Lucangeli : “Il perdono è quella fragranza che la violetta lascia sul calcagno che l'ha schiacciata”. Il perdono che rende liberi
- La Redazione

- 13 ore fa
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Daniela Lucangeli ci spiega il perché sarebbe ora di parlare di un importante Stato della mente da raggiungere: il perdono...

"Il perdono è quella fragranza che la violetta lascia sul calcagno che l'ha schiacciata". Quante volte ci troviamo a riflettere, a distanza di tempo, su un gesto o un’azione che non siamo riusciti ad accettare e diciamo a noi stessi: “Forse dovrei perdonare”. Non è semplice praticare il perdono. Prima di arrivare ad esso, infatti, pensiamo alla nostra dignità, alla nostra rabbia, al potere che potremmo perdere, come se smettere di dare potere al torto ricevuto significasse sminuire il nostro valore e non, invece, liberarci dal peso di ciò che è accaduto.
Ma è fondamentale capire che il perdono è qualcosa che decidiamo di fare prima per noi stessi e poi per l’altro. Su questo argomento è intervenuta l’esperta di neurosviluppo Daniela Lucangeli, affermando: “Avvicinandoci a questo tempo, direi che sarebbe ora di parlare di uno Stato della mente che vorrei tanto raggiungere: il perdono. E come fare ad avvicinarci ad uno stato così speciale? E se ce n'è uno più curandero di questo, vi prego di avvertirmi”. Lucangeli parla di “curandero”, ovvero, il guaritore o sciamano della tradizione delle comunità ispaniche, che si occupa di curare corpo, mente e spirito. Ma non occorre andare così lontano per “guarirci” e l’immagine che l’esperta propone rappresenta in pieno il potere del perdono.
A tal proposito dichiara: “Beh io l'ho trovata una strada e l'ho trovata in uno scrittore umorista che nasce in Florida a metà del 1800 circa, lui è Mark Twain ad un certo punto mi dà l'immagine che vorrei dedicarci: “Il perdono, scrive, è quella fragranza che la violetta lascia sul calcagno che l'ha schiacciata”.
Da un lato quindi abbiamo un fiore delicato, dall’altro il calcagno che lo pesta proprio quando meno se lo aspetta, il profumo è il segno del perdono, la scia che si diffonde e si espande. Continua Lucangeli: “Questo stato è un dono, infatti, per-dono. Nel momento in cui noi perdoniamo, facciamo un dono per noi stessi e l'altro lasciamo andare ciò che ci ha messo in offesa, in mancanza e chissà quanti altri labirinti della psiche che si è ribellata”.
Infatti, lo stato prima del perdono ci fa vivere in una condizione di malessere, non ci consente di essere liberi fino in fondo, perché la nostra mente è piena di pensieri che non permettono di creare vie d’uscita. Invece, il perdono ci consente di fare proprio questo, di uscire dal vortice. Conclude l’esperta: “Allora il perdono ci deve assomigliare a quel profumo che la violetta lascia quando la calpestiamo. È con questa immagine che sono sicura che ciascuno di noi sarà in grado di sentirsi profumare tantissimo”.
A te lettore che ci segui: che valore ha per te il perdono? Hai qualche situazione irrisolta che ti genera malessere e non ti permette di perdonare liberamente ?
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di Natalia Sessa




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Bella riflessione! Il perdono è anche un atto di coraggio e di "intelligenza superiore".
Profondo, bellissimo.
Chi sa perdonare e' forte perche' ha capito che tutti, in un modo o nell'altro, hanno bisogno di essere perdonati. Se non dagli altri sicuramente da Dio.
Molto poetica la metafora però io aggiungerei che il profumo diventa inebriante quando chi ha arrecato danni ne ha sentito il profumo con il cuore, altrimenti svanisce nel nulla. È quest'ultima parte che fà male e brucia nell'anima dove solo il tempo allevia il dolore ma non fà di certo dimenticare. Grazie per il suo sostegno e profonda sensibilità empatica.
Il perdono è molto difficile da attuare ma io l'ho donato mille volte ,spero che l'universo mi renda bene per quanto ho sempre perdonato !
Il perdono è una grande medicina per l'anima. Molto bella la metafora della violetta e del profumo che emana una volta calpestata...