top of page

Allarme caldo nelle scuole, i docenti chiedono i condizionatori in classe: "Ne va della salute degli alunni"

Sottotitolo: Docenti che si sentono male durante le lezioni, studenti costretti a uscire dalle aule e temperature già roventi a maggio. Per il CNDDU non bastano più le chiusure temporanee...

Il diritto allo studio passa anche dalla garanzia di vivere in ambienti sani, poiché il cambiamento climatico è un'emergenza strutturale con cui convivere. Per questo motivo, pensare semplicemente di sospendere le lezioni nei giorni di afa record non è più sufficiente.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) interviene sull'emergenza delle aule surriscaldate, chiedendo alle istituzioni una programmazione nazionale per portare i condizionatori in tutte le scuole. Un intervento strutturale ormai vitale per arginare i sempre più frequenti malori di alunni e lavoratori, costretti a giornate estenuanti all'interno di edifici progettati per un clima che di fatto non esiste più. Di seguito riportiamo il testo integrale del comunicato: "Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) osserva con crescente preoccupazione quanto sta accadendo in questi giorni nelle scuole italiane, dove l'innalzamento delle temperature sta trasformando molte aule in ambienti poco compatibili con l'attività didattica e con il benessere delle persone che vi trascorrono gran parte della giornata.

Le cronache riportano episodi che fino a qualche anno fa sarebbero apparsi eccezionali: docenti colpiti da malori durante le lezioni, studenti costretti a cercare riparo all'esterno degli edifici scolastici, difficoltà sempre più evidenti nel mantenere livelli adeguati di attenzione e partecipazione.


Si tratta di segnali che non possono essere archiviati come semplici inconvenienti stagionali.

Da tempo il CNDDU richiama l'attenzione delle istituzioni sulla necessità di ripensare gli spazi scolastici alla luce dei cambiamenti climatici in atto. Abbiamo più volte sostenuto l'urgenza di dotare gli edifici scolastici di adeguati sistemi di climatizzazione, di prevedere interventi strutturali finalizzati al contenimento delle temperature interne e di adottare protocolli specifici per affrontare le ondate di calore sempre più frequenti e intense.


Non di rado tali proposte sono state accolte con scetticismo. In alcuni casi sono state considerate eccessivamente ambiziose, in altri addirittura poco realistiche rispetto alle priorità del sistema scolastico. Oggi, tuttavia, i fatti sembrano suggerire una diversa lettura della realtà: ciò che veniva ritenuto marginale si sta rivelando un tema centrale per garantire condizioni dignitose di insegnamento e apprendimento.

La scuola italiana è stata progettata in un contesto climatico profondamente diverso da quello attuale. Oggi, invece, le temperature elevate si manifestano già nelle ultime settimane di maggio e si protraggono per periodi sempre più lunghi. Ignorare questo cambiamento significa esporre studenti e lavoratori a condizioni che incidono sulla salute, sulla concentrazione, sul rendimento e sulla qualità complessiva dell'esperienza educativa.


Particolarmente significativo è il dato relativo alla diffusione dei sistemi di raffrescamento negli edifici scolastici italiani, ancora largamente insufficiente rispetto alle esigenze emergenti. In molte realtà il personale scolastico e gli studenti affrontano giornate di lezione in ambienti surriscaldati, privi degli strumenti minimi per contrastare temperature che spesso superano le soglie indicate dagli studi internazionali come critiche per le capacità cognitive e il benessere psicofisico.

Il CNDDU ritiene che il dibattito non debba limitarsi all'opportunità di sospendere o meno le lezioni in presenza durante le giornate più torride.


La questione riguarda una visione più ampia della scuola del futuro. Occorre avviare una programmazione nazionale che consideri il cambiamento climatico come una variabile strutturale e non più eccezionale.

Investire nella qualità ambientale degli edifici scolastici significa investire nel diritto all'istruzione, nella tutela della salute e nella dignità del lavoro. Significa riconoscere che non può esistere una scuola realmente inclusiva se milioni di studenti e decine di migliaia di docenti sono costretti a svolgere le proprie attività in condizioni che compromettono il benessere e l'efficacia dell'azione educativa.


Il CNDDU auspica che le recenti prese di posizione provenienti da diversi settori del mondo della scuola e delle istituzioni rappresentino l'inizio di una nuova consapevolezza. Se così fosse, si tratterebbe di un cambio di prospettiva importante, che confermerebbe la validità di battaglie portate avanti da anni e troppo spesso sottovalutate.

La tutela dei diritti umani passa anche attraverso la qualità degli ambienti in cui si studia e si lavora. In un'epoca segnata da profonde trasformazioni climatiche, garantire scuole sicure, salubri e adeguatamente attrezzate non è più una scelta facoltativa: è una responsabilità collettiva".

di La Redazione





Commenti


EDUCAZIONE
E CULTURA

NUOVI BANNER - 2 (2000 × 2160 px) (2).jpg
ID CERT (3).jpg
SUCCESSO 1
Senza titolo (250 x 834 px) (2).jpg
SUCCESSO 1
BANNER - NUOVA HOME PAGE

GPS 2026

AUMENTA IL PUNTEGGIO IN GRADUATORIA DOCENTI
BANNER - NUOVA HOME PAGE
MASTER 60 cfu (1).jpg

INVIACI IL TUO COMUNICATO

info@ascuolaoggi.it

ascuolaogginews@gmail.com

A scuola oggi è un portale che tratta notizie su quanto accade nel mondo scuola. Notizie per docenti di ruolo, docenti di sostegno, docenti precari, personale ATA, educatori, genitori e alunni. Inoltre le sezioni dedicate ai membri offrono servizi aggiuntivi: corsi gratuiti e supporto a quanti richiedono informazioni.

bottom of page