Galiano sui ragazzi che vendono limonata per comprarsi un motorino: “Un lumicino acceso di speranza”
- La Redazione

- 1 giorno fa
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Tre adolescenti avevano allestito un banchetto per mettere da parte i soldi necessari a comprare un motorino. Dopo la segnalazione di un residente e l'intervento della polizia, lo scrittore interviene...

"Se davanti a loro la prima cosa che ti viene in mente di fare è allertare le forze dell'ordine, forse e dico forse, chi ha bisogno di una bella limonata fresca sei proprio tu". Con queste parole il professore e scrittore Enrico Galiano prende in modo netto le distanze da chi ha deciso di denunciare i tre ragazzini di 13 e 14 anni che avevano allestito un piccolo banchetto nel cortile di casa: limonata fatta in casa, caffè, anguria, krapfen e muffin, offerti ai passanti con un contributo libero a partire da 1,50 euro.
L'obiettivo era mettere via abbastanza soldi per comprarsi, ciascuno, un vecchio Piaggio Ciao usato. Una scena da altri tempi, tanto da essere raccontata dalla maggior parte delle testate italiane. L'iniziativa aveva raccolto molti consensi sui social ma qualcuno, tra i residenti, non l'ha presa allo stesso modo: ha segnalato il banchetto alla polizia locale, gli agenti sono intervenuti e i ragazzi hanno dovuto smontare tutto. Enrico Galiano, sulla vicenda ha pubblicato un post diventato poi virale, in cui si sofferma sul gesto di chi ha scelto di segnalare i ragazzini.
Galiano parte proprio da chi, nei commenti, ha difeso la scelta della denuncia in nome del rispetto delle regole: "Vi ho scoperto improvvisamente tutti ligi alle regole, inflessibili nel rispetto di ogni singola sfumatura del codice", scrive, per poi notare come questo rigore, nella vita di tutti i giorni, non sia sempre così diffuso: "Poi, non si sa come, appena metti piede per strada la realtà cambia leggermente faccia".
Lo scrittore non nega che le regole vadano rispettate, anzi: "Importantissimo insegnare ai più giovani che non esiste un 'baby privilege'". Il punto, per lui, è un altro: "Qui c'è un "ma" grande come una casa. O almeno, come un motorino. E quel "ma" si chiama contesto".
Da qui parte la riflessione più ampia sui ragazzi di oggi. Galiano osserva che i più giovani, negli ultimi anni, hanno smesso di uscire di casa, di parlare tra loro, persino di desiderare l'indipendenza che un tempo si cercava a quell'età: "Hanno smesso di desiderare indipendenza e autonomia. Sanno che possono dipendere fino ai diciotto dai genitori sempre così servizievoli". In questo scenario, per lo scrittore, tre ragazzini che si organizzano per guadagnare qualche soldo e comprarsi un motorino rappresentano un'eccezione, non la regola: "Quei ragazzi oggi sono dei panda, sono degli animali in via d'estinzione, sono un piccolo lumicino acceso di speranza".
Ed è qui che arriva il passaggio più diretto del post, quello dedicato al cittadino che ha fatto la segnalazione: "Il gesto di chiamare i vigili parla molto più di noi che di loro. O almeno di quella parte di noi che i ragazzi, semplicemente, li odia. Anche se non lo ammetterebbe mai".
Galiano non si sottrae comunque a una precisazione: le regole infrante restano regole infrante, e lo dice chiaramente: "Hanno infranto delle regole? Benissimo. Vai lì, glielo dici, spieghi che qualche persona con una vita più triste di un vegano assunto in macelleria potrebbe chiamare i vigili. Punto. Fine." Il bersaglio della sua critica non è quindi la norma in sé, ma il tipo di persona che, di fronte a tre ragazzini con un banchetto di limonata, pensa prima di tutto a chiamare i vigili.
Il post si chiude tornando al punto di partenza, quel cittadino che invece di fermarsi a parlare con i ragazzi ha preferito rivolgersi direttamente ai vigili. Per Galiano è proprio in quella scelta che si racchiude il senso di tutta la vicenda: non tanto la violazione di una norma, quanto il tipo di sguardo con cui si guarda oggi ai ragazzi. E lascia la sua riflessione con una battuta diventata poi il commento più condiviso sotto il post: "Se davanti a loro la prima cosa che ti viene in mente di fare è allertare le forze dell'ordine, forse e dico forse, chi ha bisogno di una bella limonata fresca sei proprio tu".
E tu, lettore che ci segui, come ti saresti comportato se avessi visto i tre giovani allestire un banchetto per raccogliere il denaro necessario a comprare un motorino?
Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e lascia un commento. Anche una semplice riflessione può contribuire ad arricchire il confronto e offrire un nuovo punto di vista a chi ci legge.
di Leandro Castagna




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...poi ci si gira dall' altra parte davanti a reati più gravi... bravi questi ragazzini che hanno trovato la strada onesta.... avrebbero potuto anche pensare di compiere qualche furto invece no! Complimenti ❤️
Il mio nipotino di 7 anni al mare sulla panchina fuori dalla spiaggia vendeva sassi dipinti ‘ a richiesta’ e cartine Pokemon ( …per acquistare altri pokemon) con un amichetto ! Che tenerezza! Io acquisto sempre gli oggettini venduti dai bimbi al mare! … GRANDI QUELLI DELLA PIAGGIO! Una lezione di vita al signore che li ha denunciati…
Se i soldi servivano davvero per il motorino avrei comprato tutto il banchetto, anch'io 50 anni fà feci la stessa cosa per comprarmi i primi videogiochi da tv...
Che tristezza, questo signore/a non è stato bambino e non ha mai avuto un sogno. Lo compiango poveraccio.
Da bambina anch'io con le mie amichette facevamo "a putighella" e vendevamo piccole cose per 5 o 10 lire
approvo la scelta di questi ragazzi che invece di rubacchiare vogliono un piccolo lavoretto per recuperare qualcosa