Tupini: "Ci troviamo belli o brutti a seconda di come stiamo dentro". Chi non si accetta starà male anche dopo il parrucchiere o la chirurgia estetica
- La Redazione

- 9 mag
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 10 mag
La riflessione della psicologa Gabriella Tupini sull’accettazione di sé, l’ansia del giudizio e il bisogno di sentirsi amabili...

Sentirsi belli non basta per stare bene davvero. Prendersi cura del proprio corpo è importante, ma quando pensiamo solo all’aspetto rischiamo di dimenticare qualcosa di ancora più profondo.
La psicologa Gabriella Tupini, in un suo intervento riporta l'attenzione su un altro tipo di benessere, infatti afferma: "Una persona che non si accetta non si troverà mai bella. O magari si troverà bella appena uscita dal parrucchiere o appena si sbianca i denti, poi gli passa subito". Queste parole dell'esperta, semplici e dirette allo stesso tempo, ci fanno comprendere come il nostro aspetto estetico non troverà mai pace se prima non facciamo i conti con qualcosa che ha origini ancora più profonde. Perché è l'anima che va guarita, prima ancora del fisico.
Questo processo serve, soprattutto, a salvaguardarci da una società che cerca di manipolarci e di venderci qualsiasi cosa in nome di una finta felicità. In questo modo non siamo neanche più padroni delle nostre vite, ma a muoverci è un senso di ansia che proviene da fattori esterni, infatti dichiara l'esperta: "Perché con gli altri abbiamo la cosiddetta ansia sociale: Si sente giudicato".
È dalla paura di essere giudicati che nascono le nostre preoccupazioni che poi si trasformano nell'ansia di cui parla l'esperta. E per riuscire a gestire questi conflitti interiori l'unico modo è quello di lavorare su noi stessi. Chi riesce a raggiungere un proprio equilibrio è consapevole del giudizio altrui, ma la sua forza nasce proprio dal non farsi attraversare da questi giudizi: "La persona serena pensa pure di essere giudicata, io per esempio sono una persona che mi espongo, è facile che io venga giudicata. Chi non accetta sè stesso sta male sentendosi giudicato, chi invece accetta sè stesso resta tranquillo, addirittura, a volte, lo trova divertente".
Il sentirsi belli ha delle radici profonde, parte dall'infanzia, passa dall'adolescenza, fino ad arrivare all'essere adulto, in ogni tappa di queste è importante come ci siamo sentiti e come ci hanno fatto sentire i nostri riferimenti più importanti. Continua l'esperta: "Il vedersi belli o brutti significa: io sono amabile o io non sono amabile, io sono accettabile o io non sono accettabile, io valgo o io non valgo. Tutto questo viene confluito nella bellezza".
Il lavoro su noi stessi sta venendo meno e l'elemento che conferma questo è l'accanimento, quasi ossessivo, a rimedi e soluzioni anche quando non c'è un reale bisogno di intervenire: "Tant'è vero che la gente si rifà il volto chirurgicamente per essere accettato, pensando che saranno più felici dopo, naturalmente non è vero. E non è vero perché noi ci troviamo belli e brutti a seconda di come stiamo dentro". Non curando l'anima ma solo il corpo, non lavorando per accettarci, finiremo per odiarci e odiare la nostra vita solo perché quella degli altri sembra essere migliore, ma per stare bene non dobbiamo ricercare la perfezione ma l'autenticità.
E tu, lettore che ci segui, pensi che oggi siamo maggiormente influenzabili davanti alle manipolazioni della nostra società?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo verso il cambiamento.
di Natalia Sessa




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Concordo pienamente, quando mi sentivo bene con me stessa non mi sono mai guardata allo specchio con giudizio, ora che sono tormentata , in preda all'ansia e all'angoscia riesco solo a vedere una donna che sta invecchiando, brutta e non più degna di essere amata.
Certo la nostra società sta esaltando solo la giovinezza, la bellezza, la perfezione. Siamo manipolati altro che liberi.
Condivido quanto scritto appieno.io non mi sono mai piaciuta,anche quando me vedevo in fotografia mi odiavo.Da quando ho consapevolizzato alcuni aspetti inferiori dii me stessa ,e sto cercando di capire davvero chi sono e quello che sento ,mi accetto di più anche quando mi guardo dall' esterno.cerco di bastare a me stessa senza farmi condizionare da canoni o dal giudizio altrui.
Vero! Ho vissuto quasi un'intera esistenza nel considerarmi in maniera negativa, timore del giudizio altrui. Gli altri migliori di me. Finalmente ho capito che dovevo accettare di vivere secondo la mia natura, senza nessun timore, accettare i miei limiti, non più sabotarmi. Riconoscere che avevo delle potenzialità che soffocate dal mio errato comportamento non riuscivano ad emergere.. Il cammino per ritrovarmi e trovare il giusto equilibrio è stato faticoso ma la ricompensa è stata la gioia di vivere più serena
Certo che la nostra esistenza comportamentale è influenzata da fattori esterni. Lo viviamo quotidianamente, spesso non si riesce ad esprimere il proprio pensiero perché viene bloccato dall' altro che ascolta. Tutto ciò è veramente umiliante