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Schettini: “Panni stesi in casa sempre umidi e con cattivi odori?”. Il metodo efficace d’inverno per avere vestiti asciutti e profumati, è una questione di fisica

Siamo in pieno inverno e i panni stesi in casa restano spesso umidi e sviluppano cattivi odori. Il professor Vincenzo Schettini spiega perché accade e quale metodo adottare per...

Siamo nel pieno dell’inverno e, in molte zone d’Italia, soprattutto al Nord, le temperature scendono spesso sotto lo zero. Pioggia, nebbia e giornate senza sole rendono impossibile stendere il bucato all’aperto, costringendo milioni di famiglie a trovare soluzioni alternative.

Stendere i panni in casa, in questo periodo, diventa quasi una necessità quotidiana. Ma proprio qui iniziano i problemi: capi che restano umidi per ore, asciugature lente, odori sgradevoli e, in alcuni casi, la comparsa di muffe su muri e finestre. Una situazione comune, che molti affrontano senza sapere che dietro c’è una spiegazione scientifica precisa.

È su questo punto che interviene il professore di Fisica Vincenzo Schettini, che chiarisce cosa accade realmente quando asciughiamo il bucato in ambienti chiusi durante i mesi più freddi.

Ma partiamo dal principio, analizzando la questione più dettagliatamente. "Quando si stendono panni ancora umidi, l’acqua intrappolata nelle fibre comincia lentamente a evaporare, rilasciando nell’aria una quantità sorprendente di vapore.

Questo semplice gesto domestico trasforma l’ambiente in una piccola camera di umidità, con un aumento percepibile della condensa su vetri e pareti.

Con il passare delle ore, l’eccesso di umidità diventa terreno fertile per la formazione di muffe e funghi microscopici. Questi organismi trovano nelle superfici fredde e poco ventilate il luogo ideale per svilupparsi, lasciando talvolta macchie scure e un odore caratteristico. L’aria più carica di particelle biologiche può avere effetti anche sull’organismo.

Le spore delle muffe, ad esempio, sono tra i principali allergeni domestici e possono causare irritazioni delle vie respiratorie, starnuti o fastidi a chi soffre di asma e allergie.

Nel lungo periodo, l’umidità costante non danneggia solo la qualità dell’aria, ma può indebolire materiali e rivestimenti. Intonaci che si sfaldano, pitture che si screpolano e tessuti che perdono freschezza sono segnali visibili di un microclima alterato che nasce, silenziosamente, da panni che asciugano troppo a lungo". La spiegazione del professore aiuta a comprendere perché, soprattutto in inverno, i panni stesi in casa tendano a rimanere umidi più a lungo e a sviluppare cattivi odori. Il problema non è il bucato in sé, ma il microclima che si crea negli ambienti chiusi quando l’umidità non riesce a disperdersi.

Il problema dunque è proprio l'umidità?

"Capita spesso che, dopo aver steso i panni, alcuni restino ancora umidi. È una situazione comune, che può sorprendere soprattutto quando si pensa di aver fatto tutto nel modo giusto. Gli indumenti bagnati, infatti, per asciugarsi hanno bisogno di assorbire energia termica, necessaria a rompere i legami dell’acqua presente nelle fibre e trasformarla in vapore acqueo.

Questa energia arriva dall’aria calda che li circonda o dalla luce del sole. Proprio per questo, anche in casa si può ottenere una buona asciugatura se la stanza è calda ma non eccessivamente umida. Un ambiente saturo di goccioline d’acqua, infatti, rallenta l’evaporazione dell’umidità intrappolata nel tessuto, rendendo il processo più lento e meno efficace". Il punto centrale, dunque, è l’equilibrio tra temperatura e umidità. In inverno le case sono più chiuse, l’aria circola meno e l’umidità tende ad accumularsi. Ecco perché, anche quando sembra di aver fatto tutto correttamente, il bucato può impiegare molto più tempo ad asciugarsi.

Ecco la soluzione al problema.

"Se i panni vengono stesi all’aperto, è importante prestare attenzione ai cambiamenti della giornata. Con il calare della sera l’umidità tende a salire, e questo può far riassorbire acqua ai tessuti. In questi casi è utile uno stendino mobile: basta rientrare i capi in casa per continuare l’asciugatura senza interruzioni.

Allo stesso modo, un punto ben ventilato o una zona della casa con corrente d’aria rappresentano un vantaggio, perché il vento aiuta a spostare le molecole d’acqua che evaporano, accelerando il processo.

C’è infine un accorgimento che riduce i tempi. Se il bucato viene lavato a mano, la quantità di acqua trattenuta nei tessuti è maggiore. Fare comunque una centrifuga veloce in lavatrice prima di stendere consente di eliminare più liquidi possibili e di abbreviare sensibilmente l’asciugatura". Piccoli accorgimenti, quindi, possono fare una grande differenza, soprattutto nei mesi più freddi. Prestare attenzione alla ventilazione degli ambienti, alla disposizione dei capi e alla quantità di acqua residua nel bucato permette non solo di asciugare meglio i vestiti, ma anche di preservare la qualità dell’aria in casa.

Un’attenzione in più che, durante l’inverno, può evitare cattivi odori, umidità persistente e problemi ben più fastidiosi.



di VALENTINA TROPEA

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