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Addio a Maria Rita Parsi, una vita spesa dalla parte dei bambini: ricerca, impegno civile e diritti dell’infanzia

Non una semplice carriera, ma una scelta radicale: mettere l’infanzia al centro, tra ricerca, impegno civile e responsabilità adulta...

Si è spenta a 78 anni Maria Rita Parsi, psicologa e psicoterapeuta romana che ha dedicato l’intera vita professionale e umana alla tutela dell’infanzia e dell’adolescenza. Nata a Roma il 5 agosto 1947, Parsi è stata una figura di riferimento nel panorama psicologico italiano e internazionale, capace di coniugare clinica, ricerca, divulgazione e impegno istituzionale in un percorso coerente e riconoscibile.

La sua visione partiva da un presupposto chiaro: i bambini non sono “adulti incompiuti”, ma persone con diritti, bisogni e una voce che deve essere ascoltata. Da questa convinzione sono nati metodi, istituzioni, battaglie civili e una produzione culturale vastissima.

La psicoanimazione e un approccio umanistico alla crescita

Tra i contributi più originali lasciati da Maria Rita Parsi vi è l’elaborazione della psicoanimazione, una metodologia applicata in ambito psicologico, pedagogico e terapeutico, pensata per favorire l’espressione emotiva, la consapevolezza e lo sviluppo del potenziale umano. Un approccio che ha trovato casa nella Scuola Italiana di Psicoanimazione (SIPA), da lei fondata, diventata nel tempo un punto di riferimento per professionisti dell’educazione e della cura.

Qui la teoria si è sempre tradotta in pratica: strumenti concreti, linguaggi accessibili, attenzione alla persona nella sua interezza.

Dalla televisione alla divulgazione: portare la psicologia tra le persone

Maria Rita Parsi ha saputo parlare a pubblici diversi, portando i temi della psicologia e dei diritti dei minori anche fuori dai contesti specialistici. Negli anni Ottanta collaborò come sceneggiatrice alla serie televisiva Professione vacanze e partecipò a numerosi programmi televisivi come esperta, arrivando anche a condurre format dedicati ai più giovani, come Junior Tv.

Parallelamente, la scrittura è stata uno dei suoi strumenti privilegiati di sensibilizzazione: ha collaborato con importanti testate nazionali e periodici, diventando giornalista pubblicista nel 1995, e ha fatto della divulgazione un ponte tra sapere scientifico e società.

La Fondazione Movimento Bambino e la lotta contro abusi e maltrattamenti

Nel 1992 fondò l’Associazione “Movimento per, con e dei bambini”, poi divenuta Fondazione Movimento Bambino Onlus. Attraverso questa realtà, Maria Rita Parsi ha promosso una vera e propria Cultura dell’Infanzia e dell’Adolescenza, impegnandosi nella prevenzione e nel contrasto di abusi, violenze e maltrattamenti, ma anche nella tutela giuridica e sociale dei minori.

Il suo lavoro è stato sempre orientato all’ascolto: comprendere i bisogni dei più piccoli e trasformarli in azioni, servizi e politiche concrete.

L’impegno istituzionale e il ruolo nelle sedi internazionali

Accanto all’attività clinica e culturale, Parsi ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali: consulente del Tribunale Civile di Roma, componente di organismi nazionali contro l’abuso sessuale dei minori, membro dell’Osservatorio per l’Infanzia e l’Adolescenza e consulente parlamentare.



Nel 2012 è stata eletta al Comitato ONU per i Diritti del Fanciullo, organismo chiamato a vigilare sull’applicazione della Convenzione internazionale sui diritti dei minori. Un riconoscimento che ha portato la sua esperienza italiana in una dimensione globale.

Negli ultimi anni ha continuato a lavorare anche su progetti europei come la Child Guarantee, contro la povertà e l’esclusione sociale dei minori.

Libri, premi e un’eredità culturale duratura

Autrice di oltre cento pubblicazioni, Maria Rita Parsi ha attraversato generi e linguaggi diversi, dalla saggistica psicologica alla narrativa, affrontando temi come l’abuso, l’adolescenza, il potere distruttivo e la responsabilità educativa. I suoi libri hanno contribuito a formare generazioni di educatori, genitori e professionisti.

Numerosi i riconoscimenti ricevuti nel corso della carriera, tra cui il titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica, il Premio Paolo Borsellino, il Premio Hemingway e altri premi dedicati all’impegno civile e culturale.

Con la sua scomparsa, l’Italia perde una voce autorevole e scomoda, che ha scelto di stare dalla parte dei più fragili, senza retorica ma con competenza, passione e coerenza.

SCORRENDO IN BASSO ALCUNI DEGLI ARTICOLI SU INTERVENTI DI MARIA RITA PARSI...

di VALENTINA TROPEA

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