimbi, non tocchiamo i nostri bimbi, non roviniamo la loro innocenza, non roviniamo la naturalità dei loro sentimenti".
Continuando sul tema della continuità didattica: "È un passo rivoluzionario, cioè i genitori che dicono: "Io sono soddisfatto del lavoro che ha fatto questo docente di sostegno perché ho visto mio figlio crescere, ho visto mio figlio trasformarsi, ho visto mio figlio felice, ho visto mio figlio andare a scuola con il sorriso negli occhi". E perché questo docente deve essere cambiato? In nome di che cosa, se non della centralità della persona dello studente che è il vero oggetto, il vero obiettivo formativo della nostra scuola, della nostra formazione ?"
In questo ultimo periodo inoltre si è sentito parlare anche di agevolazioni nei confronti delle scuole paritarie attraverso il "buono scuola":
"La scuola paritaria deve avere il coraggio di osare, il coraggio di sperimentare. Ed è per questo che nella legge di bilancio chiederò non solo che il buono scuola venga istituzionalizzato per sempre, ma anche che ci sia qualche risorsa in più, perché il percorso deve essere quello di aumentare progressivamente sempre di più le risorse per finanziare il buono scuola. Intanto, già 7.000 famiglie hanno chiesto di poter usufruire del buono scuola e su 20 milioni già 9 milioni di euro sono stati impegnati". Nell’ultima parte dell’intervento il ministro è tornato sulle nuove Indicazioni nazionali, parlando ancora una volta di: “un’autentica rivoluzione culturale”. Il recupero della storia dell’Occidente, la lettura della Bibbia, il ritorno del corsivo e lo studio del latino alle scuole medie sono alcuni degli elementi attraverso i quali, secondo Valditara, la scuola deve riscoprire le proprie radici e rafforzare la conoscenza della lingua italiana. Ha concluso: "Abbiamo ridato centralità alla storia dell'Occidente, perché i valori, banalmente i valori di centralità della persona, democrazia, libertà sono nati, si sono sviluppati, si sono raffinati in Occidente. Pensate all'importanza della buona fede, dell'humanitas, quei valori che sono nati attorno a tre grandi poli:
Atene, Roma, Gerusalemme. Ecco perché, per esempio, ho voluto che si leggesse anche la Bibbia. E sarà, tra l'altro, consigliata la lettura anche per le scuole superiori, insieme con l'Odissea, insieme con l'Eneide, ovviamente I promessi sposi piuttosto che il nostro Dante. Saper parlare bene e scrivere bene nella nostra lingua è fondamentale per avere rapporti corretti con gli altri. La calligrafia e quindi il corsivo, che ritornano nelle nuove indicazioni nazionali, non sono cose banali, come il latino alle medie: perché il latino insegna a ragionare, il latino poi è una testimonianza anche di quei grandi valori".
di Natalia Sessa
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