top of page

Maria Rita Parsi: “Il problema vero non è avere il coraggio di morire, ma avere il coraggio di vivere”. Ogni mattina è una scelta da rifare

7 ago
Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 9 ago

Dalla figura dell’“anziana adolescente” alla lezione dell’oggi e dei sogni da realizzare: le parole lasciate dalla psicoterapeuta continuano a ricordarci che vivere richiede coraggio, ogni giorno...

"Il problema vero non è avere il coraggio di morire, ma avere il coraggio di vivere". È quanto afferma Maria Rita Parsi, psicoterapeuta, psicopedagogista e scrittrice, raccontandosi in un'intervista intensa e personale.

Siamo abituati a considerare la morte come la vera e ultima prova di coraggio, l'ostacolo insormontabile davanti al quale tutto il resto sembra facile. Parsi invece capovolge la prospettiva: la fine, quando arriva, arriva e basta. Non richiede di essere preparati, non va allenata giorno per giorno. La vita, invece, sì. Ogni mattina è una scelta da rifare, un coraggio da ritrovare.

Non a caso, quando le veniva chiesto che cosa intendesse quando si definiva un’“anziana adolescente” – espressione con cui raccontava se stessa –, la risposta andava dritta al punto: “Vuol dire che tiro le somme della mia vita e credo che tutte le cose che mi hanno spinta da adolescente a combattere, a cambiare, a sbagliare, a trovare delle strade per esprimermi, magari qualche volta anche ad affermarmi con tutti i limiti che l'affermazione contiene, sia qualcosa che mi rende adolescente oggi”.

Da questa risposta emerge una concezione della vecchiaia molto lontana dagli stereotipi: con l'età, la voglia di cercare, sbagliare, rimettersi in gioco non si affievolisce. Al contrario, si consolida. Chi ha attraversato la vita inseguendo strade proprie, anche a costo di inciampare, porta con sé fino alla fine quella stessa fame di scoperta che siamo abituati a riconoscere solo nei più giovani.

A spiegare ancora meglio la sua filosofia di vita era un aneddoto che Parsi  amava ricordare:

"Adoro Madre Teresa di Calcutta, a cui ho dedicato un libro insieme al nostro Papa; in un ospedale di Calcutta, a un giornalista che le domandò quale fosse stato il giorno più bello della sua vita, lei rispose: 'Oggi'. Quell'insegnamento per me è fondamentale: io vivo l'oggi, vado a scuola dal passato e dai miei allievi - perché i veri maestri vanno a scuola dagli allievi e consentono loro di superarli. Vivo l'oggi perché è la cosa che devo fare oggi, con l'esperienza del passato".

Quella risposta, che Parsi attribuiva a Madre Teresa – “oggi” – è disarmante nella sua semplicità, ma racchiude un metodo di vita applicabile a chiunque, credente o meno. Non chiede di dimenticare il passato, né tantomeno di ignorare il futuro.

Chiede solo di non spostare altrove il centro dell’attenzione. Il passato resta una scuola, non una prigione. E anche chi insegna, ricordava Parsi, deve avere l’umiltà di imparare da chi viene dopo di lui: un’idea che vale in famiglia quanto in classe, tra genitori e figli quanto tra chi ha esperienza e chi ha ancora tutto da vivere.

Resta però un tema che spesso genera ansia, soprattutto tra i più giovani: quello dei sogni, del futuro, di cosa si vuole diventare. Anche qui Parsi offre una chiave di lettura utile, distinguendo tra due tipi di sogno molto diversi tra loro: "Il futuro, se lo sogni per sogni irrealizzabili, è un immaginario; se invece cerchi di attuare cose che ti piacciono e che speri si verifichino, quelli sono sogni da attuare". E quando nel corso dell’intervista le veniva chiesto quale fosse il suo sogno, la risposta arrivava breve ma allo stesso tempo eloquente: “Ancora scrivere, fare poesia”.

Non un progetto lontano e vago, ma qualcosa di fattibile, alla propria portata, che si può cominciare a fare oggi stesso. Da questa sua riflessione emerge una distinzione importante: la differenza tra sognare qualcosa che resterà sempre un'immagine astratta e desiderare qualcosa che si può davvero costruire, un passo dopo l'altro, senza aspettare il momento perfetto o l'età giusta.

Che si abbiano vent’anni o ottanta, il messaggio non cambia: non è la paura della fine a doverci guidare, ma la voglia di riempire ogni giorno di senso. Perché, come ci ha insegnato Parsi, il vero coraggio non sta nell’accettare che tutto finisca. Sta nel decidere, ogni mattina, di ricominciare.


E tu, lettore che ci segui, pensi che vivere richieda più coraggio che affrontare la fine? C’è un sogno concreto che hai scelto di non rimandare più?

Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza nei commenti, anche in forma anonima. A volte condividere ciò che ci tiene vivi può aiutare qualcun altro ad andare avanti o a ritrovare il coraggio di ricominciare.



di Leandro Castagna

8 commenti


Ospite
14 ago

Non è facile vivere ma quando attraversa una perdita importante si presenta puntuale lei: la morte, il suo vestito e’ elegante ma non mi piace e mi terrorizza perché non è facile vivere pensando anche al futuro quindi perdita di persone care che porteranno via pezzi di me. Non la accetto perché ho tanta voglia di raggiungere i miei obiettivi e temo di non avere tempo per vedere crescere tutti i miei nipoti che sono la luce dei miei occhi. Parlo così ora perché la perdita di un personaggio pubblico troppo importante per me mi ha rubato il sorriso e spento il mio entusiasmo che generalmente ho sempre avuto. Sono arrabbiata con il mondo perché lo ha portato via. Mi…

Mi piace

Aurora 79
14 ago

Esatto nonostante malattia autoimmune e figlio disabile,sono riuscita a vivere alla giornata con fatica ma lo faccio prima avevo ansie continue per il futuro, ogni giorno e’ diverso non faccio più programmi a lungo termine vivevo male per quello, per le aspettative.

Mi piace

Sole
10 ago

In adolescenza non credo di aver fatto un percorso per realizzare i miei veri sogni, ha prevalso l'insicurezza e la solitudine.

Non ho perso l'entusiasmo e so quello che mi piace, che posso realizzare.

Mi piace

Stefano
08 ago

Mio nonno mi diceva che la vita è come un temporale, e prenderlo nel culo è un lampo

Mi piace

Ospite
08 ago

Mio padre mi disse che la vita è difficile, un altro mi disse che invece è facile. Io credo che abbiano ragione entrambi. L'errore è avere un preconcetto, perché se partiamo con l'idea che la vita sia facile, alla prima difficoltà rischiamo fermarci. Se al contrario pensiamo che sia difficile, rendiamo tutto più complicato rispetto a quello che è. Serve coraggio per vivere? A volte si è a volte no.

Mi piace

EDUCAZIONE
E CULTURA

NUOVI BANNER - 2 (2000 × 2160 px) (2).jpg
ID CERT (3).jpg
SUCCESSO 1
Senza titolo (250 x 834 px) (2).jpg
SUCCESSO 1
BANNER - NUOVA HOME PAGE

GPS 2026

AUMENTA IL PUNTEGGIO IN GRADUATORIA DOCENTI
BANNER - NUOVA HOME PAGE
MASTER 60 cfu (1).jpg

INVIACI IL TUO COMUNICATO​

info@ascuolaoggi.it

ascuolaogginews@gmail.com

A scuola oggi è un portale che tratta notizie su quanto accade nel mondo scuola. Notizie per docenti di ruolo, docenti di sostegno, docenti precari, personale ATA, educatori, genitori e alunni. Inoltre le sezioni dedicate ai membri offrono servizi aggiuntivi: corsi gratuiti e supporto a quanti richiedono informazioni.​

​

Tutti i contenuti pubblicati su www.ascuolaoggi.com, compresi testi, titoli, elaborazioni editoriali e materiali grafici, sono di esclusiva proprietà di AScuolaOggi. È vietata la riproduzione, anche parziale.

bottom of page