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Galimberti: "In amore il corpo lancia messaggi che nessuna fotografia riesce a trasmettere". L'illusione di trovare l'amore online

Dalle app fino al “colpo di fulmine”, Galimberti riflette su ciò che accade quando il corpo percepisce una persona ancor prima della razionalità...

L’attrazione non nasce da una lista di requisiti perfetti. Non bastano stessi hobby, letture simili o passioni in comune: quando incontriamo qualcuno, spesso è il corpo a capire prima della mente.

L’amore non sempre segue la logica, ma passa da uno sguardo improvviso, da una voce, da una presenza che nessuna fotografia riesce davvero a restituire. La vera scintilla scocca in un istante, saltando a piè pari i pensieri razionali.

Lo spiega con chiarezza Umberto Galimberti, noto filosofo e saggista, nel suo saggio “Il libro delle emozioni”: “Nell’esperienza dell’innamoramento, la capacità di giudicare istantaneamente la persona o la situazione non appartiene all’Io che calcola costi e benefici, ma al corpo che sente immediatamente qual è la strada più breve e più efficace per giungere a una scelta”. Per molti il famoso “colpo di fulmine” non è che una leggenda romantica. In realtà è la prova che il nostro corpo sa leggere chi abbiamo di fronte molto prima e molto meglio della nostra mente. E per far sì che questo miracolo avvenga, la logica deve fare un passo indietro.

Sottolinea infatti il filosofo: “Questo riconoscimento è un evento che riesce meglio quando si fa a meno delle parole, per la semplice ragione che non ha bisogno di spiegare perché accade, e soprattutto non tollera che tra l’amante e l’amato si frapponga qualche elemento intellettuale o razionale”.

Questo principio ci aiuta a capire il perché di un fenomeno diffusissimo: la costante delusione che quasi sempre accompagna il primo incontro dal vivo con una persona conosciuta su Internet. Sulle app di dating, noi ci innamoriamo di un’immagine fissa e idealizzata che ci costruiamo nella nostra testa. Ma quando ci sediamo al tavolino di un bar, l'incantesimo si rompe fragorosamente. Ci accorgiamo che la voce è sgradevole, la stretta di mano è sfuggente o il modo di camminare non ci piace. Infatti la verità si può apprendere solo dal vivo.

“Il corpo, infatti, lancia messaggi che nessuna fotografia riesce a trasmettere, perché il corpo inerte che la fotografia immobilizza non ha nessuna parentela con il corpo vivente quando è animato, sollecitato e impegnato dal mondo-ambiente in cui di volta in volta viene a trovarsi”. Il problema di fondo di queste piattaforme, infatti, non è la tecnologia in sé, ma il fatto che ci spingono a trattare i sentimenti umani esattamente come tratteremmo un paio di scarpe da comprare in un negozio online. Viviamo nell'epoca del consumo veloce e stiamo trasformando anche le relazioni in un mercato sterminato, dove se un partner non ci convince al cento per cento, basta scorrere il dito sullo schermo per trovarne un altro.

Galimberti lancia un monito durissimo su questa deriva: “L'amore romantico conosce l'unicità della persona amata, mentre l'amore virtuale si nutre dell'abbondanza e dell'intercambiabilità delle persone contattate, dove l'analogia con le merci che si consumano finisce con l'indurre a disabitare il mondo dei sentimenti”. Per capire fino a che punto abbiamo snaturato la ricerca dell’amore, basta guardare la primissima azione che compiamo quando ci iscriviamo a un sito di incontri: la creazione del nostro profilo. In quel momento smettiamo di essere noi stessi e diventiamo gli sponsor che cercano di vendere un prodotto.

Dobbiamo impacchettarci, etichettarci e venderci nel miglior modo possibile, sperando di attirare i "clienti" giusti. Non ci rendiamo conto di quanto tutto questo sia disumanizzante. Ci comportiamo come acquirenti che cercano un prodotto su Internet: si valutano le caratteristiche, e se ci piace lo compriamo, altrimenti passiamo oltre. Ma l'amore, quello vero, non segue mai un modello ideale o un piano prestabilito. Irrompe nella nostra vita senza chiedere il permesso, senza ragioni e senza perché. Volerlo ingabbiare in un algoritmo o in un profilo da compilare significa, in fondo, aver già rinunciato a viverlo.

E tu, lettore che ci segui, pensi che oggi sia ancora possibile innamorarsi davvero senza uno schermo di mezzo? Ti è mai capitato di sentire una connessione inspiegabile dal vivo, impossibile da percepire online?

Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima.


di Leandro Castagna

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