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Fabio Volo: "Voglio essere felice per i miei figli. Non posso buttare su mio figlio le cose che non ho risolto di me"

Fabio Volo si sofferma sul rapporto tra genitori e figli, sul dono più grande che un papà o una mamma possano fare...

"Non posso buttare su mio figlio le cose che io non ho risolto di me. Altrimenti gli butto addosso una serie di cose, lui c'ha già le sue ed io gli butto addosso che sono uno che c'ha l'ansia se gli succede qualcosa? - Uno che domanda - Allora "Dove sei? Cosa fai? A che ora torni?". Quella roba lì non è una roba sua, è una roba mia".

Quando un genitore si può definire consapevole? Probabilmente quando ha preso consapevolezza di se stesso, del suo bagaglio emotivo e non permette più al figlio di portare lo stesso peso. Fabio Volo, scrittore, conduttore televisivo e attore italiano, durante un'intervista si lascia andare ad un racconto intimo e profondo, nel quale parla del rapporto con i suoi figli e delle ragioni di determinate scelte: "Per me una cosa importante che un genitore deve fare è regalare o donare al figlio un genitore felice, un padre felice o una mamma felice. Voglio essere un uomo felice per i miei figli, cioè io voglio che loro, quando vedono la mia vita, vedono che io ho fatto l'esperienza, sono testimone, della felicità. In modo che loro la riconoscano, gli sia familiare e la cerchino nella vita. Se io sono un padre triste, loro si sentiranno familiari nella tristezza".

L'ambiente familiare nel quale cresciamo è quello che caratterizza più di ogni altra cosa le nostre scelte future. Riconoscere come familiare la felicità piuttosto che la tristezza è un fattore determinante. Inoltre, i figli, magari non subito, si accorgono di tutto: dell'ambiente nel quale vivono, dell'umore delle persone che stanno loro intorno e soprattutto delle bugie che un genitore racconta prima a se stesso.

Fabio Volo durante l'intervista parla della sua separazione, ma l'argomento sul quale vogliamo porre l'attenzione è la sicurezza emotiva che un genitore deve garantire, prima di ogni cosa, ai propri figli. Continua lo scrittore: "Io mi son lasciato per i figli: perché se tu con tua moglie non vai più d'accordo, c'è tensione, c'è silenzio, a parte che i bambini assorbono come le spugne, per cui se c'è tensione, cioè: "andiamo bene amore, andiamo tutti d'accordo" - se questo è finto -loro lo sentono e quella roba lì, quella cappa lì, gli stai dicendo che si chiama amore, famiglia, relazione, e quindi dopo loro cercheranno queste tre cose".

L'autore parla della sua esperienza personale. La decisione di separarsi, in ogni caso, non arriva mai con semplicità: dietro ci sono ragionamenti, emozioni, anni indimenticabili vissuti insieme ad una persona e un progetto di vita che non fallisce, ma cambia forma, perché una relazione può terminare, ma non si finisce mai di essere genitori. In ogni caso, la serenità di un figlio deve essere garantita anche quando non parliamo di scelte così drastiche. , dietro ci sono ragionamenti, emozioni, anni indimenticabili vissuti insieme ad una persona e un progetto di vita che non fallisce, ma cambia forma, perché una relazione può terminare, ma non si finisce mai di essere genitori. In ogni caso, la serenità ad un figlio deve essere garantita anche quando non parliamo di scelte così drastiche.

Quante volte vediamo genitori o coppie che non vogliono lasciarsi, ma comunque non riescono a garantire la felicità ai propri figli? In queste situazioni non c'è solo una relazione che potrebbe andare meglio, ma anche un carico emotivo e personale difficile da gestire, traumi ed ansie pregresse, una situazione lavorativa che non rende particolarmente orgogliosi oppure un lavoro che assorbe quasi totalmente l'intera giornata della persona, riducendo il tempo a pochissime ore nelle quali ritrovare se stessi e la propria famiglia. Allora forse, per garantire la felicità dei figli, come afferma Volo, un genitore dovrebbe garantirsi prima la propria. Dovrebbe stabilire confini chiari, come nel caso di un lavoro estenuante, senza dimenticare se stesso, e trovare un equilibrio. E quando si è ancora in due, quando si è deciso di dare una seconda possibilità all'amore, l'aiuto e il sostegno dell'altro genitore diventano indispensabili.


E tu, lettore che ci segui, nella tua esperienza di genitore ti sei mai ritrovato a vivere un disagio che non ti permetteva di garantire la giusta serenità ai tuoi figli ? Cosa hai fatto o chi ti ha aiutato a uscire da questa situazione difficile?

Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima.



di Natalia Sessa

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