Crepet: "Abbiamo smesso di incantare i bambini. Il rischio è vivere una vita senza avventura e leggerezza "
- La Redazione

- 1 ora fa
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Quando smettiamo di incantare i bambini, smettiamo di insegnare che la vita può essere un’avventura...

“Il progresso ci ha portati a essere egocentrici, non è una tragedia in realtà, cioè non c'è niente di male se un tempo le mamme non si potevano permettere il completo giusto e adesso è giusto, invece, che se lo mettano. Il problema non è tanto questa sorta di esibizionismo di sé…”, queste sono le parole di Paolo Crepet, psichiatra e sociologo, che analizza ancora una volta gli scorci di questa società contemporanea.
L’esperto nel suo intervento pone l’attenzione sui bambini e su cosa, secondo lui, mancherebbe al giorno d’oggi. Spesso il progresso in questo contesto è visto come un nemico, un avversario da combattere, ma secondo Crepet il vero problema non è l’ evoluzione, ma l’aver smesso di fare quelle piccole cose che per un bambino rappresentano una parte importante della sua crescita. Un bambino ha bisogno di meravigliarsi, di vivere questi anni che lo tengono separato dalla dimensione di realtà in maniera leggera, quasi sospesa, infatti, afferma l’esperto: “Il problema è smettere di incantare. Cioè i bambini nascono per essere incantati. Una fiaba, un gesto, una passeggiata nel bosco, sono le cose che ci hanno fatto capire ancor prima del linguaggio, in qualche modo, che la vita era un'avventura, che la vita dovevi viverla”.
Questa parte di vita “incantata” che abbiamo avuto modo di vivere da bambini, è d'altronde la parte che ci salva anche da adulti. Quella parte di noi che ci fa credere che anche nel caos, nel trambusto quotidiano possiamo comunque trovare un appiglio positivo.
Ma se questo mondo quasi surreale, non lo conosciamo da bambini, sarà impossibile conoscerlo da grandi e così facendo andiamo incontro ad una vita piatta, dove ogni giorno è uguale all’altro, dove sopravviviamo in maniera faticosa senza vivere davvero. Passare del tempo con i propri figli lontano da fonti di distrazione per Crepet sarebbe già un primo passo importante per i bambini di questa moderna generazione. Riscoprire quindi giochi da tavolo, i puzzle, oppure cucinare un piatto insieme, un’attività che richiede un tempo lento, un tempo al quale non siamo più abituati perché, conclude ironicamente l’esperto: “il nostro tempo è concitato, dobbiamo fare, siamo multitasking, non ci hanno detto di dover essere così? Quindi facciamo 50 cose contemporaneamente, mentre ovviamente quando giochi devi essere concentrato per forza, perché altrimenti il nonno non si batte”.
di NATALIA SESSA






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