Crepet: “L’amore è darsi fastidio prima e mancarsi dopo”. Il racconto di una verità che fa male
- La Redazione

- 4 feb
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 5 feb
Che cos’è davvero l’amore? Non la perfezione, ma il conflitto, la distanza e la mancanza. Nel racconto personale di Paolo Crepet la verità più scomoda sui legami che restano...

Cerchiamo una spiegazione plateale dell’amore, una spiegazione che impressioni, che lasci senza parole, quando in realtà la definizione più fedele andrebbe ricercata nella semplicità, in gesti concreti e in emozioni, anche a volte negative, che si fanno sentire.
L’amore, quello vero, da quanto emerge da un racconto personale di Crepet, psichiatra e sociologo, vive nella mancanza, soprattutto, nella mancanza delle cose che difficilmente sopportiamo dell’altro. Le parole dell’esperto parlano di un rapporto burrascoso tra padre e figlio, da un lato un giovane mosso da desideri e passione che girovaga in cerca della propria strada nel mondo e dall’altro un adulto, appagato e stanco che, come la maggior parte dei genitori, è in cerca di compagnia del figlio. A tal proposito dichiara Crepet: “ Mio padre era vecchio e solo, e io arrivavo da qualsiasi parte del mondo senza telefonare. Andavo là, suonavo il campanello, verso le 19:30, tanto sapevo che era in casa e andavo su. Poi una sera mi disse: “ti volevo dire una cosa, anzi forse due, volevo dirti che questa cosa che tu fai da tanto tempo, che suoni alle 19:30, vieni su e vuoi anche mangiare mi rompe le palle”.
Come spesso accade, anche in questo caso è il figlio che lascia il nido per partire, per mettersi in cerca di una strada propria, per poi tornare e i genitori in questa fase sono sempre in bilico tra lasciare andare definitivamente oppure trattenere ancora un po’.
Questo andirivieni a volte può essere fastidioso, spiacevole perché segna, in realtà, l'inizio di un cambiamento importante, l’inizio di una mancanza
con la quale i genitori combatteranno per tutto il resto della loro vita. Infatti, continua Crepet: “ La seconda è che domani mattina, quando andrò in cucina a farmi un caffè, vedo quella porta mezza aperta e capisco che tu sei partito alle sei e non so dove neppure dove sei andato. Beh, volevo dirti che mi manchi”.
In quelle parole dure c’è ancora distanza, fastidio, difesa. Nel “mi manchi”, invece, tutto si scopre. Resta solo il legame. In conclusione, afferma Crepet: “Questo è l'amore: rompere le palle prima e mancarsi dopo, funziona così”. L’esperto racconta di un rapporto conflittuale tra padre e figlio, ma questo concetto sull’amore può essere applicato in ogni in ogni rapporto, anche in quello di coppia. Come spesso accade, in una relazione amorosa, si litiga, si discute, ma il bello sta nel ritrovo, nel “dopo”, quando nonostante le divergenze, caratteriali, di pensiero, si sceglie sempre la stessa persona, si sceglie di restare, si sceglie un punto d’incontro che in realtà è più simile ad un punto di partenza che si reitera e si rinnova ogni volta.
Per te, lettore che ci segui, qual è il vero significato della parola amore? Ti rispecchi nelle parole dell'esperto? Ti è mai capitato di provare fastidio ma allo stesso modo non poter fare a meno di quella persona?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza nei commenti, anche in forma anonima.
di NATALIA SESSA



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Certo, è proprio così. L'ho vissuto da figlia e ora da madre
L’amore non chiede ricompensa, né riconoscenza. Ma spesso presenza: anche senza parole, basta un sorriso o un abbraccio per ricominciare, e dimenticare la rabbia.
Condivido il pensiero dello psichiatra anche se per una situazione diversa.
Mi manca mia figlia ormai da molti anni.
Lei si fa sentire per brevi periodi, durante i quali non so mai come comportarmi per non contrariarla, e poi il nulla per un tempo infinito!
In famiglia mi sentivo una esclusa. Ma sono stata io ad assistere tutti fino alla fine. L'ho fatto volentieri perché
, nonostante tutto, ho continuato sempre ad amarli.