Novara: "I genitori coraggiosi lasciano che i figli siano vivaci, si concedono il tempo di comprendere il bambino che hanno davanti"
- La Redazione

- 10 mar
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 12 mar
"Un bambino ha bisogno di uno spazio nel quale potersi esprimere liberamente, di correre, di giocare, di colorare, attività che imprescindibilmente prevedono imperfezioni..."

In una società che corre, che ha sempre fretta e che sembra misurare tutto in termini di produttività ed efficienza, c’è ancora spazio per far sognare i bambini? Questo è un tema discusso spesso dall’esperto di pedagogia Daniele Novara che in un suo recente intervento ha affermato: “I bambini e le bambine sono usciti dall'immaginario. Oggi assistiamo alla scomparsa dell'infanzia. Come nei ristoranti in cui non sono ammessi. I bambini sono stati devitalizzati, tanto che la vivacità viene vista come disturbo e non come una caratteristica infantile. Ma i bambini hanno il pensiero magico, animistico. Possono parlare con un giocattolo, avere comportamenti bizzarri, urlare, correre in casa senza un motivo”.
Con queste parole l’esperto denuncia come la società stia progressivamente restringendo lo spazio dell’infanzia, trattando le “stranezze” dei bambini non come tappe fondamentali della crescita ma come comportamenti da correggere. Un bambino ha bisogno di uno spazio nel quale potersi esprimere liberamente, di correre, di giocare, di colorare, attività che imprescindibilmente prevedono imperfezioni, sbavature, ed errori. Anche perché senza questi non esiste neanche la possibilità di correggersi, di migliorarsi e di imparare. Continua l’esperto: “Molti genitori di oggi vogliono che stiano "al loro posto" e allora ricorrono alla psichiatria, considerando l'infanzia come una malattia. Questo accade quando il genitore non riconosce nel bambino un “altrove” che richiede ascolto, attenzione e rispetto”.
L’essere troppo vivaci, troppo ribelli, troppo estroversi è considerato un problema dai genitori e dalla società stessa. Senza considerare il fatto che questi tratti caratteriali nascondono spesso menti uniche, dotate di spiccata creatività, carisma ed entusiasmo.
L’esperto non si riferisce a tutti quei casi nei quali l’intervento psichiatrico è necessario e, a volte, purtroppo l’unica strada. Ma consiglia ai genitori semplicemente il tempo di comprendere il bambino che hanno davanti, di comprendere la personalità del bambino e il suo mondo interiore, dichiara Novara: “Se si parte dall'idea che i bambini non debbano dare fastidio, che è invece ciò che fanno per antonomasia, si finisce con il vederli arrestati”. Dunque, se si privano i bambini di ciò che per natura sono, si impedisce loro di crescere, di sperimentare, di progettare, di sognare. Conclude l’esperto: “I bambini e le bambine devono tornare nei pensieri e nei progetti comuni: la politica deve considerarli parte indispensabile del nostro futuro”.
Per te, lettore che ci segui, ti è mai capitato di pensare che oggi ai bambini venga chiesto troppo presto di comportarsi come piccoli adulti? Che la vivacità, la curiosità e la fantasia vengano spesso viste come un problema invece di una risorsa?
Secondo te stiamo davvero lasciando ai bambini lo spazio di cui hanno bisogno per crescere, sbagliare, immaginare e sognare?
Scrivicelo nei commenti. Il tuo punto di vista può aiutare altri lettori a riflettere su un tema che riguarda tutti noi e il futuro delle nuove generazioni.
di NATALIA SESSA



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Sono una insegnante in pensione e nonna di una bimba di 6 anni che frequenta la classe prima. È molto attenta al lavoro scolastico, ma non sempre riesce a stare al passo con le attività moltecipli proposte durante il tempo pieno. Ciò le provoca ansia...purtroppo gli insegnanti proseguono nel propinare contenuti senza avere la possibilità di rispettare tempi e ritmi di apprendimento di ogni discente. Perché questa corsa forsennata a completare il programma????
Gli adulti ormai automi programmati ad essere consumatori e conseguentemente a lavorare di più per avere più soldi per possedere ciò che neanche serve.
I bambini lasciati soli ma allo stesso controllati e ingabbiati.....
Il grande tesoro che ciascuno di loro è viene soppresso cercando di uniformarli ad un modello che non rispetta la loro essenza , tanta tristezza che genera in me tanta voglia di bellezza alla ricerca di quei tesori che solo nell' anima di un bimbo alberga🤗
Ma forse dovremmo ridefinire il termine "adulto" prima di cominciare a parlare? L' adulto, in questo momento storico, è saggio, morigerato, equilibrato, maturo,.non sognatore? Educato? Dire "piccolo adulto" non indica qualcosa di troppo chiaro secondo me. Spazio al gioco e alla sperimentazione senz'altro ma senza negare la possibilità della vita in tutti gli altri casi in cui ciò non si realizzi. La storia umana è pur sempre storia di errori, false interpretazioni eppure ciò ha arricchito enormemente il nostro patrimonio adattivo.
Buongiorno,
complimenti per la narrazione sui "giovanissimi" contenuta nell'articolo..
Non è semplice riuscire a mettere in pratica tanta bella teoria, a volte ci si riesce e in altre meno.. l'importante che crescano in modo salutare, con una visione di futuro (sognare) e supportati da famiglia, istruzione e comunità.. ma ripeto, non è facile mettere in equilibrio i diversi tasselli.. spesso non dipende né dai bambini né dagli adulti..
Sono d'accordo i bambini devono sperimentare ed esplorare, essere creativi spigliati e vivaci. Occorre che anche gli insegnanti debbano riconoscere nuovamente questi lati caratteriali dei bambini. I bambini devono giocare, devono essere bambini non piccoli robot come li vuole questa società.