Rai Scuola dice addio al digitale terrestre: esplode lo scontro politico
- La Redazione

- 1 ora fa
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La decisione della Rai divide maggioranza e opposizioni: al centro del dibattito il futuro dell'offerta educativa del servizio pubblico e...

Rai Scuola abbandona la televisione tradizionale e si trasferisce interamente sul web. La dismissione del canale sul digitale terrestre, decisa per fare spazio a un nuovo canale incentrato sul territorio, ha scatenato un duro scontro politico tra maggioranza e opposizioni.
Alla base del cambio di rotta stabilito dal Consiglio di amministrazione di viale Mazzini ci sono i dati di ascolto: lo share medio di Rai Scuola è sceso dallo 0,14% del 2024 allo 0,13% del 2025, fino allo 0,09-0,10% nei primi mesi del 2026. Questi numeri evidenziano le difficoltà della televisione classica nel raggiungere in modo efficace il pubblico degli studenti. Per questo motivo, il Cda ha approvato all'unanimità il progetto "Rai Play Scuola e Learning", che punta a sviluppare un'offerta digitale integrata e fruibile on-demand su smart tv, computer, tablet e smartphone.
Il piano prevede che la nuova piattaforma riunisca i programmi didattici di Rai Cultura, l'archivio delle Teche Rai e le produzioni tematiche già disponibili online, creando un unico ambiente di apprendimento per l'aula e per lo studio a casa. Lo spazio liberato sul digitale terrestre ospiterà invece un nuovo canale dedicato al racconto del territorio italiano, delle sue tradizioni, dei paesaggi e delle eccellenze culturali e produttive.
L'operazione ha però sollevato la dura reazione delle opposizioni. Il Partito Democratico ha presentato un'interrogazione parlamentare, definendo la chiusura del canale un danno al patrimonio del servizio pubblico e una violazione del contratto di servizio. Anche il Movimento 5 Stelle contesta la decisione: la senatrice Barbara Floridia ha parlato di uno smantellamento di un presidio educativo e culturale, accusando la maggioranza di volerlo sostituire con una narrazione di stampo identitario.
I parlamentari di Fratelli d'Italia in commissione di Vigilanza hanno invece respinto le accuse, definendole una polemica sterile e priva di fondamento. Secondo la maggioranza, il nuovo canale sul territorio è pienamente coerente con il contratto di servizio e rappresenta un progetto di valorizzazione del Paese.
Sulla vicenda è intervenuto infine anche il consigliere d'amministrazione Rai Roberto Natale. Pur condividendo la necessità di spostare i contenuti didattici sul web, ha criticato la scarsa comunicazione dell'azienda, sostenendo che il silenzio di viale Mazzini abbia finito per concentrare l'attenzione dell'opinione pubblica esclusivamente sulla chiusura del canale televisivo.
di Leandro Castagna
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