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Bimbo ferito in corridoio, mancava la vigilanza: il Ministero condannato a risarcire la famiglia

Un alunno di 10 anni è rimasto ferito durante l’intervallo dopo lo scontro con un compagno che correva in corridoio. Per il Tribunale di Lecce la scuola non garantì...

Il Ministero dell'Istruzione dovrà pagare per un incidente avvenuto fra le mura scolastiche. Il giudice del Tribunale di Lecce ha infatti deciso che il Ministero dovrà risarcire con 3.482,73 euro (a cui andranno aggiunti gli interessi di legge) la famiglia di un alunno rimasto ferito. Oltre a questo, lo Stato dovrà versare altri 2.816 euro per coprire le spese degli avvocati.


Prima di finire davanti al giudice nel settembre del 2023, i genitori avevano provato a risolvere la questione con le buone, usando una procedura chiamata "negoziazione assistita" per mettersi d'accordo fuori dall'aula. Ma l'assicurazione della scuola si era rifiutata di pagare, scaricando tutta la colpa sul Ministero dell'Istruzione.


La vicenda ha avuto inizio la mattina del 17 ottobre 2022, intorno alle 10:30, all'interno di una scuola elementare in provincia di Lecce. Un bambino di 10 anni stava tranquillamente uscendo dalla sua aula per andare in corridoio quando si è scontrato in pieno con un altro alunno che arrivava di corsa dalla direzione opposta. La botta è stata dura. Infatti il ragazzino si è ferito al sopracciglio sinistro e ha riportato un brutto trauma ai denti. La sua famiglia, portando il caso in tribunale, aveva inizialmente chiesto un risarcimento di ben 16.600 euro, calcolati per coprire le cure mediche, per lo spavento e la sofferenza psicologica, e per il danno estetico lasciato sul viso dalla cicatrice. 


Ma perché il giudice ha condannato direttamente il Ministero? Perché in quel momento i bambini erano privi di controllo. Il tribunale ha accertato che in quell'istituto c'è stata una grave mancanza di attenzione, dando la colpa sia alle maestre sia alla collaboratrice scolastica (una responsabilità che gli avvocati chiamano "culpa in vigilando"). Da una parte, il bambino che sfrecciava in corridoio non era stato per nulla seguito e fermato dalle sue insegnanti. Dall'altra, la collaboratrice non era al suo posto: invece di trovarsi vicino ai bagni, come avrebbe dovuto fare per sorvegliare la zona, si trovava nell'atrio. Per salvarsi dalla condanna, il Ministero avrebbe dovuto presentare delle prove sicure per dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare l'infortunio, ma non lo ha fatto. E alla fine ha dovuto pagare.



di Leandro Castagna





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