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Crepet: "Credo di avere un pubblico soprattutto femminile perché le donne sanno ascoltare e raccontarsi". Ci sono momenti in cui basta sentirsi visti per trovare il coraggio di ricominciare

"È femmina la curiosità, come vuole il luogo comune, ma è femmina soprattutto la capacità di guardare ed elaborare il dolore, proprio e altrui, con occhi diversi rispetto al modo..."

“Credo di avere un pubblico soprattutto femminile perché le donne sanno ascoltare e raccontarsi”. Paolo Crepet, psichiatra e sociologo, riflette su un modo di agire e di pensare che associa in particolare al mondo femminile. Lo ritroviamo negli occhi che rassicurano, nelle mani che non lasciano mai la presa e nelle braccia che fanno sentire a casa chiunque. Sono attitudini che possono appartenere anche al mondo maschile.

Dunque un modo di agire che viene guidato unicamente dal cuore, come se quest'ultimo sapesse sempre qual è la cosa "giusta" da fare. Continua Crepet: "È femmina la curiosità, come vuole il luogo comune, ma è femmina soprattutto la capacità di guardare ed elaborare il dolore, proprio e altrui, con occhi diversi rispetto al modo in cui viene osservato da una cultura più maschile". Le donne quindi, secondo l'esperto, sono portatrici di soluzioni, consigli, rimedi e soprattutto di pazienza. Sopportare un dolore, attendere che una ferita guarisca e, nel frattempo, trovare un'alternativa che renda tutto sopportabile è una prerogativa soprattutto femminile.

Questa capacità di sopportare, alleviare, confortare e allo stesso tempo guidare è ciò che per anni Crepet ha ricercato nelle sue terapie: "Per questa ragione credo che nel lavoro di psicoterapeuta ci voglia una capacità di ascolto prettamente femminile: l’attitudine di porsi in relazione con gli altri senza voler solo dare o ricevere, ma capendo che per farci crescere ci vuole uno scambio reciproco. Il flusso continuo di parole, di emozioni, di empatia che si verifica da una persona all’altra".

Nei momenti più bui, in quelli di sconforto, quando facciamo fatica a vedere una via d'uscita oppure quando siamo vicini ad una persona che sta affrontando tutto questo, ricercare la propria parte femminile può essere la soluzione, quella parte che cura con la presenza e con la capacità di ascolto. A volte una parola, un ascolto sincero o una presenza discreta non risolvono il problema, ma possono aiutare una persona a trovare la forza di affrontarlo un passo alla volta. Non sempre è facile rialzarsi con le proprie forze. Ci sono momenti in cui basta sentirsi visti, ascoltati e compresi per trovare il coraggio di rialzarsi e ricominciare.

Infatti afferma Crepet: "Penso che anche questa sia stata la mia vera fortuna: parlare a un pubblico che non solo era disposto ad ascoltarmi, ma che io ero disposto ad ascoltare, conclude: "Tutto si compone culminando in una sfida: riuscire ad ascoltare anche mentre si parla". In quest'ultimo intervento dell'esperto emerge un aspetto interessante: Crepet, proprio come i suoi pazienti in seduta, aveva bisogno di un pubblico che lo ascoltasse e attenzionasse le sue parole, perché tutti abbiamo bisogno di essere visti, perché è nel comprendere che stiamo facendo qualcosa di importante per l'altro che riusciamo a darci la spinta per continuare a fare sempre di più, sempre meglio.


Per te, lettore che ci segui, quanto è importante sentirti davvero visto e ascoltato? Riesci ad ascoltare gli altri anche mentre parli?

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di Natalia Sessa

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