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Lucangeli: “Al bambino bisogna dire ‘bravo’, stabilire con lui un rapporto di fiducia. L’insegnante deve essere alleato del bambino contro l’errore e non alleato dell’errore per giudicare il bambino”

“Il presupposto è che ogni bambino abbia un proprio potenziale di sviluppo, che educatori e insegnanti devono riuscire a cogliere. Il docente non è «colui che sa», non ha una posizione predominante rispetto all’alunno…”

“Gli innamorati si guardano negli occhi, gli amici si capiscono con gli occhi, genitori e figli si connettono guardandosi…ma quanto è importante questa connessione per noi essere umani? Semplice: è fondamentale. Pensiamo a quante volte ci basta guardare qualcuno in profondo silenzio, anche per tanto tempo, senza sentire la necessità di aggiungere altro con le parole…in fondo, ci stiamo già dicendo tutto con il contatto visivo”, in tal modo Daniela Lucangeli, stimata scienziata e docente di Psicologia dello sviluppo all'Università di Padova, inizia la sua ragguardevole disamina avente ad oggetto il fondamentale ruolo svolto da insegnanti e genitori nel processo di crescita dei più piccoli.

Occorre, pertanto, imparare a connettersi adeguatamente e congruamente specialmente con i bambini, senza mai dimenticare che “le emozioni accompagnano ogni forma di apprendimento” e che ai più piccoli spesso necessita un dolce sorriso per apprendere meglio ed uno sguardo attento per sentirsi considerati.

“Il presupposto è che ogni bambino abbia un proprio potenziale di sviluppo, che educatori e insegnanti devono riuscire a cogliere. Il docente non è «colui che sa», non ha una posizione predominante rispetto all’alunno. Noi riempiano i bambini di informazioni, informazioni, informazioni: in questo modo li costringiamo a diventare ripetitori, non strutture intelligenti.

Mentre loro devono trasformare le nostre informazioni nel proprio talento…”, queste le significative parole utilizzate dalla docente di Psicologia dello sviluppo attraverso le quali si evidenzia l’importante funzione svolta dall’insegnante che, aiutando il bambino nel suo percorso di crescita, cambia il suo potenziale di sviluppo.

Dunque, per far sì che ogni alunno ottenga il meglio dal suo potenziale e per sostenerlo nella crescita sarà necessario prediligere un metodo di insegnamento che tenga conto delle emozioni, nonché della propria capacità di riconoscerle e di comunicarle.

“Se non c’è connessione diretta con gli alunni, le parole si trasformano in foglie autunnali prive di vita e spazzate via dal vento. Quasi sempre è sufficiente affinare lo sguardo per capire il tipo di emozione che sta provando lo studente che vi sta di fronte: magari potreste sbagliarvi sulle cause che la generano, ma difficilmente vi sbaglierete sulla sua natura”, così come spiegatoci molto accuratamente dalla stimata scienziata.

Pertanto per aiutare i bambini a dare il meglio di sé, facendo rifiorire il loro talento, sarà necessario neutralizzare emozioni negative, come la paura ed il senso di colpa, che bloccano l’apprendimento, rendendolo spesso molto più faticoso e doloroso.

Ricordiamo, infatti, che paura, senso di colpa, ansia incidono fortemente sul potenziale di apprendimento, ostacolando o compromettendo la capacità di apprendere e col tempo facendo dimenticare ciò che impariamo perché la mente tende a fuggire dai ricordi dolorosi.


Dunque, “bisogna riconoscere ai bambini il diritto di sbagliare, motivarli e stimolare in loro emozioni positive. Il diritto all’errore, come processo di modifica e di miglioramento continuo, cambia il livello di consapevolezza. Al bambino bisogna dire «bravo», stabilire con lui un rapporto di fiducia. Vista l’importanza delle emozioni nell’apprendimento, sviluppo cognitivo ed emotivo sono due percorsi che non possono non andare insieme. L’insegnante deve essere alleato del bambino contro l’errore, e non alleato dell’errore per giudicare il bambino”, attraverso tali profonde considerazioni Daniela Lucangeli culmina la sua disamina.

E tu, lettore che ci segui, pensi che debba essere riconosciuto ad ogni bambino il diritto di sbagliare così da neutralizzare emozioni negative come la paura ed il senso di colpa che spesso bloccano o rendono molto faticoso l’apprendimento? Hai mai incontrato nella vita un insegnante che abbia creduto in te, motivandoti e spronandoti al miglioramento, senza giudicarti ma aiutandoti a superare ogni limite?

Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo verso il cambiamento.


di VALENTINA TROPEA

2 commenti


Ospite
un'ora fa

Mi sforzavo come genitore di dare un senso positivo anche all'errore, un errore da analizzare da imparare a superare...ma gli insegnanti non riprendono, non ripetono, vanno avanti con il programma e rimane il buco della conoscenza .

Poi quello che rimaneva nella mente di mio figlio era: posso fare meglio ma ho preso 4

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Emanuela Giustra
un'ora fa

Percorrendo la via della vita, ho sempre incontrato persone/docenti che mi hanno valorizzato, facendo nascere in me l' interesse verso nuovi stimoli.

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