Recalcati: "Un bravo maestro dà vita al desiderio di sapere nei suoi studenti. Il vaccino più formidabile nei confronti del delirio dell’ignoranza"
Le nozioni possono svanire, una domanda può restare per anni. Recalcati racconta che cosa rende indimenticabile un insegnante...

“Un bravo maestro non è colui che si limita a trasmettere i contenuti del sapere; un bravo maestro è colui che accende nei suoi allievi il desiderio di sapere”. Massimo Recalcati affida a queste parole una delle immagini più belle dell’insegnamento, che richiama un pensiero di Plutarco ancora oggi attuale: “La mente non è un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere”.
Nella frenesia delle nostre giornate ci sono lezioni che dimentichiamo appena termina un’interrogazione. Altre rimangono dentro per anni, non soltanto per ciò che abbiamo imparato, ma perché qualcuno ci ha fatto venire voglia di saperne di più, trasformando quella curiosità in una ricerca che può accompagnarci per tutta la vita. Un insegnante può spiegare perfettamente una pagina e lasciare tutto com’era. Oppure può pronunciare una frase, porre una domanda o raccontare una storia capace di accompagnare uno studente anche fuori dall’aula. È qui che Recalcati introduce una distinzione importante.
“Dobbiamo distinguere due forme dell’ignoranza. C’è l’ignoranza che rifiuta la ricerca della verità perché suppone di possedere la verità e, in questo caso, l’ignoranza sarebbe un ostacolo alla conoscenza. Dall’altra parte, invece, come direbbe Niccolò Cusano, che parla di dotta ignoranza, c’è l’ignoranza come motore che anima la ricerca della verità”.
Il vero ostacolo nasce quando crediamo di conoscere già ogni risposta e non sentiamo più il bisogno di ascoltare, dubitare o cambiare idea. La scuola dovrebbe custodire proprio questo spazio. Non il luogo nel quale fingiamo di sapere tutto, ma quello nel quale possiamo riconoscere ciò che ancora non comprendiamo e trovare qualcuno disposto ad accompagnarci. Recalcati richiama allora Lettera a una professoressa, il testo nato dalla scrittura collettiva di don Lorenzo Milani e dei ragazzi della scuola di Barbiana. “Il problema non è tanto quello di appropriarsi del sapere, ma è far circolare il sapere, è dare il sapere, è trasmettere l’amore per il sapere”. Acquista valore quando viene condiviso e riesce ad aprire una possibilità nella vita di qualcuno.
“Non si tratta di possedere il sapere, ma di darlo”. Ma che cosa significa dare il sapere? Significa trasmettere il valore del desiderio di sapere.
È questo il compito più difficile di un insegnante, fare in modo che uno studente continui a cercare anche quando la lezione è finita. Per questo Recalcati definisce il desiderio di sapere “il vaccino più formidabile nei confronti del delirio dell’ignoranza”.
Il maestro, dunque, è colui che riesce a ritrovare in ogni lezione una nuova scintilla. È l’amore per il sapere che gli impedisce di ripetersi e lo spinge a imparare ancora mentre accompagna i suoi allievi lungo il cammino della conoscenza.
E, in fondo, è proprio questo desiderio, fragile ma tenace, a tenerci lontani dal buio dell’ignoranza.
Per te, lettore che ci segui, c’è stato un insegnante capace di farti desiderare ciò che prima ti sembrava lontano? Quale sua lezione porti ancora con te? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e lascia un commento. Il tuo punto di vista e la tua esperienza possono essere utili ad ampliare le grandi sfide pedagogiche di oggi.
di Katia Piemontese




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