Novara: "L’idea che i bambini debbano ragionare da soli non è il metodo Montessori, è il suo contrario." Il ruolo educativo che i genitori non possono delegare
- La Redazione

- 1 giorno fa
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Fino a che punto è giusto lasciare che siano le conseguenze a insegnare? Il pedagogista Daniele Novara mette in guardia dal rischio di confondere l’autonomia con il...

“I genitori mettono i figli in guardia ma se poi il ragazzino si oppone, sarà lui a subirne le conseguenze. Per dire: non si vuol mettere l’impermeabile? Si bagnerà tornando a casa. Non gli piace la cena? Sta a digiuno fino a colazione.” Con queste parole il pedagogista Daniele Novara entra in un dibattito che riguarda sempre più famiglie: fino a che punto è giusto lasciare che un bambino impari dalle conseguenze delle proprie scelte?
L’approccio descritto viene definito “Fafo”, acronimo dell’espressione inglese “Fucking Around and Find Out”, liberamente traducibile con “fare sciocchezze e pagarne il prezzo”. Il principio è semplice: il genitore avverte il figlio, ma se il bambino non ascolta, sarà l’esperienza a insegnargli che cosa accade quando prende una decisione sbagliata. Novara contesta questa impostazione quando viene applicata ai bambini senza considerare la loro età e la capacità effettiva di prevedere ciò che può accadere: “Lo dico molto chiaramente: è un approccio senza alcuna base scientifica. Come ci ha spiegato Jean Piaget e hanno confermato le neuroscienze i bambini non hanno, almeno fino ai 10-11 anni, il senso delle conseguenze, se non sul piano strettamente pratico. Su base istintuale vogliono uscire in maglietta anche quando piove, ma lasciarli fare non gli insegnerà nulla. L’idea che i bambini debbano ragionare da soli non è il metodo Montessori, è il suo contrario. ”
Consentire a un figlio di sperimentare una conseguenza naturale può aiutarlo a conquistare autonomia, purché l’esperienza sia adeguata alla sua età e non metta a rischio la salute. Il punto è non lasciare il bambino solo davanti a decisioni che non possiede ancora gli strumenti per valutare. La riflessione si sposta così dal comportamento dei bambini alla responsabilità degli adulti:
“Il vero problema - afferma Novara - è che mamme e papà fanno fatica ad assumersi la responsabilità dell’educazione. Non ci si può mettere alla pari con i figli. Il ruolo genitoriale necessita impegno, dedizione, sacrificio. Non puoi fare tutte le sere l’happy hour, perché i bimbi non ce la fanno fisicamente.” Non mettersi alla pari con i figli non significa impedire loro di esprimersi o esercitare un’autorità rigida. Significa riconoscere che, durante l’infanzia, spetta all’adulto stabilire i limiti necessari a proteggere il bambino, soprattutto quando si parla di alimentazione, sicurezza e riposo. È proprio sul sonno che Novara concentra la parte più severa della sua riflessione:
“Ho visto in studio bambini di 4 anni che dormivano solo otto ore perché i genitori non erano in grado di organizzarsi e aspettavano che crollassero per metterli a dormire, come vorrebbero quelli del “Fafo”. Quei bambini, alla loro età, non imparano che se vanno a letto tardi il giorno dopo sono stanchi. L’unica conseguenza è che perdono almeno tre ore di sonno a notte con ripercussioni tragiche. A fronte di una generazione di genitori che decide di rinunciare al proprio ruolo educativo, anche perché non aiutati dalla società, continuamente pressati e colpevolizzati, i bambini ne fanno le spese.” Un bambino di quattro anni dovrebbe dormire indicativamente tra le dieci e le tredici ore nell’arco della giornata. Aspettare che “crolli” non gli insegna a riconoscere il proprio bisogno di riposo: è l’adulto che deve organizzare tempi e abitudini compatibili con la sua età. La riflessione di Novara non invita quindi a controllare ogni passo dei figli, ma a non confondere l’autonomia con il disimpegno. I bambini hanno bisogno di sperimentare e sbagliare, ma anche di adulti disposti ad assumersi la responsabilità di guidarli.
Per te, lettore che ci segui, quanto è difficile stabilire dei limiti senza impedire a un figlio di conquistare la propria autonomia? Ti è mai capitato di lasciare che imparasse dalle conseguenze di una sua scelta?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza nei commenti, anche in forma anonima. Condividere il tuo punto di vista può aiutare altri genitori a riflettere.
di Leandro Castagna




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Il grande pedagogista Giuseppe Lombardo Radice, in una nota delle sue Lezioni di Didattica, scrisse: Sacra è la spontaneità del fanciullo, ma il fanciullo stesso si attende che noi la governiamo.
Pregherei il Prof. Novara di rendere esplicita la massima citata. Grazie.
Elio Piazza, ex ispettore scolastico di Trapani
Le mie figlie sono ormai grandi e già parliamo di una nuova generazione. Certo che mi è capitato di assistere a varie conseguenze per non avermi ascoltata, ricordo di essermi corazzata per evitare di mortificarle affinché non si ripercuotesse sulla loro sensibilità provocando un trauma.