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Crepet: "La felicità è come un treno senza orario, il tuo compito è andare in stazione"

"Non arrenderti mai all’idea che la felicità non possa esserci per te. Non farlo neppure l’ultimo giorno della tua vita, perché qualcuno avrà sempre bisogno di intravederla nei tuoi occhi..."

"Eppure credo sarebbe giusto che tu mi domandassi se sono felice, se lo sono mai stato e perché. E se sarò capace di esserlo ancora nel tempo che mi rimane da vivere. Ciascuno dovrebbe chiederselo, anche se è la domanda più difficile che ci si possa fare". Queste profonde parole sono dello psichiatra e sociologo Paolo Crepet in riferimento ad uno dei temi più complessi da affrontare: la felicità.

C'è chi si chiede se l'abbia mai raggiunta, c'è chi si chiede se mai la raggiungerà, ma Crepet ci ricorda che l’importante è vivere davvero il viaggio: "Ogni giovane dovrebbe chiederlo ai propri genitori, ai propri maestri, a tutte le persone che incontra, specie a chi ha navigato già per un bel tratto dell’esistenza. Poco importa se il viaggio è stato coraggioso o gravato da dubbi, conta soltanto che sia stato vissuto davvero". Crepet, con queste parole vuole farci comprendere che spesso cerchiamo la felicità nei posti sbagliati e che chi ha già attraversato molte esperienze può aiutarci a comprenderne meglio il significato. Continua: "Guardati attorno: non vedi quante persone tristi girano per le strade, frequentano uffici, affollano metropolitane, siedono ai ristoranti, prendono un caffè al bar? Non pensare che sia soltanto l’attuale crisi economica ad aver avvelenato il loro spirito, a farle alzare la mattina senza piglio, senza progetto, senza voglia di costruire un’impresa e nemmeno di coccolare un sogno. Gran parte della gente è stata educata alla tristezza piuttosto che alla felicità".

Ed ecco che arriva il secondo suggerimento dell'esperto, la felicità è forse più simile ad un modo di pensare. Non cade dal cielo, non la ritroviamo per strada, non è casuale ma è possibile costruirla ogni giorno. Difficoltà dopo difficoltà, inciampo dopo inciampo, è data dall'autostima, dalla forza, dalla resilienza che riusciamo ad acquisire dopo aver affrontato una o più sofferenze. Ma è tutto racchiuso nel riconoscere tali progressi, altrimenti si rischia di vedere solo il dolore e non ciò che siamo riusciti a superare. Ma come è possibile mettere in atto tutto quello che ci suggerisce Crepet? 

L'esperto afferma che è necessaria "una piccola rivoluzione quotidiana che inizia ponendo la felicità come vero obiettivo della crescita di un bambino e di un giovane, così come di ciascun cittadino del pianeta. Se ogni genitore, ogni educatore, ogni adulto responsabile fosse consapevole che questo è il suo compito primario, l’esistenza non comprenderebbe più rimpianti, aggressività, guerre e massacri, egoismi e crudeltà". Crepet, con queste parole: "si riferisce alla felicità autentica, non alla gioia effimera di un istante". Come afferma, questo processo di inciampi, difficoltà e risalite è quello che consente ad un individuo di costruirsi delle certezze, di costruirsi degli appigli che gli permetteranno di intravedere sempre una piccola luce, una piccola speranza anche nei momenti più difficili. Infatti, la definizione di Paolo Crepet della parola felicità è: "Un sentimento meraviglioso che implica la positività, la forza e il coraggio per affrontare la vita in tutte le sue pieghe e sfumature, comprese quelle che sanno di amarezza e di dolore".

Non sarebbe autentico vendere frasi edulcorate, una vita perfetta e momenti indimenticabili. La sofferenza fa parte della vita ed è impossibile evitarla. Ma è importante ricordarsi che la felicità esiste, anche se va via e poi torna a farci visita improvvisamente: "è come un treno senza orario: ne passa uno ogni tanto. Non puoi prevederne l’arrivo, né sapere quando ripartirà. Il tuo compito è andare in stazione" afferma Crepet. Anche oggi è il giorno giusto per iniziare a mettere in pratica quella piccola rivoluzione quotidiana della quale parla l'esperto, anche oggi è possibile iniziare a costruire le proprie certezze. Conclude: "Non arrenderti mai all’idea che la felicità non possa esserci per te da qualche parte, nel mondo. Non farlo neppure l’ultimo giorno della tua vita, perché ci sarà sempre, vicino a te, qualcuno che avrà bisogno di intravederla nei tuoi occhi".


E tu, lettore che ci segui, ci piacerebbe porti la stessa domanda con la quale Crepet inizia il suo intervento: sei felice? A cosa associ, ad oggi, la parola felicità?

Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima.

Le citazioni sono tratte da Impara a essere felice di Paolo Crepet, Einaudi.



di Natalia Sessa

4 commenti


Marcella
un minuto fa

La felicità la raggiungo quando, anche nei momenti più bui riesco a trovare una soluzione che rallegri tutti i soggetti interessati. Sono felice per le piccole cose, per la natura, per la vita che ancora mi accompagna e sarò felice quando me ne andrò da questo mondo perché credo nella continuità della mia vita. È un'illusione? Non importa io sono felice.


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Sabrina
18 minuti fa

La felicità è un modo di camminare nella vita, è una predisposizione d'animo che ci fa vedere il lato più bello dell'esistenza. Essere felici non significa essere superficiali o negare la durezza di certe situazioni, ma avere la speranza e adoperarsi per creare momenti positivi. Non sempre riusciamo a cambiare il corso della nostra vita, ma quantomeno proviamo a renderla più vivibile. Ci affidiamo anche alla Provvidenza. Grande, Prof Crepet!

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La felicità è vivere la vita nel presente, accettare la situazioni del momento con pace e AMORE. La felicità dipende dalle scelte di vita che ognuno fà. Nella mia vita ho sempre avuto poco, e tante difficoltà di ogni genere, ho sempre affrontato tutto con serenità e pace, ho sempre avuto la certezza che tutto passa, tutto è superabile , basta vivere la vita con AMORE, quello vero, amare tutti come fratelli. Nessuno è così povero da non avere neanche un sorriso da donare.

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Emanuela Giustra
un'ora fa

La felicità? È dentro di me non mi lascia mai, anche quando il dolore cerca di prendere il sopravvento, io sono felice!

La felicità è la mia migliore amica che mi prende per mano e mi accompagna ogni momento della mia esistenza

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