Lucangeli: "L'intelligenza parte dal cuore, non dal cervello. Perché i gesti semplici nutrono davvero la mente"
- La Redazione

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Daniela Lucangeli spiega perché il gioco è una funzione biologica essenziale: emozioni, sistema limbico e sviluppo dell’intelligenza sono legati più di quanto immaginiamo...

“Giocare sta all'intelligenza come l'acqua sta alla sete è una frase che dice tutto, perché giocare sta alla neuromodulazione dell'intelligenza, come l'acqua sta allo spegnimento di un bisogno indispensabile”, è nelle azioni più semplici che si nascondono spesso gli insegnamenti più utili e profondi, un gesto scontato come potrebbe essere quello di calciare un pallone, oppure accudire una bambola in realtà sono le basi della crescita e dell’intelligenza, e questo è ben evidente in un recente intervento dell’esperta di neurosviluppo Daniela Lucangeli, che continua affermando:
“Quindi se noi vogliamo nutrire l'intelligenza dobbiamo fare i conti sul senso per cui nella nostra filogenesi, nella nostra storia di specie, il giocare è stata una funzione di sviluppo, che ha milioni di anni di resilienza”, infatti, persino nei popoli più antichi sono sempre state trovate tracce riconducibili al gioco, è sempre stato parte fondamentale della vita degli uomini: “Quindi vuol dire che qualcosa da insegnarci c'è” afferma l’esperta.
La storia, in questo caso, cammina parallelamente con la scienza ed entrambe ci hanno condotto alla conoscenza dell’asse “cervello-cuore”, a tal proposito Lucangeli afferma: “L'asse, cervello-cuore è un asse fondamentale, nella nostra struttura di organismi viventi noi non abbiamo un cervello, noi siamo un cervello e alcune componenti della nostra intelligenza sono regolate da quello che è il processo senziente. Il processo senziente si chiama anche sistema limbico, cioè sistema emozionale, affettivo, di riconoscimento di ciò che sentiamo”.
Dunque, noi siamo prima di tutto ciò che sentiamo, i nostri organi non sono parti che ci compongono, ma sono dei trasmettitori delle nostre emozioni, non a caso, quando riceviamo un gesto affettuoso come una carezza, un abbraccio, un bacio avvertiamo subito una sensazione di calore e di benessere immediato, stessa cosa vale quando riceviamo un rimprovero oppure un’offesa, sentiamo che un’emozione negativa risuona in noi. Il cuore avverte tutto e trasmette al cervello, infatti afferma Lucangeli: “una funzione fondamentale di questo meccanismo non è nel cervello come organo e neppure nel sistema nervoso periferico, bensì nell'organizzazione del battito cardiaco. È il battito cardiaco, con la sua pulsazione che cambia ritmo non appena noi sentiamo paura, gioia, allegria, sollievo, conforto, solitudine, il ritmo del cuore è un processo strettamente correlato alle funzioni del cervello limbico”.
Questo processo appena descritto vale anche quando un bambino gioca. Nel momento in cui sta giocando sta trasmettendo emozioni, capacità, competenze, sta contribuendo a formare un adulto con alte capacità intellettive ed emotive: “Quando noi affrontiamo il tema del giocare, dobbiamo affrontarlo sapendo che nell'asse cervello-cuore il sentire diventa fondamentale per comprendere la complessità dell'intelligenza umana” conclude Lucangeli.
In diversi interventi l’esperta ha sottolineato come la vita frenetica che conduciamo ci allontana dal nostro sistema senziente, dal nostro sentire, e questo è causa di umore basso, fatica e smarrimento. Allora, se il gioco è il principale strumento che un bambino ha a disposizione per essere più vicino alla sua parte emotiva, perché non sperimentarlo anche da adulti ? Perché non ritagliarci uno spazio di tempo, ad esempio, insieme ai nostri figli, dove possiamo diventare, non solo abili giocatori, ma anche abili individui capaci di emozionarci e di trasmettere emozioni.
Per te, lettore che ci segui, quando ti sei accorto di aver allontanato da te la parte bambina, quella ancora capace di giocare, emozionarsi e sentire davvero?
Pensi che, a piccoli passi, tu possa trovare uno spazio dedicato alle tue emozioni, attraverso il gioco, ma anche un hobby o una passione che tieni nascosta da troppo tempo?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza nei commenti, anche in forma anonima.
di NATALIA SESSA






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