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Gesù: “Coraggio, sono io, non abbiate paura”. Pietro affonda ma Gesù gli tende la mano e lo salva. Il Vangelo di domenica 9 agosto

Una barca in balia delle onde, il vento contrario e la paura che fa vacillare la fede. Ma Gesù si avvicina e ripete ai discepoli: “Coraggio, sono io, non abbiate paura”...

Di Don Vincenzo Carnevale

Nel Vangelo di Domenica scorsa, saziando, a sera, la grande folla che lo ha preceduto “a piedi” e lo ha ascoltato tutta la giornata, con quei cinque pani “benedetti” e “spezzati, Gesù si è fatto riconoscere come Messia. Nel Vangelo di oggi, camminando sul mare, e, soprattutto, attraverso le sue stesse Parole “Sono Io”, Gesù si rivela Figlio di Dio.

Gesù, dopo aver “costrettoi Suoi a precederlo sull’altra riva del lago, e dopo aver congedata la folla, che aveva abbondantemente saziato, salì sul monte, tutto “solo, a pregare”, avvolto nella gioia eterna della comunione con il Padre. I discepoli, invece, si lasciano agitare e sono ostaggio della paura, perché la loro barca è scossa dal vento e sballottata dalle onde, ed è notte! All’alba Gesù andò loro incontro, “camminando sulle acque”, ma i Suoi lo scambiarono per un pauroso fantasma! Subito Gesù li rasserenò dicendo: Fatevi coraggio, io sono; non abbiate paura! E Pietro, usando la stessa espressione del tentatore (diabolon) nel deserto (Mt 4,3.6), gli chiede “Signore, se tu sei, comandami di venire verso di te sulle acque”.

Ed egli disse: “Vieni!”. Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, sentendo che il vento era forte, si impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: “Signore, salvami!” E, subito, Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”. La richiesta di Pietro che, per assicurarsi che fosse davvero Gesù, gli chiede, ancora, un segno, quello di farlo camminare sulle acque come Lui, fu esaudita.

Ma, il suo dubitare lo fa inabissare ed il salvataggio da parte di Gesù lo ammonisce e lo invita a convertirsi ad una fede totale e incrollabile nella Sua persona. Il dubbio, quando è l’inizio della ricerca della verità, ti fa camminare sulle acque burrascose verso Gesù, Via, Verità, Vita; quando è mancanza di fiducia nella Sua Parola e nella Sua Persona, ti fa naufragare fino ad affondare, se non gridi “Signore salvami” con fede viva che è certezza che quel Signore che invochi sta già tendendo le Sue mani per afferrarti e salvarti!È la Sua presenza e sono le Sue parole, dette a Pietro ed ai Suoi compagni, a ristabilire pace interiore nei loro cuori impauriti e nelle loro menti turbate, bonaccia e quiete del mare e a fare cessare il vento! È Gesù a provocare l’atto finale di fede nella Sua persona: “quelli che erano sulla barca si prostrarono a Lui, dicendo :”davvero Tu sei Figlio di Dio!”

Il riferimento ai temi teologici dell’A.T. del “camminare” di Dio sulle acque del mare (Gb 9,8 e Salmo 77,20) e della divina autopresentazione “Sono Io” (Es 3,14; Is 43,10-13; 48,12), aiuta la piena comprensione del Testo evangelico e serve a rivelare meglio la presenza di Dio, in Gesù, nella nostra vita, tante volte, burrascosa e piena di paure, “di notte, in mare agitato da vento contrario”! Ma, Gesù c’è, basta crederlo e sentirlo presente e non scambiarlo per un fantasma pauroso e aggressivo. Se lo cerchiamo, gli andiamo incontro, lo riconosciamo, lo crediamo e professiamo, quale Egli è, Figlio di Dio e lo facciamo salire sulla nostra fragile e vulnerabile barca, finirà la tempesta e il vento cesserà e ci sarà bonaccia! Appena facciamo spazio a Gesù, nella nostra vita, cosi agitata e burrascosa, torna la calma, il sereno e la pace nei nostri cuori,

Gesù con il Suo “Vieni!” rivolto a Pietro, vuole farci fare la stessa esperienza del bambino che deve imparare a camminare e che, per la prima volta, prova a dirigersi verso la mamma, con le sue braccia sempre aperte, attente a non farlo cascare e pronte a salvarlo dalle cadute e ad abbracciarlo e congratularsi con lui! Perché il bimbo lo fa? Perché va verso sua madre? Semplicemente perché glielo dice e glielo chiede sua madre e perché egli si fida di sua madre che lo ha fatto nascere e vuole il suo bene nel fargli muovere i primi passi sul mare agitato della storia e della nostra vita.

La barca, che solca le onde agitate da un vento contrario, in un mare in tempesta e di notte, è anche immagine della Chiesa, che deve “muoversi”’ tra i flutti burrascosi della Storia e le ore vorticose del Tempo! Solo se Noi, suoi membra, concordi ed unanimi, tendiamo le loro fragili mani al nostro unico Signore, perché ci salvi, solo quando lasciamo salire a bordo il Risorto, e sarà Egli a farci remare “tutti insieme” verso l’unica direzione, solo quando a reggere il timone di questa fragilissima barca è Lui, e solo se riponiamo tutta la nostra fiducia in Lui, ogni tempesta, allora, cesserà e, da Lui guidata, gloriosa entrerà nel porto della Sua salvezza! Solo quella Barca su cui sale, rimane e regna il Risorto, è la vera ed unica Chiesa, Suo Corpo.




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