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NoiPA, arretrati scuola: dopo i primi importi visibili ieri, oggi l’aggiornamento prosegue. Quanto spetta e come si calcola

L’emissione speciale è partita il 10 agosto. Le somme stanno comparendo progressivamente: ecco perché gli importi sono diversi e quali elementi incidono sul calcolo.

Gli arretrati del rinnovo contrattuale del comparto Istruzione e Ricerca sono entrati nella fase decisiva. Come comunicato già ieri, 10 Agosto, i primi importi erano comparsi su NoiPA, separatamente dalla rata ordinaria dello stipendio di agosto.

È proprio questo il punto da seguire oggi, 11 agosto. Le lavorazioni proseguono e l'aggiornamento delle posizioni può interessare anche chi ieri era ancora in attesa.

Per questo, chi non ha ancora visualizzato l'arretrato può tornare a controllare la propria posizione NoiPA nel corso della giornata. L'assenza dell'importo ieri non significa, di per sé, che il pagamento non spetti.

Dove controllare l'importo su NoiPA

Per verificare la propria posizione è necessario accedere al portale o all'app NoiPA e consultare la sezione relativa ai pagamenti e alle emissioni.

L'arretrato è gestito attraverso un'emissione speciale distinta dallo stipendio ordinario di agosto. NoiPA mette a disposizione una sezione specifica per la consultazione delle diverse emissioni di pagamento.

Un aspetto importante è non confondere la visualizzazione dell'importo con l'effettivo accredito sul conto corrente. Sono due momenti differenti: la presenza della somma nella propria posizione indica che l'importo è stato elaborato, mentre per conoscere la data effettiva di disponibilità occorre fare riferimento ai dati dell'emissione.

Quali arretrati vengono pagati

Le somme derivano dall'applicazione degli effetti economici del nuovo contratto e riguardano le differenze retributive maturate nel periodo interessato dalle decorrenze contrattuali.

Il meccanismo, quindi, non consiste semplicemente nel prendere l'aumento mensile e moltiplicarlo per il numero dei mesi.

Questo è un punto particolarmente importante perché il calcolo effettivo viene effettuato sulla posizione stipendiale del singolo lavoratore.

La documentazione contrattuale contiene infatti le diverse decorrenze degli incrementi e i relativi valori economici.


Perché non tutti ricevono lo stesso arretrato

È la domanda che in queste ore interessa maggiormente il personale della scuola: perché un collega visualizza una cifra e un altro una somma diversa?

La risposta è nella posizione individuale.

L'importo può cambiare in funzione di diversi elementi:

  • profilo professionale;

  • fascia o posizione stipendiale;

  • anzianità di servizio;

  • periodo effettivamente lavorato;

  • eventuale rapporto di lavoro a tempo parziale;

  • periodi che incidono sulla retribuzione;

  • decorrenza degli incrementi previsti dal contratto;

  • somme già riconosciute a titolo di Indennità di Vacanza Contrattuale;

  • altre componenti considerate nel calcolo.

Per questo motivo le cifre medie diffuse per docenti e ATA non possono essere utilizzate come una sorta di importo standard.

855 euro per i docenti e 633 euro per gli ATA: attenzione a come leggere questi numeri

Tra le cifre più ricorrenti in questi giorni ci sono 855 euro lordi per i docenti e 633 euro lordi per il personale ATA.

Sono valori medi di riferimento e non significano che ogni docente riceverà 855 euro o che ogni ATA riceverà 633 euro.

La somma effettivamente riconosciuta può essere diversa proprio perché il calcolo viene effettuato sulla situazione retributiva individuale.

È quindi perfettamente possibile che un docente trovi su NoiPA una cifra inferiore o superiore al valore medio indicato nelle anticipazioni.

L'esempio pubblicato ieri da AscuolaOggi lo dimostra concretamente: una docente di scuola primaria di ruolo da 15 anni visualizzava un arretrato di 555,12 euro.

Quel dato non può essere però trasformato in una regola generale. È l'importo calcolato da NoiPA per quella specifica posizione.

Come si calcola l'arretrato

Il principio di base è semplice: il lavoratore deve ricevere le differenze tra quanto spettante sulla base dei nuovi valori contrattuali e quanto già percepito per lo stesso periodo.

Ma il calcolo reale è più articolato.

Non è quindi corretto fare semplicemente:

aumento mensile × numero dei mesi = arretrato.

Occorre invece considerare le diverse decorrenze degli incrementi, la posizione stipendiale del lavoratore, i periodi effettivamente interessati, le eventuali somme già riconosciute e le altre componenti retributive coinvolte.

È proprio per questo che il dato definitivo viene elaborato da NoiPA sulla base della posizione individuale.

In termini molto semplificati, il meccanismo può essere rappresentato così:

nuovo trattamento economico spettante − trattamento già corrisposto = differenza da recuperare.

La differenza viene poi applicata ai periodi interessati dalle singole decorrenze contrattuali.

Un esempio pratico

Immaginiamo due docenti appartenenti allo stesso ordine di scuola.

Il primo ha una determinata anzianità e ha prestato servizio per l'intero periodo considerato. Il secondo ha una posizione stipendiale diversa o ha lavorato soltanto per una parte del periodo.

Non è detto che i due ricevano lo stesso arretrato.

La cifra finale dipende infatti dalla retribuzione sulla quale vengono applicati gli incrementi e dalla durata del periodo interessato.

Per questo il confronto con il collega può essere utile per capire le differenze, ma non per stabilire quale dovrebbe essere il proprio importo.

Arretrati e aumento dello stipendio sono due cose diverse

Un'altra distinzione fondamentale riguarda arretrati e aumento mensile.

L'arretrato è una somma riferita al periodo precedente e rappresenta il recupero delle differenze economiche maturate in conseguenza del rinnovo.

L'aumento, invece, entra nella retribuzione ordinaria.

Per i docenti l'incremento medio indicato è di circa 143 euro lordi mensili, mentre per il personale ATA è di circa 107 euro lordi mensili. Anche questi sono valori medi: l'importo individuale dipende dal profilo e dalla posizione stipendiale.

La rata ordinaria di agosto e l'emissione speciale degli arretrati devono quindi essere considerate separatamente.

Il lavoratore può trovarsi davanti a due effetti distinti: lo stipendio ordinario aggiornato e la somma arretrata riferita al periodo precedente.

Quanto arriverà realmente sul conto?

C'è poi un altro passaggio che può generare confusione: lordo e netto non coincidono.

Se l'importo indicato per un docente è, ad esempio, 855 euro lordi, non significa che sul conto corrente arriveranno 855 euro.

La somma effettivamente disponibile sarà inferiore in ragione delle trattenute fiscali e contributive applicabili.

Lo stesso vale per qualsiasi altro importo visualizzato.

Per questo motivo bisogna distinguere sempre tra:

importo lordo → trattenute → importo netto effettivamente accreditato.

La cifra che compare nella posizione individuale di NoiPA resta comunque il riferimento più importante per il singolo lavoratore.

E l'Indennità di Vacanza Contrattuale?

Nel calcolo degli arretrati occorre considerare anche quanto già riconosciuto ai dipendenti a titolo di Indennità di Vacanza Contrattuale (IVC).

L'IVC rappresenta infatti un'anticipazione economica riconosciuta durante il periodo di vacanza contrattuale. Le somme già corrisposte vengono quindi considerate nel momento in cui vengono determinati gli effetti economici del rinnovo.

Questo spiega un altro motivo per cui non è possibile prendere l'aumento teorico e moltiplicarlo automaticamente per tutti i mesi.

Per chi non vede ancora nulla, cosa fare?

La risposta resta quella già indicata ieri, ma oggi assume ancora più importanza.

Controllare nuovamente NoiPA.

Le prime visualizzazioni del 10 agosto hanno mostrato che l'aggiornamento delle posizioni non è stato simultaneo. Chi ieri non aveva ancora trovato l'importo può quindi verificare nuovamente nel corso della giornata.

Se la somma non è ancora presente, non è corretto concludere automaticamente che ci sia un errore.

Occorre attendere il completamento delle lavorazioni e verificare successivamente anche il cedolino speciale, quando sarà disponibile con il dettaglio delle singole voci.

Il dato più importante non è la media, ma quello della propria posizione

Dopo la giornata di ieri, dunque, la notizia sugli arretrati cambia prospettiva.

Non si tratta più soltanto di sapere quando saranno pagati: molti lavoratori stanno già iniziando a sapere quanto spetta loro.

E proprio le prime visualizzazioni confermano che non esiste una cifra uguale per tutti.

Gli 855 euro per i docenti e i 633 euro per gli ATA rappresentano un riferimento medio. Il valore realmente spettante viene invece determinato da NoiPA sulla base della singola posizione.

Chi ha già visualizzato la somma può quindi confrontarla con il proprio profilo, con gli anni di servizio e con la situazione stipendiale. Chi non l'ha ancora vista deve invece attendere il completamento delle lavorazioni.

La domanda che interessa ora migliaia di lavoratori è quindi molto concreta: quanto mi spetta davvero? La risposta, più che nelle cifre generali del rinnovo, è nella propria area riservata NoiPA.


di La Redazione


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