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Pellai: "Dopo un errore, saper riparare è ciò che ci rende umani"

Dal caso del bambino fatto scendere dall’autobus alla scelta del dialogo: quando il perdono cambia il senso di una storia...

“Un evento che ha fatto notizia per la sua negatività, oggi ci fa riflettere per l’esatto contrario. Ovvero che le persone, dopo aver fatto un errore, sanno ripararlo. Che il perdono fa stare meglio del rancore”.

Ci riferiamo all’episodio che ha visto coinvolti un bambino di 10 anni e un autista di autobus, avvenuto a San Vito di Cadore: all’uscita di scuola, il bambino è stato fatto scendere dal mezzo perché sprovvisto del biglietto, ed è rientrato a casa a piedi. Era una giornata fredda e nevicava intensamente. Il bambino ha percorso diversi chilometri al gelo prima di arrivare a destinazione.

Tutti i genitori nei panni della madre e del padre del bambino non avrebbero reagito bene, eppure, questa famiglia è andata “oltre” all’errore dell’autista, incontrando l’uomo, confrontandosi e accettando le sue scuse.

Continua Pellai: “ Gli esseri umani sanno fare squadra e non solo branco. Sono dotati di empatia. Hanno a disposizione il linguaggio che permette di spiegare ciò che proviamo, ciò che facciamo, perché a volte agiamo in modo diverso da come vorremmo o dovremmo. Credo che la bellezza di questa storia stia nel fatto che ciò che poteva trasformarsi in un evento da gogna mediatica è invece diventato un’occasione per mostrare come la vita reale ci permette di “funzionare” molto meglio rispetto a ciò che accada nella vita virtuale”.

Una storia che fa scalpore per la sua positività, perché non siamo più abituati a gesti buoni, capaci di accogliere e comprendere. In queste occasioni, dichiara l’esperto: “Ognuno si trasforma in giudice, si scaglia contro i colpevoli, commenta non sapendo quasi nulla di ciò che i protagonisti di una vicenda provano, vivono e sentono emotivamente. La patologia del “leone da tastiera” è oggi frequentissima e ci ha disabituati alla buona educazione, all’empatia, al rispetto. Ha eroso quell’umanità che ha reso possibile, in molte situazioni complesse, trovare la capacità di affrontarle ricomponendo i pezzi di un puzzle impazzito, senza clamori. Semplicemente parlandosi, guardandosi negli occhi, chiedendosi scusa”.

Il lieto fine c’è ma spesso non lo vediamo, non siamo più capaci di cogliere il vero senso dell’essere uomini, nascosti dietro alle tastiere ci sentiamo invincibili e questo non fa che accrescere la negatività nella quale abitiamo. Invece, lo sguardo, il contatto sarebbero capaci di riportarci nella nostra dimensione, quella in cui il cuore e l’anima sanno stare e sono capaci di: “mostrare al mondo che “fare pace” è questione di desiderio e di volontà, non di potenza e prepotenza” conclude Pellai.

Per te, lettore che ci segui, hai mai sbagliato e poi trovato il coraggio di riparare?Oppure qualcuno lo ha fatto con te, cambiando tutto?

Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza nei commenti, anche in forma anonima.


di NATALIA SESSA

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