Recalcati: "Con un figlio non sei più padrone in casa tua". La vita di coppia cambia per sempre tra amore, responsabilità e sacrificio
- La Redazione

- 1 ora fa
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Un figlio rompe gli equilibri e apre a una nuova responsabilità: per Recalcati la famiglia è il luogo dove si smette di essere “uno” e si impara a diventare “molti”...

“La famiglia non è solo il luogo di un disciplinamento comportamentale della vita, non è solo il luogo del rinato narcisismo dei genitori, non è solo un teatrino di conflitti e rivendicazioni. È anche il luogo dove il Due fa esperienza della bellezza vitale del multiplo, del collettivo, del “più di Uno”. È l’entusiasmo che a volte può caratterizzare la vita familiare: l’amore di Due che ha generato una nuova molteplicità”.
È con queste parole che Massimo Recalcati, psicoanalista e autore di numerosi testi, descrive il suo concetto di famiglia. Per Recalcati, la famiglia non è solo il luogo delle regole o dei conflitti, ma uno spazio in cui nasce qualcosa di più grande: amore, libertà e generosità infinita. Il figlio diventa così l’estensione della coppia, un’esperienza potente e irreversibile.
Infatti, afferma Recalcati: “Il figlio frantuma senza ritorno – come ha scritto Lévinas – la compattezza chiusa dell’Uno, costringe alla pluralità, all’impatto con il “più di Uno” in modo assai più convincente di qualunque teorizzazione filosofica. In questo senso il figlio è un nome radicale dell’inconscio: non sono più padrone in casa mia. La sua vita mi impone una responsabilità illimitata, senza termine, inesauribile. Impone al Due un altro tempo, un altro mondo, un’altra vita”.
Nella vita dei due arriva in maniera prorompente un’altra vita, che cambia radicalmente tutto ciò che c’è stato prima. L’arrivo di un figlio, inoltre, impone un ruolo nuovo che si impara man mano. Cresce un bambino e parallelamente cresce anche un genitore che, proprio come il figlio, impara, inciampa, rimedia e cerca sempre di migliorare. L’aspettativa generale, infatti, ordina che un genitore, proprio perché tale, non debba mai sbagliare, ma non è così, anzi. Il genitore che commette errori ma sa come rimediare, insegna ai propri figli l’arte del perdono. Perché nessuno di noi, genitori compresi, è immune agli sbagli. Continua l’esperto: “In questo senso la nascita di un figlio implica sempre un decentramento nella vita dei suoi genitori; offre allo scorrere del tempo una profondità differente, rafforza un avvenire che trascende la vita del Due; il tempo non coincide più con il nostro tempo, la vita non coincide più con la vita dei Due”.
Sebbene la nascita di un figlio porta gioia, felicità e amore senza fine, porta anche la fine della coppia intesa come la fine del “due” che diventa qualcosa di più grande, di più solido. Infatti, conclude Recalcati: “La nascita del figlio è il luogo di un fulgore – il fulgore della bellezza del figlio –, ma è anche l’annuncio inevitabile della morte di chi lo ha generato: la sua venuta al mondo porta con sé la mia, la nostra fine”. Questo passaggio non rappresenta una vera e propria conclusione, è vero può essere destabilizzante inizialmente rompere i precedenti equilibri per rielaborarne ed accettarne altri, ma rappresenta l’inizio di una vita insieme. L’inizio della formazione di una squadra. Io e te non più come soli individui, ma uniti in un nuovo ruolo che ci vede ancora una volta complici, l’essere genitori.
Per te, lettore che ci segui, quanto ti ha cambiato davvero diventare genitore? Scorri in basso e raccontaci, anche in modo anonimo, la tua esperienza.
di Natalia Sessa




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Diventare genitore è una realtà bellissima pertanto occorre essere pronti e sicuramente la vita di coppia si modificherà con amore.